venerdì 17 giugno 2016

Subliminal Fear - Intervista


Hanno appena pubblicato il loro nuovo album dal titolo "Escape From Leviathan" per l'etichetta finlandese Inverse Records, ma i Subliminal Fear sono italianissimi e con il vocalist Carmine Cristallo abbiamo voluto approfondire la loro conoscenza.

Intervista di Michela (Anesthesia)
Ph. credits Attoterzo Comunicazione

LFdM: Prima di tutto Vi ringrazio per aver condiviso la nostra recensione. E’ stato un ascolto molto interessante. Per chi non ha ancora sentito parlare di Voi, come nascono i Subliminal Fear? 
Carmine Cristallo: Ciao a tutti, ti ringraziamo per la bella recensione ed è un piacere per noi essere su Les Fleurs Du Mal e raccontarti del nostro progetto. I Subliminal Fear nascono nel 2002 e dopo una fase iniziale contraddistinta nel suonare cover, siamo poi passati a scrivere musica nostra, influenzata dalle band melodic death più importanti. Di quella formazione iniziale siamo rimasti: io, Alessio al basso e Domenico alle chitarre. Gli altri membri Matteo e Ruggiero sono subentrati in quest’ultima fase. Infatti, agli inizi del 2014, abbiamo deciso di fare alcuni cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda lo stile musicale e nella line-up. Adesso abbiamo due vocalist, e grazie a Matteo De Bellis abbiamo raggiunto una maggiore qualità nelle parti aggressive, essendo un ottimo screamer. Credo che la sua voce sia perfetta per le nuove canzoni, integrandosi con il resto della musica e con le parti di voce pulita. Il nuovo batterista della band è Ruggiero Lanotte, che pur provenendo da un genere musicale differente, ha già migliorato le prestazioni di tutta la band con la sua esperienza e la sua tecnica. Adesso nella band si respira un’aria nuova e ci siamo messi alle spalle i vari problemi d’Instabilità del passato, lavorando sul migliorarci come musicisti e focalizzando le nostre energie sul costruire un sound sempre più personale e sperimentale. Quando abbiamo programmato di scrivere un nuovo album, ci siamo prefissati degli obiettivi precisi riguardo nuove metodologie da adottare e nuovi elementi musicali da inserire, abbandonando i soliti cliché di genere che avevano contraddistinto i precedenti lavori. Siamo completamente soddisfatti del nuovo album su tutti gli aspetti e stiamo ricevendo risposte dagli addetti ai lavori, che direi, sono già sopra le aspettative. 

LFdM: Escape From Leviathan è il vostro terzo album, come mai la scelta di un’etichetta Finlandese?
CC: Dopo aver completato il duro e lungo lavoro di produzione dell’album, avevamo intenzione di affidarci a una label che ci garantisse affidabilità di una promozione “reale” e che inoltre, potesse concentrarsi soprattutto sui paesi esteri. Eravamo alla ricerca di un partner che potesse darci un vero supporto con azioni reali e quindi migliorare i risultati deludenti ottenuti con le altre etichette degli anni precedenti. La Inverse Records è conosciuta nell'ambiente ed è attiva da diversi anni, ci sembrava perfetta per quel salto di qualità che cercavamo. Abbiamo ricevuto diverse offerte interessanti, anche di etichette più famose, ma abbiamo scelto la Inverse Records perché ci è sembrata la soluzione giusta per gli obbiettivi che avevamo in mente e per il livello che abbiamo in questo momento. Il loro lavoro si è dimostrato prezioso e in linea con le attese.

LFdM: Rispetto ai precedenti album avete introdotto dei cambiamenti sostanziali, un netto passaggio dal semplice Industrial a qualcosa di più profondo. Questa metamorfosi (passatemi il termine) è ancora attiva o credete di aver trovato la vostra dimensione?
CC: Direi che la metamorfosi del nostro sound è stata contraddistinta da un processo consapevole e profondo, nel quale hanno contribuito diversi cambiamenti. Avevamo intenzione di “svecchiare” il nostro sound con soluzioni più moderne e soprattutto, arricchendolo di diverse sfaccettature. L’inserimento della musica elettronica, di parti più groove-oriented e un lavoro particolarmente attento sulle melodie sono gli elementi nuovi che hanno contribuito a questa evoluzione. Dopo aver iniziato a sperimentare nuove parti e soluzioni, i brani sono venuti fuori con molta naturalezza, poiché a differenza degli altri album, avevamo le idee molto chiare sui nostri obiettivi. Quest’album è per noi molto importante, perché lo consideriamo una sorta di rinascita dei SF ed un nuovo inizio. Il nostro è un sound in continua evoluzione e per il prossimo album siamo convinti di ripartire da quanto elaborato su “Escape From Leviathan”, ma aspettatevi sempre qualcosa di nuovo nel nostro sound sui prossimi album.

LFdM: Dal punto di vista prettamente tecnico, quanto lavorate fisicamente sui pezzi e quanto digitalmente?
CC: Abbiamo iniziato a lavorare digitalmente da quest’album perché pensiamo che la tecnologia sia ormai fondamentale per ottenere una maggiore qualità ed essere competitivi. Non potevamo più comporre nel metodo tradizionale e cioè suonando alcune parti e poi costruendo strutture e melodie in jam session. Su EFL, il lavoro iniziale è stato fatto da alcuni di noi sul computer, mettendo su idee, melodie e arrangiamenti completi e in seguito portato a termine, migliorando la singola canzone sino alla versione finale. Dopo aver completato tutti gli arrangiamenti, si è poi passati all’atto pratico e quindi a eseguire la canzone, tutti insieme. E’ stato fondamentale adottare questa metodologia, anche perché in questo modo, è stato possibile lavorare a distanza con Botys Beezart che ha arrangiato i synth e le musiche elettroniche e Giuseppe Dentamaro dei Golem Dungeon Studios oltre che con i guest che sono presenti nell’album.

LFdM: Cosa non dovrebbe mancare al vostro suono per essere immediatamente riconducibile a Voi?
CC: Il nostro sound adesso è costituito da molti elementi differenti. Alla base del nostro progetto musicale abbiamo sempre curato il mix di metal estremo e parti melodiche, ma adesso abbiamo ben focalizzato quegli elementi che possono contraddistinguere il nostro sound e iniziare un nostro percorso individuale. La musica elettronica e le parti orchestrali ci permettono di arricchire la nostra musica con atmosfere drammatiche e ricche di pathos collegandosi alle tematiche dei nostri brani. Volevamo creare una piccola colonna sonora che potesse coinvolgere maggiormente l’ascoltatore e, ad esempio, le melodie di voce dovevano esprimere sensazioni che riconducevano al concetto apocalittico di un mondo che stava fuggendo da se stesso. Le parti estreme hanno più groove e devono molto a generi come il djent o il death metal moderno. In conclusione direi che non c’è un solo elemento che ci rende riconoscibili ma il modo in cui abbiamo mescolato i diversi elementi, crea qualcosa di personale e maturo.

LFdM: Sempre più spesso il cinema ha un ruolo predominante nella musica, sia come base per i testi, sia proprio come atmosfera. Possiamo dire lo stesso per quella visione apocalittica che di Escape From Leviathan disegna?
CC: Siamo molto appassionati di cinema fantascientifico e sicuramente il nostro nuovo album e i soggetti dei testi sono stati influenzati da film come Terminator, Blade Runner o Matrix. Alla base c’è sempre però un riferimento alla vita reale e a esorcizzare paure riguardo al nostro futuro. Queste tematiche saranno presenti anche nelle prossime release. Stiamo pensando ad un proseguo della storia e vedremo cosa succederà… 

LFdM: Cosa è per voi la paura?
CC: La paura è un demone da combattere che s’insinua nelle nostre menti per farci perdere il controllo e manipolare le nostre scelte. La maggior parte delle nostre paure sono subconsce e percepiamo solo gli effetti negativi che ci procurano senza sapere da dove derivano. Per combattere il nostro nemico abbiamo bisogno prima di conoscerlo e sapere i suoi punti deboli.

LFdM: State progettando delle date in Italia? 
CC: In queste settimane siamo nel nostro studio per prepararci e iniziare con l’attività live in Italia, che inizierà a estate inoltrata. Vogliamo anche fare qualche esperienza importante all’estero e le nostre intenzioni sono di promuovere al meglio il nuovo album, con diverse date o festival. V’invito a venire a trovarci se capitate nei pressi di una di queste date, che annunceremo presto. 
Un saluto a tutti i lettori, se vi siete incuriositi vi aspettiamo sulle nostre pagine social e su www.facebook.com/subliminalfear per ascoltare la nostra musica e commentarla.