mercoledì 26 ottobre 2016

ALTER BRIDGE - THE LAST HERO

"The Last Hero"

Release date: on 07th October, 2016

Country: USA

Style: Alternative Rock

Tracklist:
1.Show Me A Leader
2.The Writing On The Wall
3.The Other Side
4.My Champion
5.Poison In Your Veins
6.Cradle To The Grave
7.Losing Patience
8.This Side Of Fate
9.You Will Be Remembered
10.Crows On A Wire
11.Twiglight
12.Island Of Fools
13.The Last Hero

A tre anni dall'uscita di Fortress, la band di Miles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips ha appena sfornato il suo quinto album.

Prodotto da Michael “Elvis” Baskette (Slash, Trivium, Tremonti...) e masterizzato da Ted Jensen, vincitore di un Grammy award, The Last Hero è un album di sicuro più incentrato sul tema politico rispetto ai precedenti, un concept carico di rock, chitarre di razza, cori fantastici, vocalità calde e corpose, ritmiche energiche e testi impegnati, di forte attualità, come del resto si è finora potuto evincere dai 12 anni di onorata carriera, in cui gli Alter Bridge, lungi dalla ricerca del mainstream a tutti i costi e geneticamente incapaci di creare semplici canzonette orecchiabili, sono riusciti a distinguersi per talento e capacità compositive di grande levatura. Sono tutti di altissimo livello i quattro componenti del combo, che qui si danno battaglia a suon di corde vocali, strings e percussioni lungo tutte e 13 le tracce, rendendo The Last Hero uno dei loro migliori lavori in assoluto, in cui si possono assaporare una vena compositiva di spessore e delle lyrics profonde, che riescono a risultare a volte taglienti a volte struggenti, altre rabbiose, ma che di sicuro lasciano un segno marcato in chi sa ascoltarle.
La quest suggerita dal titolo dell'album, nonché dall'artwork in copertina, in cui campeggiano il profilo di un uomo coraggioso che sfida le frecce lanciategli contro e un bersaglio che ricorda tanto lo scudo di Capitan America, inizia immediatamente, appena si accende lo stereo. Già da "Show Me A Leader" la band di Orlando ci trascina in un alternative rock che attinge a piene mani dalla migliore scuola statunitense, con ritmi travolgenti e parole sin da subito affilate come lame, che personalmente trovo anche molto condivisibili: Well they're selling another messiah here tonight, But we're all way too numb and divided to buy it, che si trasformano in una sorta di rabbiosa preghiera nel ritornello, in grado di scavare come acqua nella roccia, rimanendo ben impresso nella mente: Show me a leader that won't compromise, Show me a leader so hope never dies, We need a hero this time... ecco, sarà anche per via dei recenti scandali politici made in USA proprio a ridosso delle elezioni presidenziali, mi permetto di aggiungere che, visti i candidati, mi sa che sto pezzo ci starebbe a pennello...
Il livore aumenta nel pezzo successivo, che con un incipit quasi tribale tra le ritmiche e la voce di Kennedy che si leva come una specie di atavico lamento, diventa un vero e proprio j'accuse, contro l'ipocrisia, la falsità, l'arroganza, la prepotenza, la tracotanza e l'ignoranza di certe figure preposte alla guida di un popolo, che invece di sentirsene onorate e impegnarsi per farlo al meglio, si sono rivelate del tutto inette e pericolose. Chissà che questa traccia non abbia un bersaglio politico reale, con tanto di nome e cognome. Secondo voi? Mi permetto di trascrivere una parte del testo: And the writing's on the wall, That the end will begin, Still you do nothing at all, And keep denying the greatest sin, Ignore the truth and follow, Reap all that you sow, Spawn the future sorrow, we will know, Refusing every warning, Deny the rate of change, The ignorance is swarming, what a shame, And you know that you're to blame, You're to blame... che dire, a mio modesto parere, sinceramente si potrebbe dedicarla a gran voce alla maggior parte se non alla totalità dei rappresentanti politici del nostro Paese...

Intanto il combo, dalla Florida con furore, continua a rimanere ben focalizzato sul pezzo anche nella successiva "The Other Side", in cui i ritmi restano incalzanti e le chitarre sembrano frementi, come la voce di Kennedy che grida: You're insane, Have you gone too far? Who's to blame, For what you are? If you believe yours is the only way, Then you're the fool who lives to die, Well you deserve the Hell, you're gonna pay, On the other side, Once you reach the other side...
In "My Champion", voce e arrangiamenti si addolciscono, ma i cori diventano più antemici e caldi. E' il momento in cui l'eroe ha bisogno di un grande incoraggiamento, il momento in cui è chiamato a superare il fallimento, cercando di vederlo come uno spunto per crescere e migliorarsi, senza auto commiserazione, senza mai gettare la spugna: Sometimes you fall before you rise, Sometimes you lose it all to find, You've gotta keep fighting, And get back up again, Oh, my champion, You've lost so many times it hurts, But failures made are lessons learned, Cause in the end what you are will be much more, Than you were... parole che, in realtà, potremmo fare in parte anche nostre, per le piccole e grandi battaglie quotidiane che ci tocca affrontare, per quelle giornate in cui ci sentiamo k.o., per tutte le porte che ci hanno sbattuto in faccia, per tutte le volte che siamo caduti e ci siamo rialzati, per quella parte di noi che continua eroicamente ad andare avanti, nonostante tutto.

Mi ci vorrebbe un volume enciclopedico per continuare a presentare nel dettaglio tutte le tracce di questo album che, personalmente, trovo davvero ben fatto, perciò mi limiterò a gettare qualche highlight qua e là. Uno dei pezzi migliori, che merita la menzione d'onore e che scommetto diventerà immediatamente uno dei vostri preferiti è di sicuro "Cradle To The Grave". Commovente nella sua semplicità, eppure profondo, capace di scuoterti dall'interno, toccante nella stessa misura della bellissima canzone, dedicata alla madre di Tremonti, In Loving Memory, dal primo album della band, questa sesta traccia sembra quasi una mosca bianca, posta esattamente in mezzo alle altre: l'organo e gli arpeggi iniziali di Mark hanno un sapore malinconico e quasi disperato, mentre la pelle d'oca parte appena Miles inizia a cantare: Mother, tell me, I long to hear the stories, Just like long ago, All these memories, Start to fade before me, I cannot let them go, No, I can't let them go..., e a questo punto la tenerezza viene soppiantata dalla disperata voglia di mantenere sempre vivi i ricordi dell'infanzia, anche quando si smette di essere bambini, si diventa adulti e infine si smette di essere figli, anche quando il tempo che passa si porta via tutto quel che hai, tutto il tuo mondo e la tua giovinezza. E qui il guitar hero Tremonti fa suo il ritornello, con degli assoli da togliere il fiato, mentre la voce di Miles ti scava nel cuore e nell'anima: From the cradle to the grave, It's a fear I can't escape, Who will be my hiding place, When you're gone? There's no way to deny, The brevity of life, As time keeps marching on, All we have is lost...
La ricerca dell'ultimo eroe continua incalzante, attraverso tracce come "Losing Patience", con arrangiamenti tutt'altro che scontati ma con un ritornello cantabilissimo, che accenderà le platee, scatenandole in migliaia di braccia alzate e cori a gran voce: Are you finally losing patience? May you rise your time has come, May you fight for what's been taken, Find your strength when there is none; o come la splendida ballad "You Will Be Remembered", dedicata alla figura dell'eroe che infondo è in tutti coloro che, anche per lavoro, si sacrificano per il prossimo e per il bene della comunità e infine come la title track, che in 7 minuti chiude anche simbolicamente l'album in un'apoteosi di arrangiamenti che sottolineano l'epicità del momento. Le lyrics non è che lascino sperare troppo. E' un finale aperto, che in realtà resta un grosso punto interrogativo, un finale amaro, che lascia insinuare un insidioso dubbio: Don't let us fall again, We can't fight this on our own, Who'll save us in the end, Have we lost our last hero? Have we reached the end? Are we last to know? Are we still afraid? Nowhere left to go No, it's much too late, There's no hope to see, There is still a chance left, For you and me... Arriverà, dunque il tanto atteso eroe? E' arrivato già e non ce ne siamo accorti perché ha fallito? O forse che sia venuto finalmente il momento in cui toccherà a noi diventarlo, ognuno con il proprio carico di sete di giustizia, di voglia di cambiamento e di fame di sana e necessaria rivoluzione? 

A voi l'ardua sentenza. Rock' on!

9/10
Margherita Realmonte (Meg) 

Line-up:
Myles Kennedy – Vocals, Guitar
Mark Tremonti – Guitar, Vocals
Brian Marshall – Bass

Scott Phillips – Drums

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