martedì 24 novembre 2015

Chaos - "Mortality Makes The Humanity"

“Mortality makes the humanity”

Release Date: 13 novembre 2015


Genre: metal

Country: Finland

Track List:
1) Prologue – Mutilate the reality
2) Awakening
3) Who dies next
4) Atlanteans
5) Skirmish
6) Dream alive
7) On the run
8) Still breathing
9) Omnicorp
10) Machine heart
11) War to end – all wars
12) Edgeless


Se i Children of Bodom hanno dedicato il loro ultimo album al caos inteso come ambiente ideale in cui l’arte può nascere, il primo full-length dei loro conterranei ha l’obiettivo di trasmetterlo in musica. E lo fa con un concept album dalle tinte cupe e dai toni apocalittici: in un mondo dominato da crisi, guerre, scarsità di risorse e sovraffollamento, c’è chi progetta di eliminare l’umanità intera.

Il disco alterna momenti che vanno dalla calma apparente di "Prologue", all’atmosfera futuristica di "Atlanteans" e quella onirica di "Dream Alive" ad altri più aggressivi. "Awakening" è dominata dal senso di frenesia e confusione tipici di un brusco risveglio, che si riflettono metaforicamente in una voce molto impastata con gli strumenti. In "Who Dies Next" e "Skirmish" il riffing è serrato ma abbastanza anonimo, mentre il meglio arriva verso la fine dell’album con pezzi come "Omnicorp", "War To End–All Wars" e soprattutto "Edgeless", ricca di cambi di tempo con linee di basso e chitarra che finalmente si fanno sentire a dovere.

Ma questo guizzo finale non basta per rendere "Mortality Makes The Humanity" un album indimenticabile: ciò che lo salva è una produzione tutto sommato buona e l’idea di un concept che, per quanto inflazionato, tratta delle tematiche tristemente attuali. I Chaos dovranno osare molto di più per diventare parte integrante della sterminata foresta che costituisce la scena musicale finlandese…per ora siamo fermi al sottobosco.

6/10
Bene "The Sentinel"

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Line-Up:
Jonne Hirvonen, Guitar & Vocals
Niko Suomi, Bass
Eemeli Oksiala, Drums
Petri Liukkonen, Guitar

  





ORPHEUS OMEGA: secondo video da 'Partum Vita Mortem'

Gli Australiani ORPHEUS OMEGA hanno rilasciato il video ufficiale per la song ‘Tomorrows Fiends and Yesterday's Ghosts’, tratta dall'album ‘Partum Vita Mortem’, pubblicato il 24 Luglio scorso su Kolony Records

Il video è stato girato a Melbourne dal regista Daniel Nolan / Clear Reel Productions.



‘Tomorrows Fiends and Yesterday's Ghosts’ è il secondo di una trilogia di video che saranno realizzati dagli ORPHEUS OMEGA e che abbracciano il concept che stà dietro a ‘Partum Vita Mortem’.

Ha commentato la band: “Nella vita dobbiamo tutti venire a compromessi con paure, rischi e con i nostri demoni. A volte essi ci sono molto chiari, altre volte siedono nel nostro subconscio, ma dobbiamo in ogni caso affrontarli prima o poi. ‘Tomorrows Fiends and Yesterday's Ghosts’ esplora la realtà su come i nostri demoni possono influire sulle nostre vite ed ostacolarci nel raggiungimento di quello che vogliamo nella vita, ma anche su come essi si manifestano nella nostra mente."

ORPHEUS OMEGA line-up:
Chris Themelco - vocals, lead guitars
Joao Goncalves - guitars, backing vocals 
Keswick Gallagher - keyboards
Nathan Mesiti - bass
Matt Themelco - drums

lunedì 23 novembre 2015

Mercutio - “Back to Nowhere” review

“Back to Nowhere”

Release Date: on November 13rd 2015

Label:
Germany e United Kingdom: DIVERGE Records e Giovanna Romagnoli (Premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso)

Genre: Rock, Alternativo, Prog

Track List 
01 Shed You Skin
02 Back To Nowhere
03 A Part of Me
04 Anytime
05 Fake
06 No Compromise
07 Hail The Night
08 In Front Of You
09 Mother
10 Set Me Free
11 The Ghost That Is You
12 Reasons To Erase
  

La sorgente del prog.

I Mercutio, attraverso spettacolari variazioni di suono, sono stati in grado di riprodurre quei meravigliosi frammenti alternative rock nelle loro diverse sfaccettature; nasce cosi “Back to Nowhere” il loro primo lavoro discografico, una sorgente di musicalità che investe il suono accentuandone lo spessore artistico.

L'album è una composizione di opere poetiche e musicali nella quale gli effetti luminosi del brit-pop dei Muse sposa in modo sublime quello alienante dei primi Radiohead, fornendo a più riprese una monocromia della migliore scuola prog/rock. 

Un approccio alla scena progressive molto più ampio, caratterizzato da alcune basi goth che ne arricchisce il lavoro e che in qualche modo ridisegna i confini di un genere non sempre di facile interpretazione. 

Il suono si apre su pregevoli parti indie, mentre lussureggianti chitarre acustiche gonfiano l'atmosfera in un affascinante connubio Blackfield/Porcupine Tree, reso ancora più memorabile dalla voce di Mirko Petrini e da quell'incredibile senso di appartenenza all'avanguardismo musicale come principale fonte di cultura e nutrimento per l'intelletto.

Non saranno ancora pronti per una ipotetica incoronazione, ma siamo sicuri che non vi saranno ombre sul futuro di questi ragazzi, grazie anche alla straordinaria partecipazione di Colin Edwin, bassista dei Porcupine Tree, che nel brano  “In Front Of You” li accompagna verso il meritato successo.

8/10
Michela

LINE UP:
Mirko Petrini (voce)
Fabio Staffieri (chitarra)
Emanuele Nazzaro (basso)
Francesco Lucidi (batteria)


The Cure annunciano un tour europeo


Photo credit: Andy Vella

The Cure annunciano un nuovo tour europeo per il prossimo autunno con 30 spettacoli in 17 paesi: il loro primo grande tour nei palazzetti del continente dal 2008!
Colossali, monumentali, immensi, The Cure mancano dall’Italia dal 2012 e, la notizia che migliaia di fan aspettavano da tempo, è finalmente arrivata! La band inglese, capitanata da Robert Smith, sarà infatti in Italia, per tre imperdibili concerti, a fine 2016. Le date annunciate sono le seguenti:

29 Ottobre 2016 Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna)
30 Ottobre 2016 Palalottomatica di Roma
1° Novembre 2016 Mediolanum Forum di Assago (Milano)

I biglietti dei concerti, prodotti e organizzati da Barley Arts, saranno disponibili dalle ore 10.00 di domani, martedì 24 novembre, sul circuito TicketOne.
Nel corso degli ultimi 7 anni The Cure hanno tenuto una serie di spettacoli di alto profilo a Londra, sono stati headliner dei più importanti festival europei, tra cui Roskilde, Werchter, Reading e Leeds, Pinkpop, Hurricane e Southside, Paleo, Vieilles Charrues, BBK, Belfort, Optimus Alive!, Primavera, Frequenza, Electric Picnic, Bestival e molti altri.
Il tour vedrà Robert Smith (voce/chitarra), Simon Gallup (basso), Jason Cooper (batteria), Roger O’Donnell (tastiere) e Reeves Gabrels (chitarra) presentare 37 anni di canzoni dei Cure con i loro successi, i remix, le rarità e brani ancora inediti. Il tutto con una nuova produzione per uno spettacolo che promette di essere uno degli eventi imperdibili del nuovo anno!
Supporter, per tutte le date, saranno The Twilight Sad.

Questi i dettagli delle tre date italiane:

Sabato 29 Ottobre 2016
Casalecchio di Reno (BO), Unipol Arena – via Gino Cervi, 2
Inizio concerti ore 19.00

Prezzi e settori:
Gradinate Numerate Est e Ovest: € 65,00 + prev.
Parterre posto unico in piedi: € 55,00 + prev.

Domenica 30 Ottobre 2016
Roma, Palalottomatica – piazzale Pier Luigi Nervi, 1
Inizio concerti ore 19.00

Prezzi e settori:
Parterre posto unico in piedi: € 65,00 + prev.
I° Anello numerato: € 75,00 + prev.
II° Anello numerato: € 65,00 + prev.
III° Anello numerato: € 55,00 + prev.
I° – II° – III° Anello numerato laterale: € 45,00 + prev.

Martedì 1° Novembre 2016
Assago (MI), Mediolanum Forum – via Giuseppe Di Vittorio, 6
Inizio concerti ore 19.00

Prezzi e settori:
Tribuna Numerata Settore A: € 85,00 + prev.
Tribuna Gold Numerata: € 75,00 + prev.
Primo Anello Numerato Settore B: € 65,00 + prev.
Parterre posto unico in piedi: € 55,00 + prev.
Secondo Anello Non Numerato Settore C: € 45,00 + prev.

REVOLTED MASSES - Age of Descent Review

Age of Descent Review

Release: 13 November 2015

Label: Inverse Records

Tracklist:
01.Slave to the Media
02.Waltz for the Fallen
03.Bloodshed in Eden
04.DiscrimiNation
05.Bite the Hand that Feeds Them
06.Panopticon
07.Severed Aphrodite
08.Matricide
09.Flesh Inc.
10.Ruled by Rats
11.Murder ex Machina (ft. Fotis Benardo ex-Septicflesh)
Country: Greece

Genere: Death/thrash metal

Members:
George Stefanis - Vocals 
Vaggelis Theodorakis - Guitars 
Kostas Karvounis-Zoumpos - Guitars 
George Stathopoulos - Bass Guitar 
George Anamouroglou - Drums


L'eco di un mondo al di là del confine dell'Occidente risuona nelle prime battute di una canzone che subito sfocia in un ritmo brutale, forsennato, dove un urlo scuote le menti, se ne impossessa, cerca di fare suo non solo la musica, ma anche messaggi di un mondo ormai in declino, dove tutto sembra destinato alla rovina, dove anche le note sembrano infrangersi su quel muro d'odio e indifferenza.

Gli ateniesi Revolted Masses usano suoni dinamici ed un mix perfettamente bilanciato di death e thrash metal per imporre la loro voce e una musica che forse può abbattere perfino il muro del suono, superandolo, sorpassandolo, disgregandolo sotto i passaggi feroci e taglienti di chitarre furenti e di una batteria che ribolle come lo strato più interno di una terra capace di spaccarsi a metà da un momento all'altro.

Farsi ascoltare, cercare di canalizzare l'attenzione su di loro sembra essere il messaggio di questi cinque ragazzi che nelle undici tracce di Age of Descent riversano una rabbia senza tempo, la stessa che molti non hanno nemmeno il coraggio di affrontare, ma che resta sedimentata nel più profondo dell'animo umano in attesa che esploda, un po' come i riff acrobatici e le urla gutturali di una voce devastante.

Quello che si ottiene è un ascolto viscerale e duro, talmente sconvolgente da farti girare la testa quasi come sotto l'effetto di un esorcismo che libera la mente facendola urlare a squarciagola.

7.5/10
Dora







venerdì 20 novembre 2015

TimeKillers - "Dead City Dreams"

"Dead City Dreams"


Release date: on October 30th 2015

LabelInverse Records

Genre: punk rock

Country: Finland 

Track List:
01. Mirage 
02. Friday The 13th 
03. Don't Let Me Sleep
04. Devil 
05. I Will Rise Again
06. The City 
07. Good Times 
08. Happy People 
09. I Love You (And I Want to Kill Myself)
10. Give It Up


Una volta, quando si sentiva parlare di punk rock, venivano in mente ragazzi dall’aria strafottente e creste colorate che bazzicavano Piccadilly Circus; ma se ora vi dicessimo che stiamo per parlare di un gruppo proveniente dalla Lapponia? Probabilmente qualcuno si farebbe una bella risata.

Loro sono i TimeKillers e “Dead City Dreams” è il loro primo full-length, ovvero il rovescio di una medaglia che, nella moderna e civilizzata Finlandia, troppo spesso fa più comodo non vedere.

In relativa controtendenza rispetto ai veterani NOFX o Rancid, l’imprinting dei finlandesi vira verso band come Bad Religion, con testi che nascono da un dichiarato disagio esistenziale. Senza nulla togliere all’ottima presentazione della loro biografia, l'influenza dei Ramones risulta essere poco incisiva, proprio perché vengono trascurati, per buona parte del disco, gli aspetti cinici e ironici che furono il marchio di fabbrica della famigli punk rock per eccellenza.

Come un branco di renne al galoppo, i TimeKillers viaggiano nell’oscurità della mente, attraversando i pensieri che emergono da depresse paludi prive di speranza e modelli di vita reale. Così la rabbia diventa rumore (I Will Rise Again) e la disperazione si tramuta melodia (Happy People) con frenetiche chitarre che tengono fede alla tradizione del genere, mentre un drumming furioso cerca di tenere testa alla nevrosi imposta dal vocalist. 

Come la maggior parte delle ultime pubblicazioni punk rock, anche questa ha la tendenza ad essere un po’ troppo sguaiata e dannatamente adolescenziale, ma lasciata smaltire la sbronza, alla fine non suona poi così male.

6.5/10
Michela
Members:
Jeremy TimeKiller
T.J. TimeBomb
Jones TimeMachine

giovedì 19 novembre 2015

LIVE REPORT EPICA + ELUVEITIE

LIVE REPORT EPICA + ELUVEITIE

@Live Club Trezzo sull'Adda (MI) 4 novembre 2015 


Live report by Bene "The Sentinel"
Ph. by Alessia Braione


Non capita tutte le sere di vedere sullo stesso palco un promettente gruppo death insieme ad una delle più note ed apprezzate symphonic band provenienti dalla nazione che ha fatto di questo genere uno dei propri cavalli di battaglia fin dagli anni Novanta. Tra gli svedesi e gli olandesi ci sono… gli svizzeri, vero e proprio anello di congiunzione fra il growl dei primi e la voce femminile dei secondi.

Questa serata all’insegna della varietà comincia sotto i migliori auspici e con un’affluenza più buona. Gli SCAR SYMMETRY propongono un death di ottima fattura che non nasconde il marchio più melodico tipico della scena da cui provengono. Nella mezz’ora a loro disposizione riescono a darci un breve assaggio dell’intera discografia, dal debut album Symmetric in design fino all’ultimo "The Singularity Phase I" pubblicato nel 2014: fra i pezzi migliori della setlist ricordiamo The Iconoclast, Mind Machine, Neuromancers e Chaosweaver. Oltre ad una sezione ritmica senza sbavature dominata dai virtuosismi chitarristici di Per Nilsson, la particolarità degli Scar Symmetry è quella di avere in formazione fin dalle origini due vocalist differenti: il clean di Lars Palmqvist e le harsh vocals di Robert Karlsson si alternano sapientemente conferendo ulteriori punti di forza ad un’esibizione molto più che buona. 


SCAR SIMMETRY
The Iconoclast 
The Anomaly 
Chaosweaver 
Mind Machine 
Morphogenesis 
Neuromancers 
The Illusionist

Un’attesa non particolarmente lunga ci separa dall’arrivo sul palco degli ELUVEITIE, tranquillamente considerabili in qualità di co-headliner sia per la durata del loro show che per il numero di spettatori che nel frattempo è lievitato all’interno del Live. Chrigel Glanzmann e soci rompono gli indugi con l’energica King, tratta dall’ultimo full-length "Origins" così come le successive From Darkness e The Call Of The Mountains… o meglio Il richiamo dei monti, gentile omaggio al nostro Paese cantato in italiano da Anna Murphy. Dopo Nil e Thousandfold è il momento della bella strumentale An Dro, seguita dall’immancabile Slania’s song e da Omnos, che ci riportano indietro di qualche anno nella discografia della band. Ma la vera sorpresa arriva con Britcom, abbinata ad un medley acustico che sembra proiettarci sulle verdi pianure dell’Irlanda più che sulle montagne svizzere: flauto, violino e mandolino sono i protagonisti assoluti di una manciata di minuti veramente da incorniciare. La setlist non trascura nemmeno Helvetios, degnamente rappresentato da Scorched Earth ed Alesia nonché dalla melodica A Rose For Epona dominata dalla voce di Anna, a cui fa da contraltare l’energica Neverland. E’ già passata quasi un’ora e mezza, ma gli Eluveitie non possono lasciare il palco senza aver eseguito il cavallo di battaglia Inis Mona, accolta con un tripudio senza precedenti nonché suggello finale di uno show veramente coi fiocchi.

ELUVEITIE
King 
Nil 
Thousandfold 
An Dro 
Slania’s Song 
Omnos 
Il Richiamo dei Monti (Call of the Mountains in Italiano) 
From Darkness 
Brictom 
Memento 
Reel Set 
Scorched Earth 
A Rose for Epona 
Kingdom Come Undone 
Neverland
Quoth the Raven 
Alesia 
Inis Mona

Se è vero che non c’è due senza tre, è abbastanza improbabile che gli EPICA possano rivelarsi deludenti. Nonostante i frequenti passaggi della band in Italia fra cui il tour dello scorso anno per promuovere l’eccellente The quantum enigma, ci dovrà infatti essere un motivo se il pubblico radunato questa sera in quel di Trezzo è così numeroso anche in assenza di nuovo materiale in studio. Si riparte comunque da lì: le luci si spengono e vengono eseguite in sequenza l’intro Originem, The Second Stone e The Essence Of Silence; con Sensorium si torna invece al debutto della band, avvenuto dodici anni fa. Trovano spazio successivamente anche la title-track The Phantom Agony e Cry For The Moon, mentre il presente torna a farsi sentire con l’intermezzo orientaleggiante The Fifth Guardian, Chemical Insomnia e Victims Of Contingency. La seconda parte della setlist si divide invece tra Design Your Universe, The Divine Conspiracy e Consign To Oblivion, ma gli Epica hanno ancora tre pezzi da novanta riservati ad un encore acclamato a gran voce: su Sancta Terra e The Last Crusade nessuno riesce a stare fermo. Siamo tutti conquistati dal carisma e dalla presenza scenica della rossa frontwoman Simone Simons ma anche dalla bravura di Isaac e Mark alle sei corde, della precisione di Ariën alla batteria e dalla coesione dimostrata con il sostituto del tastierista Coen, costretto a rinunciare al tour a causa di problemi famigliari. La chiusura spetta a Consign To Oblivion, titolo quanto mai ironico per una serata come questa.


EPICA
OriginemThe Second Stone
The Essence of Silence
Sensorium
Song Played From Tape
The Fifth Guardian (Interlude)
Chemical Insomnia
Unleashed 
Martyr of the Free Word 
Cry for the Moon 
The Obsessive Devotion 
Victims of Contingency 
The Phantom Agony 
Sancta Terra 
The Last Crusade 
Unchain Utopia 
Consign to Oblivion