giovedì 19 maggio 2016

Zhrine - Unortheta

"Unortheta"

Release Date: 8 April 2016

Label: Season of Mist 

Country: Islanda 

Style: Ethereal Blackened Death

Tracklisting
1. Utopian Warfare
2. Spewing Gloom
3. The Syringe Dance
4. World
5. Empire
6. The Earth Inhaled
7. Unortheta



ZHRINE, band nordica dal nome quasi impronunciabile, è arrivata al suo debut album nello scorso mese di Aprile. Originari di Kópavogur, una zona di Reykjavik, Þorbjörn Steingrímsson (voce e chitarra), Nökkvi Gylfason (chitarra solista), Ævar Örn Sigurðsson, (basso) e Stefán Ari Stefánsson (batteria) non sono certo nati ieri. 
Difatti, sotto il moniker di Gone Postal, i ragazzi si sono distinti in vari festival musicali in madrepatria sin dal 2007, proponendo un dark death metal, che li ha piazzati primi nelle loro terra natìa durante la Wacken Metal Battle del 2012.

Naturalmente, l'atmosfera buia dei paesaggi nordici non può non giocare un ruolo da protagonista nel loro sound, pregno di quella polvere densa, data dalla cenere nera dei vulcani, che appesantisce le già scure e interminabili giornate di un inverno così freddo da scorticarti l'anima.

Abbandonato il vecchio moniker, quelli che ora sono gli Zhrine, hanno optato per un cambiamento di stile, che li ha portati in un universo ancora più oscuro, denso di un'atmosfera di cupa disperazione. 'Unortheta', titolo del loro album di esordio, prova che la scelta potrebbe essersi rivelata azzeccata, dato che questa formula nuova, che mescola sapientemente black e death metal, sta raccogliendo numerosi consensi, rendendo gli Zhrine dei capisaldi della scena metal islandese.

Le 7 tracce si snodano agili, pur avendo una durata superiore ai 3 minuti ciascuna, mettendo in evidenza la vocalità inquietante e roboante di Steingrímsson e la tecnica di
Stefánsson alle percussioni. Ma neanche gli altri due musicisti scherzano!
"Utopian Warfare" apre l'album con solenne maestria, trasportandoci proprio in un ambiente buio e pieno di magia, come il bosco stregato delle fiabe, in cui crescono mucchi di rovi. Il pezzo procede per metà senza l'intervento della tutt'altro che delicata ugola del vocalist.
"Spewing Gloom" è un pezzo più cattivo del precedente, meno strumentale e più incalzante, sempre meno di "The Syringe Dance", però, tutta percussioni a perdifiato e urla impressionanti. "World" ci accompagna in un contesto onirico, a tratti psichedelico, aprendo con una intro in cui quasi sembra che si stiano accordando tutti gli strumenti, continuando con accordi in disaccordo e il vocione di Steingrímsson che trasforma il sogno in incubo che, per fortuna, finisce in maniera piuttosto brusca.
"Empire" sembra volersi collegare in qualche modo alla song precedente, mantenendone il ritmo e il mood, mentre "The Earth Inhaled" e la title track contribuiscono a rendere l'intero album non solo più sinistro e oscuro, ma anche più malinconico, permeandolo con una velata e rassegnata apatia, squarciata dall'urlo disperato del vocalist, che però nell'insieme interviene davvero poco.

Gli amanti del genere potrebbero trovarlo un album piuttosto interessante, al quale varrebbe decisamente la pena di dare un ascolto, specialmente coloro che prediligono molto la parte strumentale e meno quella vocale, qui davvero poco presente, per lasciare tutto lo spazio possibile alla creatività degli strumentisti

7/10
Meg


Line-up
Þorbjörn Steingrímsson: guitar and vocals
Nökkvi Gylfason: guitar
Ævar Örn Sigurðsson: bass
Stefán Ari Stefánsson: drums