lunedì 9 maggio 2016

Balance - 3

Release date: 26, April 2016


Style: Avant-Garde Electronic

Country: Italy

Synth modulari e sonorità analogiche per un progetto dalle tinte dark e malinconiche

Nel mese di aprile, precisamente il 26, ha visto la luce l’album d’esordio “3” del duo romano Balance, composto da Luciano Lamanna e Davide Ricci (Subsound Records).

Fa sorridere l’uso del termine luce usato in riferimento alle sonorità di Luciano e Davide, che di sicuro a tutto hanno pensato durante le fasi di realizzazione del loro progetto, tranne che ad un finale senso di rassicurante luminosità. L’album contiene infatti tre suite che in un crescendo imponente gravitano costantemente in zone d’ombra dal gusto dark e drammatico, che richiamano prepotentemente la tradizione elettronica tedesca anni Settanta (impossibile non pensare ai Cluster o ai Faust ).

Sulle modulazioni iniziali di ogni brano si insinuano scrosci di beat e suoni lugubri che vanno a creare strutture che si intensificano creando una parete sonora grave e ridondante. Sul tappeto iniziale dal riverbero spinto, si adagiano graffianti effetti in sospensione che con andamento possente e costante conferiscono drammaticità ad un viaggio sonoro che fin da subito si percepisce essere scuro ed emotivamente allarmante. Tre brani in un sali scendi di beat e sferzate di synth che simulano voli a mezz’aria su paesaggi desolati e tetri, in un’atmosfera raggelante, cupa, molto poco rassicurante e alquanto alienante.

Un senso di smarrimento e suspence, un cammino nel subconscio di cui temiamo il finale perché la drammaticità del sound ci spiazza e spaventa. Non c’è modo di capire come ne usciremo dalle modulazioni del synth, dai beat gravi, dai riverberi spinti al limite. Starà alla sensibilità di chi ascolta saper trovare il giusto equilibrio tra Io e Non Io fichtiano, capire qual è il percorso sensoriale da intraprendere per non soccombere nel labirinto oscuro e angoscioso in cui siamo sprofondati accompagnati dai suoni volutamente tenebrosi e raggelanti. Il mastodontico synth modulare utilizzato dai Balance permette di spaziare tra suoni dark di notevole suggestione, impreziositi dalla qualità analogica dell’intero progetto. 

Un bel viaggio a ritroso che ci riporta fino agli albori dell’elettronica, una buona prova per questo duo romano da tenere sicuramente in considerazione. Sentiremo ancora parlare di loro.


7/10
di Irene Tempestini