martedì 28 giugno 2016

SIR REG - Modern Day Disgrace Review

"Modern Day Disgrace"


Release Date: 17 June 2016

Country: Sweden

Style: Rock/ Punk/ Celtic 

Tracklist:
1. End of the Line
2. Boys of St. Pauli
3. Drinking Like a Dane
4. Fake Hero
5. All Saint's Day
6. (Interlude)
7. The Wrong Bar
8. Johnny
9. Won't Let You Cry
10. Breaking Down All Borders
11. Call it a Day

Se vi dicessi che il folk celtico condito da una spruzzata di punk rock ha preso l'aereo e si è trasferito in Svezia, mi credereste? In effetti siete liberi di non farlo, anche io all'inizio pensavo di aver letto male, invece è tutto vero e vi basterà schiacciare il tasto play del vostro stereo per accorgervi che non sto scherzando: i Sir Reg sono davvero svedesi (almeno la maggior parte di loro), ma Modern Day Disgrace racconta una storia ben diversa, fatta violini concitati, mandolini allegramente impazziti e melodie ebbre di una tradizione diametralmente opposta a quella del grande e freddo Nord, ma forse non così lontana e distante come ci si aspetterebbe.

Il lavoro fatto in questo quarto album in studio è davvero pregevole, ricco e corposo, caratterizzato soprattutto da una più puntuale ricerca di quella radice musicale che permea tutto il disco capace di dare alla band una vera e propria connotazione nel panorama musicale, inquadrandoli alla perfezione in un genere, incasellandoli e regalandogli un'identità che forse nei primi lavori non sembrava essere ben centrata, ma che adesso è più chiara che mai.

La voce di Brendan, l'unico irlandese della band, volato in Svezia per coronare il suo sogno di dar vita a questa spumeggiante band, fa da collante con il resto del gruppo in cui spicca senza ombra di dubbio la vivacità e la grande accuratezza tecnica di Karin, il cui violino disegna serpentine folli e pazzesche che sembrano voler spezzare il due l'archetto, ma che alla fine esplodono in un tripudio di note grandiose che abbracciano l'Irlanda e la Svezia.

Tutti i componenti del gruppo ha portato in questo disco le sue influenze e il proprio background, ulteriore dimostrazione di come le differenze possono unire e non dividere nonostante sembrino, almeno di primo acchito, così distanti da sembrare inconciliabili.

Questo lo spirito che riecheggia in ogni traccia: diversità come unione, intervento del singolo sulla scia del cambiamento, inni e grida di pace alla riscoperta di un mondo che può essere migliore se solo ci si sforzasse di renderlo tale non solo con le parole, ma soprattutto con i fatti. 

E di fatti qui ce ne sono tanti, tutti distinguibili e mirati verso un unico obiettivo: far capire che i difetti ci sono ovunque, ma che è l'unione a fare la forza... la stessa di questi sei ragazzi che si sono trovati, forse perfino cercati, e che grazie alla passione hanno tirato fuori un gran bel messaggio fatto di musica.

In uno scenario che non può esimersi dal paragone con i Flogging Molly, Modern Day Disgrace riesce ad emergere senza alcuna paura o imbarazzo, tra ballad nostalgiche come Won't Let You Cry, canti da pub nello stile di The Wrong Bar che invoglia ad alzare al cielo una pinta di birra aggiungendo la nostra voce al coro e pezzi energici e grintosi, tra cui spicca senza ombra di dubbio la frenetica Boys of St. Pauli... un vero tripudio d'Irlanda, sotto il cielo della Svezia.

7.5/10
Dora

Line Up:
Brendan – Vocals & acoustic guitar
Karin – Fiddle
Chris – Electric guitar
Tommie – Drums
Filip - mandolin
Juha – Bass

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