lunedì 26 ottobre 2015

Sorrows Path - Doom Philosophy review

"Doom Philosophy"


Released date: 12 September 2014


Track List:
1. Intro / First Beam of Darkness into Light
2. Tragedy
3. A Dance with the Dead
4. Brother of Life
5. Everything Can Change
6. The King with a Crown of Thorns
7. The Venus and the Moon
8. Epoasis
9. Clouds Inside Me
10. Darkness
11. Damned (O)fish / L.S.D.



La musica dei Sorrow Path scorre lenta come un fiume che, silenzioso, lambisce le coste malinconiche dei Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows, che si spiega nelle aree contaminate dalla filosofia doom metal dei Candlemass, prima di gettarsi nelle profondità lugubri e sulfuree dei Mercyful Fate.

Questa band ci ha dato la possibilità di raccontare la loro storia, iniziata ventidue anni fa nella capitale ellenica e deturpata nel corso degli anni dei propri sogni.

Attivi nuovamente sulla scena musicale dal 2009, con il loro ultimo album “Doom Philosophy”, uscito ormai più di un anno fa, gli ateniesi hanno saputo trasformare il dolore in roccia che, forgiato nella classicità dei potenti assoli di chitarra degli Iron Maiden, sotto l'estro di talenti come Snowy Shaw (Memento Mori, King Diamond, Therion, Sabaton) ed Edgar Rivera (ex Solitude Aeturnus ) ha fatto riacquistare ciò che era stato tolto loro.

Perseguendo la linea melodica di inizio carriera, “Doom Philosophy” ci regala undici pezzi d'autore che non solo vale la pena riscoprire, ma che alimenta anche in noi l'attesa di qualcosa di nuovo che adesso deve necessariamente trovare la luce.

7.5/10
Michela

Line Up:
Stavros Giannakos: Bass
Angelos Ioannidis: Vocals
Fotis Mountouris: Drums
Kostas Salomidis: Guitar
Giannis Tziligkakis: Guitar

Officil Links:


AMBERIAN DAWN - Innuendo Review

INNUENDO


Release: 23 October 2015

Tracklist:

1. Fame & Gloria
2. Ladyhawk 
3. Innuendo
4. The Court Of Mirror Hall
5. Angelique
6. Rise Of The Evil
7. Chamber Of Dreadful Dreams
8. Knock Knock Who’s There
9. Symphony Nr 1, Part 1 – The Witchcraft
10. Your Time – My Time
11. Fame & Gloria (Instrumental Version) (Bonus Track)
12. Sunrise (Re-Recording) (Bonus Track)



Era il 1991 quando i Queen pubblicarono Innuendo, il loro ultimo album con Freddy Mercury al microfono e fu, a detta di tutti, il miglior disco non solo della band ma anche della storia del rock fino a quel momento.

Da quel giorno di dischi ce ne sono stati tantissimi nel firmamento della musica, ma mai nessuno ha preso in prestito il nome di quell'album che tanto ha dato al mondo delle sette note e di cui ancora oggi si parla. 

Mai... fino ad oggi.

Gli Amberian Dawn tornano con un nuovo disco e lo fanno prendendo in prestito quel titolo indimenticabile che tanto evoca nell'immaginario degli amanti della musica e che, per certi versi, può perfino trasformarsi in una maledizione se non si sta attenti a come lo si usa.

E loro attenti ci sono stati, come fanno sempre, perché se c'è una qualità che la band finlandese ha sempre dimostrato è quella di prendere sul serio la musica e di trattarla con una certa amorevole cura, con un'attenzione senza pari e questo si sente, lo si percepisce.

Sotto la guida di Mikko Karmila (che ha prodotto, tra gli altri, gli Amorphis e gli Apocalyptica), i ragazzi di Hyvinkää confezionano un disco sicuramente di ottima fattura e tutto incentrato sulla potente e versatile voce di Capri, capace di far accendere tracce che, diversamente, non avrebbero avuto quel nerbo e quello sprint per emergere davvero.

Innuendo è un buon disco, non ci sono dubbi: la macchina degli Amberian Dawn è ben oleata, perfetta sotto il punto di vista tecnico, grandiosa è la produzione che pesa davvero molto e in modo certamente positivo sulla resa finale eppure, nonostante queste indubbie qualità che si traducono anche in una grande capacità di armonizzare strumenti e voce, questo lavoro non emerge. La stessa band fatica a trovare la sua strada, che sembra essere sempre un po' troppo vincolata, messa in ombra da band conterranee capaci di fagocitare tutto quanto il resto, anche quella luce che brilla attorno agli Amberian Dawn, ma che non riesce a splendere davvero.

Punti di forza sono le grandi variazioni della voce di Capri che si stratifica in mille e più sfumature, toccando momenti di estrema epicità come in "Symphony Nr 1, Part 1 – The Witchcraft" dove anche gli archi sbocciano come un fiore in primavera, per poi diventare più power in brani come "Chamber Of Dreadful Dreams" e non solo.

I cori sono orecchiabili, le tracce hanno uno spirito melodico che sembra essere la cifra stilistica di Innuendo, dove le influenze del mondo classico si fondono con le sperimentazioni di compositori elettronici come Jean Micheal Jarre.

Questa, però, sembra essere un'occasione sprecata, non un punto d'arrivo per gli Amberian Dawn, ma più che altro solo un'ulteriore tappa nel loro percorso che, speriamo, possa iniziare a splendere davvero di quella luce che illumina il cielo finlandese nelle fredde notti invernali.

7/10
Dora



Line-up
Tuomas Seppälä - Guitar & Keyboards 
Capri - Vocals 
Emil Pohjalainen - Guitar 
Joonas Pykälä-aho - Drums 
Jukka Hoffren - Bass 
All music composed by Tuomas Seppälä.

Cover by Jan "Örkki" Yrlund

venerdì 23 ottobre 2015

SUMA - Ashes (ristampa) review

"ASHES"

Label: Argonauta Records

Release Date: Oct 19th, 2015

Track List:

  • Headwound       
  • Ashes         
  • Orissa        
  • Justice  
  • War On Drugs    








L’Argonauta Records ha dimostrato negli ultimi anni di avere ottime intuizioni, pubblicando album di eccelsa qualità, e “naso” nel capire quando arriva il momento di portare nuovamente alla luce dei capolavori.

“Ashes” è la ristampa dell’album che nel 2010 che ha reso gli svedesi Suma tra i migliori artisti dello stoner/sludeg. Perché musicisti non si diventa, ci si nasce!

Con le stesse caratteristiche di un fall out, i suoni ci arrivano caldi e devastanti al tempo stesso, riportando alla memoria qualcosa che sembrava essere terminato. Un muro granitico di suoni scintillanti che ricadono a terra in milioni di frammenti neri come la pece, riff costanti e mutevoli si propagano per l’intero disco, andandosi ad incastrare perfettamente alle percussioni come le tessere del tetris, riportando alla luce forza e dinamismo ma facendo scoprire anche nuovi elementi che avevamo trascurato  la prima volta.

Ashes era eccellente allora come lo è adesso, in tutta la sua superbia e maestosità, capace di emozionare ancora chi lo aveva dimenticato ed insegnare a chi non ne aveva mai sentito parlare.

Adesso aspettiamo che questo capolavoro porti nuovi germogli.

8/10
Michela

Facebbok

Line – Up
E
J
P
R

giovedì 22 ottobre 2015

KARI RUESLÅTTEN - To the North Review

"TO THE NORTH"



Release: 23 Ottobre 2015

Tracklist:
01. Battle Forevermore
02. Mary’s Song 
03. What We Have Lost 
04. Three Roses in My Hands 
05. Dance with the King 
06. Letting Go
07. Arrow in My Heart 
08. Turn, Turn, Turn 
09. To the North




Ascoltate. C'è un posto, lassù nel freddo nord, là dove la neve confonde i contorni e li rende opachi, impenetrabili ed impalpabili, dove una sirena canta con una voce venuta da lontano. Non lo fa per attirare naviganti dispersi nel mare per poi cibarsi di loro, non usa la sua splendida voce per irretire le menti di uomini sprovveduti che hanno l'ardire di avvicinarsi alla sua dimora senza sapere che quello è il covo di una creatura mitologica: canta perché questo è il solo modo che conosce per raccontare le storie del suo mondo, perché è fatta di musica e in essa è stata forgiata; la musica l'ha plasmata e l'ha resa quella sirena e lei canta, non può fare altro e non vuole fare altro, lasciando che quella stessa musica dalla quale è nata entri nelle nostre anime, albergando in noi per sempre.

Ascoltate e non fate nient'altro, sarà la musica a creare la magia: distese sconfinate di conifere ancestrali, paesaggi di immortale bellezza che mai avranno fine, mondi dove il cielo si confonde con la terra bianca di neve, baciata dal sole più lungo, adombrata dalla tenebra più densa.

Riuscite a vedere tutto questo? A volte la musica è uno stato mentale, un rifugio sicuro, la bolla perfetta nella quale rinchiudersi quando si ha voglia di fuggire per un po', l'anima stessa delle cose che parla con voce suadente e meditabonda, la stessa voce che abbiamo imparato ad amare con i The 3rd and the Mortal e che oggi più che mai ritroviamo che colora l'aria con le tipiche tinte del Nord, fredde e dense come i suoni che si sono trasformati in cristalli, ma sempre cariche di angoli oscuri proprio come quel sole nero che splendeva anni fa.

Kari Rueslåtten è quella sirena ed è tornata con il suo sesto album da solista, To the North che ci presenta un suono più cupo, ancora più intimo e melanconico al servizio di un folk di scuola norvegese che da questa terra trae la sua forza, la sua ispirazione, la linfa pulsante e vitale che si racchiude in ogni traccia, in ogni singola nota, abbracciando artisti quali Loreena McKennitt, Tom Waits e Emmylou Harris per amplificare la sua essenza più pura e personale. 

Ascoltate e poi aprite gli occhi: quel mondo da lei creato è lì, a portata di mano... deve solo essere afferrato.

8/10
Dora



mercoledì 21 ottobre 2015

God Module - Prophecy review

"Prophecy" 



Release: 16 October 2015

Label: Metropolis Records

Tracklist: 
01. Wasteland
02. Second Coming
03. Secrets
04. Endless
05. Claws
06. Abduction
07. We Are Legend
08. Deceit
09. Red Ribbons
10. Transform




Anche se appartengono ad un gruppo molto elitario, il piccolo drappello di aristocratici del mondo oscuro dell’EBM sanno essere molto esigenti e poco inclini alle contaminazioni. Ma con i God Module possono stare tranquilli, perché con il loro settimo album, confermano ancora una volta, di essere un punto fermo per i fan dell’elettronica.

“Prophecy” è un caleidoscopio di sfumature grigio nero che trasformano ogni traccia in perfette forme simmetriche, generate non per colpire l’ascoltatore, ma per inghiottirlo nel cosiddetto buco nero. Non vi è né spirito né emozione, ma la precisione di un micro chirurgo che abilmente manovra i tasti del suo sintetizzatore creando una collisione di tecno/EBM/Industrial che cambia le orbite del suono proiettandolo in un emisfero sconosciuto.

L’essenza dei beat anni ’80, le linee gotiche intervallate da parti techno, convogliano sullo stesso binario il manifesto futurista dei Covenant di “United States Of Mind”, ed il fascino alieno dei KMFDM, in una combinazione di distorsioni vocali, ritmi lenti e stacchi melodici capaci di infondere euforia e stati di panico fino al punto di non ritorno.

Nessuna alterazione, nessuna sperimentazione se non quella strettamente necessaria, disegnano un album biologicamente naturale e conforme allo stile. 

Come dire: nessuna nuova, buona nuova!

7/10
Michela


REVENGE Unleash New Track



REVENGE are now streaming a new brutal track taken from their their highly anticipated fifth full-length 'Behold.Total.Rejection', which has been slated for worldwide release on November 13th. The song "Nihilist Militant (Total Rejection)" is available to all media for streaming and sharing through the link below.


REVENGE have previously unveiled both the artwork and track-list of 'Behold.Total.Rejection'. The CD version can be viewed below. The vinyl versions come with alternative covers.

1. Scum Defection
(Outsider Neutralized)
2. Shock Attrition
(Control In Decline)
3. Wolf Slave Protocol
(Choose Your Side)
4. Mass Death Mass
5. Mobilization Rites
6. Silent Enemy
7. Desolation Insignia
8. Hate Nomad
9. ETHR
(Failure Erased)
10. Nihilist Militant
(Total Rejection)

With 'Behold.Total.Rejection', REVENGE have reached a new peak in black violence and raving misanthropy. The band was founded by vocalist and drummer J. Read continuing in the vein of his previous outfit and war metal instigators CONQUEROR in the year 2000. The Canadians have since delivered some of the most severe and brutal music the metal underground has ever produced. Simply put: they are one of the most extreme bands in existence. With each release, J. Read has pushed the limits further. The two early EPs 'Attack.Blood.Revenge' (2001) and 'Superion.Command.Destroy' (2002) were followed by first full-length 'Triumph.Genocide.Antichrist' (2003). Each REVENGE release was either greeted by stunned enthusiasm or sheer hatred by critics and fans alike. There was never any room for middle ground with punishing albums such as 'Victory.Intolerance.Mastery' (2004), 'Infiltration.Downfall.Death' (2008), and 'Scum.Collapse.Eradication' (2011). Now 'Behold.Total.Rejection' is arguably the most fervent release and a manifesto of rejection – rejection of the groundswell of mediocrity within the scene, rejection of compromise as a means of embracing of a wider audience, rejection of the dogma and strictures of religion and the trappings of the feeble social slave. 'Behold.Total.Rejection' is a torrential barrage of relentless animosity. This is REVENGE. No scene. No brotherhood. No remorse.

Line-up
J.Read: music, lyrics, vocals, drums 
Vermin: guitars (live, recording), bass (recording)
Haasiophis: bass (live)


Link:




martedì 20 ottobre 2015

Kamelot Live Report

KAMELOT
HAVEN WORLD TOUR @Live Music Club Trezzo sull'Adda 8/10/2015

L'autunno, si sa, porta con se sempre nuovi eventi ai quali partecipare e la musica sembra essere la grande protagonista di questa stagione, che si propone di accendere le serate milanesi con il sacro fuoco del metallo.

Lo scorso 8 Ottobre il Live Music Club di Trezzo sull'Adda ha ospitato una magnifica terna di artisti che, nonostante la presenza un po' incerta di un pubblico che perfino i fan presenti in sala si aspettavano essere più numeroso, hanno saputo scaldare la serata con bravura innata, facendo esplodere gli animi di tutti quanti, pronti a riempire lo spazio lasciato vuoto dagli assenti senza far così pesare una mancanza forse tipica di alcuni concerti su suolo italiano.

Ad aprire le danze sono stati i canadesi Kobra and the Lotus che, con il loro power metal incisivo e grintoso, si lasciano ascoltare ed applaudire dal pubblico incantato dall'ottima performance della cantante, Brittany Paige, vera stella sul palco.

I sei brani proposti dalla band scivolano tra assoli vincenti e una prestazione davvero niente male anche per chi ha visto i ragazzi per prima volta sul palco, restando piacevolmente colpito da una prova che lascia presagire show di un certo livello.

Tracklist
1. Soldier  
2. Warhorse  
3. Hold On  
4. I Am, I Am  
5. Lost in the Shadows  
6. 50 Shades of Evil

Chi sembra accendere davvero la miccia è Gus G., conosciuto ai più per essere anche il chitarrista di Ozzy Osbourne e dei Firewind, oggi accompagnato dal fido compare Hanning Basse che incanta la platea con il suo look un po' anni Ottanta e una grinta invidiabile capace di coinvolgere, incantare e lasciare a bocca aperta anche chi non sembra aver capito quali artisti si sta trovando davanti.

Il bello della musica è proprio questo: far conoscere tante sfumature diverse e con questa band siamo ritornati un po' indietro nel tempo, ad un sound hard rock che raramente si sente, ma che sa ancora mietere vittime anche tra i giovanissimi.

Tracklist
01. Burn  
02. Brand New Revolution  
03. Eyes Wide Open  
04. Come Hell or High Water  
05. World on Fire  (Firewind song)
06. The Quest  
07. Terrified  
08. Redemption  
09. I Am the Fire  
10. Crazy Train  (Ozzy Osbourne cover)

I veri protagonisti, però, sono loro, i Kamelot, pronti a far cantare i presenti (finalmente più numerosi rispetto all'inizio della serata) che si scatenano fin dalla prima nota dell'esplosiva Veil of Elysium, brano che non solo apre un concerto ottimamente eseguito, ma che fa parte dell'altrettanto fantastico "Haven", disco che il gruppo ci ha regalato lo scorso maggio pubblicato via Napalm Records.

Tommy Karevik è totalmente a suo agio sul palco, la sua voce potente tiene testa ad una sessione di bassi paurosa e assoli di chitarra indimenticabili, basti pensare all'intro di Forever che fa letteralmente esplodere il locale.

Tra brani vecchi e nuovi, tra cui un'indimenticabile "Here's to the Fall" che regala brividi ed emozioni, la serata corre via caldissima e veloce, infiammata da una musica che annulla il tempo che, purtroppo, si esaurisce quasi subito: non bastano certo diciassette canzoni a soddisfare il pubblico, ma bisogna accontentarsi anche se ne avremmo volute ancora di più se non altro per suggellare al meglio una serata partita un po' in sordina, ma fortunatamente conclusasi con uno show coi fiocchi capace di scaldare il cuore.

Tracklist:
01. Veil of Elysium  
02. When the Lights are Down  
03. The Great Pandemonium  
04. Center of the Universe  
05. Karma  
06. Torn
07. Here's to the Fall  
08. March of Mephisto  
09. Rule the World  
10. Insomnia  
11. Drum Solo (Casey Grillo)
12. Veritas  
13. Liar Liar (Wasteland Monarchy)  
14. Keyboard Solo  
15. Forever

Encore:
16. Revolution  
Manus Dei  
17. Sacrimony (Angel of Afterlife)  
Continuum

QUI la fotogallery completa della serata.

Dora