giovedì 10 novembre 2016

THE ANSWER - Solas

"Solas"

Release Date: on 28 October 2016

Label: Napalm Records 

Country: Ireland

Style: Hard Rock

Tracklist:
1. Solas
2. Beautiful World
3. Battle Cry
4. Untrue Colour
5. In This Land
6. Thief Of Light
7. Being Begotten
8. Left Me Standing
9. Demon Driven Man
10. Real Life Dreamers
11. Tunnel

Giungono al sesto lavoro gli irlandesi The Answer, una band che probabilmente molti di voi avranno avuto modo di vedere in azione: nel 2009 hanno infatti aperto per gli Ac/Dc durante il Black Ice Tour, mentre nella scorsa estate hanno calcato le prestigiose assi del Pistoia Blues Festival insieme a Whitesnake e Hardcore Superstar. 

Alfieri di un hard rock classico, influenzato dal blues e dai Led Zeppelin, con questo Solas allargano decisamente i loro orizzonti sonori. Se i lavori precedenti puntavano sull'immediatezza e sull'impatto, qui li troviamo alle prese con materiale più introspettivo e soffuso, che pur pagando il giusto tributo al rock degli anni 70 risulta moderno e mai anacronistico. Questo è evidente fin dalla prima traccia, la title-track, dall'andatura ipnotica e con un riff che rimanda a “Kashmir” (Led Zeppelin, of course!). La seguente “Beautiful World” è stata scritta insieme al produttore dei Massive Attack Neil Davidge, forse a lui si devono certi effetti “trippy” della parte iniziale, prima che il brano cresca di intensità e di potenza. In alcune occasioni si sente l’ eco degli Europe maturi di “Secret Society”, come nel blues inquietante di “Being Begotten”, o nella più solare e diretta “Demon Driven Man”.
“Battle Cry”, con il suo coro trascinante, sfoggia evidenti influenze celtiche (Bob Catley e il suo “Middle Earth” non sono poi così distanti), così come “In This Land”, in cui chitarra acustica e mandolino si intrecciano mirabilmente. Anche la soffusa “Thief Of Light”, dalle atmosfere sospese, ha un forte sapore irlandese, mentre “Left Me Standing” non avrebbe sfigurato su un vecchio disco dei Thin Lizzy.

Con Solas i The Answer ci consegnano l’album della maturità: vario, ricco di idee e convincente dall'inizio alla fine. 

8/10
Andrea

Line-up:
Cormac Neelson – vocals
Paul Mahon – guitar
Micky Waters – bass
James Heatley – drums


ph. credit by Charlie Gray

mercoledì 9 novembre 2016

AETERNITAS - House Of Usher

"House Of Usher"

Release Date: October 21, 2016


Country: Germany

Style: symphonic metal

Tracklist:
1.Le Coeur
2.House Of Usher
3.The Prophecy
4.Roderick
5.Madleine
6.Fear
7.Forbidden Love
8.The Haunted Place
9.Tears
10.Buried Alive
11.Can You Hear the Demons?
12.The Fall
13.The Falling Star
14 Open Your Eyes
15.Ethelred


Quarto album per i tedeschi AETERNITAS, gothic metal band formatasi nel 1999 grazie ad Anja e Alexander Hunzinger, rispettivamente alle tastiere e alla chitarra d'accompagnamento. Uscito il 21 Ottobre per Massacre Records, House Of Usher ci ha messo 4 anni per vedere la luce. Una genesi piuttosto lunga, probabilmente molto travagliata, molto studiata e sudata, che però, a mio parere, ha portato a risultati di ragguardevole livello. Ispirato alla famosa short story "The Fall of the House of Usher" firmata nientemeno che da Edgar Allan Poe, questo album ne ricostruisce la trama e l'ambientazione con accuratezza e sensibilità, donando a chi lo ascolta il piacere molto raro, se non unico, di viaggiare in uno spazio senza tempo, in cui l'oscurità e la luce si giustappongono, in cui tutti coloro che amano quel filone letterario un po' horror e un po' romantico di cui Poe era esponente di spicco, possano apprezzarne la meticolosa ricostruzione e le delicate atmosfere a tinte fosche. La storia è tutta contenuta all'interno dei 15 brani dell'album, compreso l'artificio letterario del racconto nel racconto, un device che complica oltremodo la resa dell'ambientazione, ora ottocentesca, ora medioevale, ma che non ha spaventato la versatilità e la capacità di improvvisazione teatrale della band.

Per rendere al meglio l'intento di rappresentare proprio l'inusuale e sottostimata bellezza del gotico e del grottesco, gli AETERNITAS hanno cercato di fondere, in un mix davvero ben riuscito, un modern symphonic metal con complessi arrangiamenti orchestrali e intriganti intermezzi rockeggianti, condendo il tutto con le vocalità ora armonicamente fuse, ora contrapposte di Alma Mathar e Oliver Bandmann. Il risultato è decisamente gradevole ed equilibrato, considerato il rischio non tanto improbabile di finire con il calcare troppo la mano e perdere di credibilità, scadendo nel caricaturale. Invece il combo teutonico è riuscito a mantenere un'ottima andatura, alternando tracks più dolci e lente ad altre più ritmate e incalzanti, riuscendo a creare riffs e refrains molto catchy ma non banali, trasportandoci nell'intreccio del racconto con melodie e linee vocali spesso di onirica bellezza.
Breve ma intensa la prima traccia, tutta strumentale di questo concept album, in cui la sezione ritmica affidata a Stefan Baltzer (basso) e Frank Mölk (percussioni) rende benissimo il suono di un cuore che batte.
A seguire, la title track, che racconta la caduta della famiglia Usher con la splendida voce di Alma Mathar che riesce a generare una sorta di ammaliante stato di coscienza.
In pezzi come "The Prophecy" e "Roderick", anche la chitarra solista di Daniel T. Lentz si conferma di tutto rispetto, come anche nell'energica "Can You Hear The Demons", di cui è difficile dimenticare il ritornello.
Dolce come il suono di un carrillon l'intro di piano in "Madleine", mentre le soavi corde vocali della Mathar ci trasportano in un “altrove” da sogno.
Stacco potente per la successiva "Fear", in cui primeggia un veloce e preciso Mölk.
Forbidden Love è una ballad in cui spicca il duetto vocale con la voce maschile della band, Oliver Bandman, che con la Mathar si esibisce in un ritornello davvero molto orecchiabile.
A chiudere l'album, una track bella movimentata, dedicata a Ethelred, il protagonista del racconto medioevale contenuto a sua volta nel racconto di Poe. Alla fine, nonostante alcuni limiti insiti nella ripetitività delle principali linee melodiche e un po' di ridondanza, 15 pezzi sono un bel numero, House Of Husher è un album davvero molto gradevole e dall'atmosfera che gli amanti del romantic gothic troveranno sublime.

8/10
Margherita Realmonte (Meg)

LINE-UP
Alma Mathar - Vocals
Oliver Bandmann - Vocals
Alexander Hunzinger - Guitar, Backing Vocals
Anja Hunzinger - Keyboards
Daniel T. Lentz - Lead Guitar
Stefan Baltzer - Bass
Frank Mölk - Drums



lunedì 7 novembre 2016

ZEAL & ARDOR pubblicano ‘Devil Is Fine’ su MVKA/Warner il 24 febbraio 2017


Immaginate questa scena: Django di Tarantino sacrifica una capra sul palco mentre, da dietro, intimidatori canti di schiavi tuonano, e stridenti riff di chitarra ardono. Poi una catena tintinna, evocando un’assemblea satanica, e si fa strada attraverso le melodie stranamente familiari del black metal norvegese. Questo mix di generi che ha attirato l'attenzione in rete a partire da aprile 2016 appartiene agli Zeal & Ardor.

Il prossimo album ‘Devil Is Fine’ – in uscita il 24 febbraio 2017 - dal punto di vista tematico si rifà al tipico black metal: rituali, sacrifici umani, fuoco e sangue. Gli Zeal & Ardor portano il blasfemo alle estreme conseguenze, scrivendo spiritual di schiavi in catene. Black metal dalle piantagioni di cotone, insomma.

Dietro gli Zeal & Ardor si nasconde lo svizzero-americano Manuel Gagneux.
Il suo approccio si basa su una storia alternativa e prende il via da due concetti: il cristianesimo è stato imposto a schiavi americani (così come è stato imposto in Norvegia) e il black metal negli anni '90 è cresciuto come una forma di ribellione al monoteismo. Che cosa sarebbe successo se gli schiavi americani si fossero ribellati allo stesso modo? O senza mezzi termini: come suonerebbero degli spiritual satanici?

Il primo doppio singolo, che include la titletrack dell’album ‘Devil Is Fine’ e ‘Children’s Summon’, uscirà in Europa l’11 novembre. I pre-ordini per il disco ‘Devil Is Fine’, descritto da Noisey come “uno dei più intriganti dell’anno”, saranno attivi dallo stesso giorno.

Potete ascoltare la titletrack QUI

Gagneux dichiara, "’Devil Is Fine’ non è stato creato pensando a quante persone avrebbero potuto ascoltarlo. Non vi è alcun compromesso stilistico o studiato a tavolino in esso. Sono solo cose che mi piacciono davvero".

Gli Zeal & Ardor saranno in tour in Europa la prossima primavera. Quando toiletovhell.com gli ha domandato se si sarebbe esibito dal vivo, Gagneux ha risposto: "Mi piacerebbe davvero che fosse un qualcosa a metà tra un concerto e un evento da fuori di testa. Non solo qualcosa di cui la gente non ha mai sentito parlare prima, ma qualcosa che le persone non hanno mai visto prima, lasciandole spaventate e indebolite, ma al tempo stesso affascinate. Questa è la cosa che per cui sto combattendo".

Il 3 maggio 2017 Zeal & Ardor saranno al Lo Fi Club di Milano 


TOUR
14.04.2017 - CH - Basel, Czar Fest

19.04.2017 - FR - Paris, Backstage By The Mill
20.04.2017 - UK - London, Underworld

21.04.2017 - NL - Tilburg, Roadburn Festival

22.04.2017 - DE - Berlin, Urban Spree

24.04.2017 - CZ - Prague, Roxy

25.04.2017 - PL - Warsaw, Hydrozagadka

26.04.2017 - GR - Athens, Kyttaro
03.05.2017 - IT - Milano, Lo Fi Club

04.05.2017 - CH - Geneva, Usine



domenica 6 novembre 2016

FROM OCEANS TO AUTUMN nuovo doppio album in uscita nel 2017


La band del North Carolina FROM OCEANS TO AUTUMN farà ritorno nel 2017, dopo aver pubblicato l'ultimo album “A Perfect Dawn” nel 2013 e svariati EP in digitale nel 2014 e 2015.

La band si è misurata con un lavoro massiccio di Post Rock / Ambient e Post Metal strumentale: un doppio album in cui i paesaggi tipici dipinti da band come i JAKOB si incontrano con l'impressionante muro di suono dei ROSETTA.

Brandon Helms (membro anche di MAGI e MOUNTAINS AMONG US) dichiara: “Mi ci sono voluti circa due anni per comporre e registrare questo doppio album. Soprattutto i mesi autunnali sono stati particolarmente prolifici. Volevamo qualcosa di un po' diverso, ma pur sempre vicino a noi. Le canzoni sono più ariose, con le chitarre che vanno e vengono dai territori della coscienza”.

“Ether/Return to Earth” è un'esperienza sonora in cui l'atmosfera sognante ed eterea della prima parte si oppone alle sensazioni più oscure e fuori dal mondo della seconda. 

Il ritorno dei FROM OCEANS TO AUTUMN è fissato per il 2017: il doppio CD (disponibile anche in digitale) verrà pubblicato da ARGONAUTA Records.

Luca Turilli’s RHAPSODY svelata la prima canzone da "Cinematic And Live"



L’ultimo album dei Luca Turilli’s RHAPSODY, “Prometheus, Symphonia Ignis Divinus”, è destinato ad entrare nella storia della musica: sarà infatti il primo disco ad essere remixato in Dolby Atmos. Il rinomato produttore e ingegnere del suono Chris Heil (DAVID BOWIE, BRYAN ADAMS, SCORPIONS) ha mixato l’intero capolavoro in Dolby Atmos, candidando così questo album per una nomination ai Grammy 2017.

In aggiunta troverete due CD dal vivo nuovi di zecca, mixati da Christian “Moschus” Moos ai Spacelab Studio (Grefrath, Germania) e masterizzati da Simone Mularoni ai Domination Studio (San Marino).

Prometheus: “The Dolby Atmos Experience + Cinematic And Live” sarà pubblicato il 9 dicembre su Nuclear Blast/Warner.

Oggi è stata svelata la prima canzone dal vivo: 'Rosenkreuz (The Rose And The Cross)' https://youtu.be/5dq5jhzwrBw

Chi preordina "Cinematic And Live" in digitale riceverà il download immediato di Rosenkreuz (The Rose And The Cross) [Live]'.


Trailer ufficiale: https://youtu.be/bYyVWPffVBA

Blu-ray - "Prometheus - The Dolby Atmos Experience" (Audio Blu-ray!) - Tracklist

01. Nova Genesis (Ad Splendorem Angeli Triumphantis)
02. Il Cigno Nero
03. Rosenkreuz (The Rose And The Cross)
04. Anahata
05. Il Tempo Degli Dei
06. One Ring To Rule Them All
07. Notturno
08. Prometheus
09. King Solomon And The 72 Names Of God
10. Yggdrasil
11. Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall Part II: Codex Nemesis

"Cinematic And Live" - Tracklist

CD1
01. Nova Genesis
02. Il Cigno Nero [Reloaded]
03. Rosenkreuz (The Rose And The Cross)
04. Land Of Immortals
05. Aenigma
06. War Of The Universe
07. Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall [Extract]
08. Excalibur
09. The Ancient Forest Of Elves
10. Son Of Pain
11. Prometheus
12. Drum Solo
13. Knightrider Of Doom
14. Warrior's Pride

CD2
01. The Astral Convergence
02. The Pride Of The Tyrant
03. Tormento E Passione
04. Demonheart
05. Bass Solo
06. Warrior Of Ice
07. Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall Part II - Of Psyche And Archetypes
08. Dark Fate Of Atlantis
09. Dawn Of Victory
10. Quantum X
11. Ascending To Infinity
12. Emerald Sword
13. Finale




venerdì 4 novembre 2016

HAMMERFALL - Built To Last

"BUILT TO LAST"

Ph. Credit: Tallee Savage
Release date: 4 November 2016


Country: Sweden

Style: Heavy Metal

Tracklist:
1. Bring It!
2. Hammer High
3. The Sacred Vow
4. Dethrone And Defy
5. Twilight Princess
6. Stormbreaker
7. Built To Last
8. The Star Of Home
9. New Breed
10. Second To None


Sembra ieri, ma sono passati quasi vent'anni da quando gli Hammerfall esordirono con “Glory To The Brave” e i magazines di settore gridarono al miracolo, definendolo un capolavoro. In realtà “Glory…” era “semplicemente” un ottimo lavoro, ma il momento era quello giusto, il fenomeno grunge era in calo, la fame di classic metal era tanta, e il disco si rivelò un successo clamoroso.

Da allora gli Hammerfall sono diventati un’istituzione per i power metallers, i loro album hanno mantenuto un successo costante (soprattutto in Germania e in Scandinavia) nonostante il cambiare delle mode e qualche inevitabile battuta a vuoto (obiettivamente “Infected” e “REvolution” sono lavori che, dopo un paio di ascolti, raramente tornano nel lettore…).

Built To Last è il decimo lavoro degli svedesi, ed è il “solito” disco degli Hammerfall, probabilmente superiore alle ultime, sbiadite prove. Tuttavia è evidente che l’ispirazione non è più quella dei tempi migliori: i brani sono piacevoli, ben suonati e splendidamente prodotti, ma spesso sembrano viaggiare con il pilota automatico. Songs come “Bring It”, “Hammer High”, “Dethrone And Defy” e “The Star Of Home” hanno tutte le caratteristiche per piacere agli aficianados: riffs solidi, ritornelli anthemici e cori potenti. Ma manca la scintilla, manca quel quid in più che fa la differenza. Anche l’immancabile ballata “Twilight Princess” non impressiona particolarmente, qualcosa in più arriva con la manowariana title-track e con l’arrembante “Stormbreaker”, dalle accellerazioni speed. Nulla di nuovo sotto il sole quindi, un lavoro dignitoso ma lontano da “Legacy Of Kings” e dal citato “Glory To The Brave”, indiscussi vertici della discografia degli svedesi.

6,5/10
Andrea

Line-up:
Joacim Cans – vocals
Oscar Dronjak – guitar
Pontus Norgren – guitar
Fredrik Larsson – bass
David Wallin – drums

The Great Old Ones stream first new song and reveal details of new album


New and forbidding horrors await below. THE GREAT OLD ONES are unveiling the first sinister song taken from their forthcoming album 'EOD - A Tale Of Dark Legacy', which has been composed as a sequel to H. P. Lovecraft's masterpiece "The Shadow Over Innsmouth" and will finally break free into this world on January 27th.

The eldritch track "The Shadow over Innsmouth" is now exclusively streaming via Metalitalia

Regarding the new song, THE GREAT OLD ONES comment:

"I see it at the horizon, like in my nightmare, a gigantic black swan, the devil reef, fascination and fear"*

"We are very proud to present this first track taken from our new album 'EOD – A Tale Of Dark Legacy'. We think that "The Shadow Over Innsmouth" stands for all that we wanted to achieve with this record: it is powerful, violent, epic, and of course heavily atmospheric and emotion driven. In the context of our conceptual story, this chapter tells of the arrival of the protagonist in the eponymous infamous city. He is gazing over the derelict harbour and remembering the frightening journal of his ancestor, he knows that nothing will ever be the same again."

"I penetrated into darkness, visions of chaos, visions of death, churches to ashes, demented cult, only signs of sickness."*

*Quoted from 'EOD, A Tale of Dark Legacy', an original sequel of the H. P. Lovecraft story "The Shadow Over Innsmouth".

THE GREAT OLD ONES are simultaneously revealing artwork and track-list of 'EOD, A Tale of Dark Legacy', which can both be viewed below.

Track-list
1. Searching For R. Olmstead (introduction)
2. The Shadow Over Innsmouth
3. When The Stars Align
4. The Ritual
5. Wanderings
6. In Screams And Flames
7. Mare Infinitum

It is with great trepidation that I am writing these lines. Something is lurking at the stairs below and I hear its scratching shuffle coming closer. This horror began when a book arrived in a torn envelope; its sender unknown. I should have heeded the warning of its title, 'EOD - A Tale Of Dark Legacy', yet curiosity got the better of me and on opening its pages an unearthly music crept into my soul.

The sound of harsh strings filled the room, ripping and screaming yet strangely melodic in an eerie and twisted way. A male voice, raw and grinding was rasping words of evil into my ears. And rhythms were pounding mercilessly. I was terrified, but could not turn away from a majestic beauty haunting each track that seemed to rise from the bottomless abyss beneath the sea.

As their name implies, THE GREAT OLD ONES are heavily inspired by the works of H.P. Lovecraft. Like the sinister novels and stories of the American gothic horror icon, the music of the French act delves into the forbidden, dark, haunting, and violent spheres of art. Their forthcoming third album, 'EOD - A Tale Of Dark Legacy' marks another big step in the band's fast rising career.

THE GREAT OLD ONES emerged from the old parts of the ancient Aquitanian harbour city of Bordeaux - as famed for its secrets as for its deep red wine - in the year 2009. Their first album, 'Al Azif' was recorded and mixed by Cyrille Gachet (YEAR OF NO LIGHT) and mastered by the renowned Alan Douches (MASTODON, TOMBS, THE DILLINGER ESCAPE PLAN). After it was let loose on an unsuspecting world in April 2012, the reactions of critics and fans were unanimously positive, which opened previously locked doors to perform alongside acts such as AURA NOIR, FORGOTTEN TOMB, NEKROMANTHEON, BORGNE, TEMPLE OF BAAL, and ISOLE to name but a few – as well as being invited to the prestigious Hellfest Open Air in France.

THE GREAT OLD ONES followed up with their second full-length 'Tekeli-li', which garnered even higher praise and unlocked further opportunities like a show at the acclaimed Roadburn Festival, opening for BEHEMOTH in their homeland, returning to Hellfest, and supporting SHINING in France as well as label-mates DER WEG EINER FREIHEIT across Europe.

Now the Bordelais have gone further down the path leading to insanity by unleashing their highly anticipated third album. 'EOD - A Tale Of Dark Legacy' keeps the promise of luring its listener deeper into darkness which each new track. Weaving a sinister yarn that constitutes a sequel of Lovecraft's only story to be published as a book, "The Shadow Over Innsmouth".

Advanced and melodic black metal of haunting beauty with lyrics inspired by H.P. Lovecraft result in a perfect match. Just listen and you will find out what waits down there… 

Recording line-up
Benjamin Guerry: guitars, vocals
Jeff Grimal: guitars, vocals
Xavier Godart: guitars
Sébastien Lalanne: bass
Léo Isnard: drums

Current line-up
Benjamin Guerry: guitars, vocals
Jeff Grimal: guitars, vocals
Aurélien Edouard: guitars
Jérôme Charbonnier: bass
Léo Isnard: drums