CD 1 1. Weapon Of Choice 2. Fractured Existence 3. The Road 4. Enter The Wastelands 5. Dead Technology 6. New Objective 7. Divine Machines 8. Break The Silence 9. When We Return
CD 2 1. Fractured Existence (Terminal Defekt Remix) 2. Enter The Wastelands (IIOIOIOII Remix) 3. The Road (Atomzero Remix) 4. Weapon Of Choice (nTTx Blacklight Remix) 5. Fractured Existence (Unity One Remix) 6. Weapon Of Choice (Binary Division Remix) 7. When We Return (Ocean Black Ocean Remix) 8. The Road (Satellite Factory Remix) 9. Apathy 10. Frozen 11. Dead Technology
Plagiando le nostre menti con abilità chirurgica, Tom Perrett, ovvero Advance, rimasterizza lo straordinario lavoro di elettronica che fu "Deus Ex Machina" del 2014, portandoci ai confini di un universo distopico.
Se non avete mai sentito parlare di questo artista, l’ascolto di questo album potrà essere illuminante sia dal punto di vista musicale, che di puro approfondimento dell’origine della sua materia.
Pubblicato lo scorso 3 Agosto 2015 attraverso AnalogueTrash Records, "Deus Ex Machina" è una macchina perfetta, un androide che ha assimilato l’estremismo emotivo dei Depeche Mode alla semplice profondità di Ludovico Einaudi, divenendo così un unico individuo capace di generare il portale tra il vecchio ed il nuovo mondo.
Due galassie lontane, un musical di effetti sonori dove la voce di Tom rappresenta il cuore e l'anima di uno spettacolo scintillante di luci stroboscopiche che si scontrano con i glaciali lamenti emessi dai synth minimalisti e selvaggi.
Una produzione tagliente, una combinazione di Brit – Pop – EBM che non emette solo suoni ma ridefinisce i confini di questi generi. Sbalorditivo.
7,5/10
Michela Facebook Official Site Break the Silence written by Tom Perrett and Phillip Morrison All other tracks written & arranged by Tom Perrett Drums on tracks 2, 4, 5, 8 & 9 programmed by Phillip Morrison Frozen originally written and produced by Madonna/Patrick Leonard Deus Ex Machina was mixed in 2013 at Phillip Morrison Production Studios & Advance HQ Apathy and Frozen mixed by Andy McBain Mastered by X-Fusion Music Production Artwork by Jack Leeson
Tracklist: 01. Footsteps 02. Core 03. In Disarray 04. Take It All 05. Ghost of Muskegon 06. If Only for Now 07. ... 08. Ways to Get High 09. Lux 10. Vendetta 11. Dead in the Water 12. Seattle Rain 13. Til Kingdom Come
I cinque ragazzi del Michigan ritornano in questa lunga estate calda con il classico dei classici, un album fresco ed invitante, sapientemente assemblato grazie all’arte di sapersi guardare intorno e cogliere il meglio delle nuove tendenze.
Una title-track che stuzzica la curiosità, un omaggio ai bellissimi album che padroneggiavano la scena alternative rock dei primi di questo secolo e che sprizzavano energia da tutti i pori.
I melodici stacchi numetal di "Core", o i violenti intermezzi crossover di "Lux" saranno la colonna sonora delle folli corse mattutine lungo le strade ancora deserte, mentre deliziose ballad come "Seattle Rain" potrebbero deliziarvi nel corso di una cena a lume di candela.
Per una generazione che si è ormai perduta nel progresso della tecnologia, UP affonda le unghie nel terreno tirando fuori un passato non troppo lontano - basti pensare a band come Godsmack o Creed per citarne alcune.
Certo, se dovessimo analizzare singolarmente ogni traccia finiremo per parlare di cose già sentite, di capolavoro mancato o di scarsa originalità, ma nell’ingorgo crocieristico di centinaia di album che stanno affollando questo mese di agosto, UP emergerà per il suo carattere ribelle e gigionesco ma allo stesso tempo maturo e consapevole dei propri mezzi.
Non sarà il disco dell’anno, ma i Pop Evil la loro vittoria possono già cantarla.
Come una sola lacrima non può essere sufficiente a liberare il corpo da ciò che lo opprime, anche una sola nota può essere altrettanto insufficiente. No Tears arriva inaspettato proprio come quella piccola goccia che, scivolando silenziosa rigando il volto, conclude la sua corsa sul dorso di quelle mani che cercano di contenerla più a lungo possibile.
Cinque flebili tracce, tre originali e due cover, che cercando invano di trattenere ancora un po' quel sole chiamato a scaldare una terra già pronta al lungo inverno.
I finlandesi Antagonist Zero, con questa pubblicazione prevista per il prossimo 14 agosto per Inverse Records, regalano 35,24 minuti di assoluta meraviglia. Un death/doom atmosferico che avvolge il corpo scuotendolo fino a farlo sanguinare in una miscela di melodie drammatiche e decadenti marcata da lenti e cupi riff black metal.
La chitarra acustica, la voce profonda e gutturale spalancano le porte dell'inferno che stiamo per percorrere. Un suono astrale che conduce il singer Ben Pakarinen alla ricerca, nella propria mente, di un luogo di pace dove dar sfogo al proprio dolore, mentre in un crescendo di sensazioni e singulti, la terza traccia, "Suru", completamente cantata in finlandese, arriva a leccare le ferite di un giorno che ha visto per l'ultima volta il sole a mezzanotte.
Che sia il preludio di una nuova alba? Cercheremo un angolino dove aspettare…
Release: 28 Agosto 2015 Label: Inverse Records Tracklist: 1. Back To Life 2. One Step Closer 3. Lightbringer 4. Ashes Fall 5. Rotten To The Core 6. Open Wounds 7. The Ruins Of The Empire 8. Pitch Black
Quando il metal melodico si tinge dei toni aggressivi di un thrash nudo e crudo ecco che nascono i Rifftera, band finlandese, che con Pitch Black mette insieme istanze musicali apparentemente diverse tra loro, ma che suonano perfettamente a loro agio in otto tracce nere e dense come l'inchiostro.
C'è davvero l'imbarazzo della scelta e per ogni gusto sembra esserci un brano capace di mettere d'accordo i più disparati gusti musicali grazie anche all'ottima alternanza tra i due timbri vocali che ingaggiano una lotta all'ultimo sangue quasi per cercare di determinare chi tra loro detenga il primato.
I ragazzi sanno benissimo come creare un sound tutto loro che mette insieme influenze diverse, che spaziano dai Metallica ai Pain passando poi per gli In Flames e forse perfino puntando alto verso i Pantera, ma non per questo vogliono essere una mera copia di questi grandi nomi, anzi: i Riffeteira sono genuini, nulla più di quattro ragazzi che hanno registrato in casa (fatta eccezione per la batteria e il mastering) un album capace di riunire cuore e spirito della musica, che esplode nelle nostre teste frastornandoci.
Il metal melodico si accompagna a canzoni molto dure, ritmate ed aggressive tra cui spicca senza dubbio "Rotten to the Core", ottimo brano che vanta la collaborazione di Björn "Speed" Strid (Soilwork) che qui ce la mette davvero tutta per far schizzare l'adrenalina alle stelle.
Apprezzabilissima anche "The Ruins of the Empire", molto incisiva e di impatto, ma anche l'epica cavalcata finale (di undici minuti e più) che porta il nome dell'intero disco, "Pitch Black" appunto, che non avrebbe potuto che essere la perfetta sintesi di un album che renderà bollente una fine estate che si avvia verso il crepuscolo di una luce abbacinante, resa oscura da polvere e pece.
7.5/10
Dora
Janne Hietala - Guitar & harsh vocals Mikko Kuoppamaa - Guitar & clean vocals Antti Pöntinen - Keyboards Jupe Karhu - Bass Facebook YouTube
I leggendari Hollywood Vampires risorgono ad opera di JOHNNY DEPP, ALICE COOPER e JOE PERRY!
Il nuovo album nei negozi dall’11 settembre con la copertina ad opera dello stilista John Varvatos.
Nel 1972, sul Sunset Strip, in un bar al piano superiore di un club chiamato Rainbow Bar & Grill, sono nati gli Hollywood Vampires. Quel club era un punto di riferimento per le rock star che vivevano o passavano da LA.
“Per entrare nel club, bastava bere di più di tutti gli altri membri, racconta Alice Cooper, membro fondatore dei Vampires. “In una sera normale, avrei potuto farmi una passeggiata e trovare lì John Lennon, Harry Nilsson, Keith Monn, travestiti come al solito da cameriera o da chauffeur. La settimana successiva avrebbero potuto esserci Bernie Taupin, Jim Morrison e Mickey Dolenz”.
Tre anni fa, Alice e il suo buon amico Johnny Depp decisero che era ora che lo spirito degli Hollywood Vampires rivivesse, fatta eccezione per il bere. Un ambiente sereno dove gli artisti potessero divertirsi, ridere e suonare insieme. Gli Hollywood Vampires vivono nuovamente con l’uscita di questo album. Ad Alice e Johnny si è unito Joe Perry, che è un caro amico di entrambi, e le registrazioni sono cominciate: un tributo agli Hollywood Vampires originali.
Per i due anni successivi, Alice, Joe e Johnny, assieme al produttore Bob Ezrin e a un meraviglioso gruppo di vampiri dei giorni nostri, tra i quali Perry Farrell, Dave Grohl, Sir Paul McCartney, Joe Walsh, Slash, Robbie Krieger, Zak Starkey, Brian Johnson e Kip Winger, hanno reinciso le tracce dei loro amici ed eroi che non ci sono più. Ci sono anche due canzoni originali che raccontano la storia dei Vampires, una delle quali ha l’intro registrato da Sir Christopher Lee, inciso proprio poco prima della sua morte.
Il packaging dell’album, un libro antico, è opera del celebre stilista (e fan del rock) John Varvatos, nel suo tipico stile vintage. Alice e Varvatos, entrambi nativi di Detroit, sono stati soci in affari per molti anni durante i quali Alice ha prestato il suo stile classic rock come ambasciatore del marchio.
Un assaggio delle note di copertina, scritte da un Hollywood Vampire originario, Bernie Taupin: “Non sono qui per difendere i loro vizi. L’indulgenza di qualsiasi sorta, in ultima analisi, non è costruttiva per una mente e un corpo sani. E mentre le mogli possono andare e venire, le scelte lavorative possono essere state dubbie e il crepacuore in alcuni casi ha colpito in un corridoio buio, nel covo degli Hollywood Vampires regnavano solo gioia e risate.
Non sono certo di che cosa abbia dato origine al loro comportamento scorretto, ma in questo covo esisteva una bolla, una cupola di divertimento sigillata ermeticamente. Magari non era la tavola rotonda all’Algonquin, ma erano ragazzi acuti e intelligenti che spesso diventavano rauchi e rumorosi, ma sicuramente non ci sono stati persone o animali rimasti feriti dagli Hollywood Vampires”.
Tutti i ricavi degli artisti verranno donati a MusiCares.
Tracklist:
1. The Last Vampire (HOLLYWOOD VAMPIRES)
2. Raise The Dead (HOLLYWOOD VAMPIRES)
3. My Generation (THE WHO)
4. Whole Lotta Love (LED ZEPPELIN)
5. I Got A Line (SPIRIT)
6. Five to One/Break On Through (THE DOORS)
7. One/Jump Into The Fire (HARRY NILSSON)
8. Come And Get It (BADFINGER)
9. Jeepster (T.REX)
10. Cold Turkey (JOHN LENNON)
11. Manic Depression (JIMI HENDRIX)
12. Itchycoo Park (SMALL FACES)
13. School’s Out / Another Brick In The Wall pt.2 (ALICE COOPER/PINK FLOYD)
14. Dead Drunk Friends (HOLLYWOOD VAMPIRES)
The Last Vampire:
Narration: Sir Christopher Lee
Keyboards and Sound Design: Johnny Depp, Bob Ezrin and Justin Cortelyou
Raise The Dead:
(Johnny Depp, Bruce Witkin, Tommy Henriksen, Alice Cooper, Bob Ezrin, Rob Klonel)
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Johnny Depp, Tommy Henriksen, Bruce Witkin
Drums: Glenn Sobel
Bass: Bruce Witkin
Background Vocals: Alice Cooper, Tommy Henriksen, Bob Ezrin
My Generation:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Johnny Depp, Tommy Henriksen
Bass: Bruce Witkin
Drums: Zak Starkey
Background Vocals: Tommy Henriksen,
Whole Lotta Love:
Vocals: Brian Johnson, Alice Cooper
Guitars: Joe Walsh, Johnny Depp,
Orianthi, Tommy Henriksen, Bruce Witkin
Harmonica: Alice Cooper
Drums: Zak Starkey
Bass: Kip Winger
Programming: Tommy Henriksen
Backing Vocals: Alice Cooper, Tommy Henriksen
I Got A Line:
Vocals: Alice Cooper, Perry Farrell
Guitars: Joe Walsh, Johnny Depp, Tommy Henriksen, Bruce Witkin
Drums: Abe Laboriel Jr.
Bass: Kip Winger
Background Vocals: Perry Farrell, Tommy Henriksen, Bob Ezrin
Five to One/Break On Through:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Robby Krieger, Johnny Depp, Tommy Henriksen
Drums: Abe Laboriel Jr.
Farfisa: Charlie Judge
Bass: Bruce Witkin
One/Jump Into The Fire:
Vocals: Alice Cooper, Perry Farrell
Guitars: Robby Krieger, Johnny Depp, Tommy Henriksen, Bruce Witkin
Drums: Dave Grohl
Bass: Bruce Witkin
Keyboard: Bob Ezrin, Bruce Witkin
Programming: Tommy Henriksen
Come And Get It:
Vocals: Paul McCartney, Alice Cooper
Guitars: Joe Perry, Johnny Depp
Piano: Paul McCartney
Drums: Abe Laboriel Jr.
Bass: Paul McCartney
Background Vocals: Johnny Depp, Alice Cooper, Abe Laboriel Jr., Bob Ezrin
Jeepster:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Joe Perry, Johnny Depp, Tommy Henriksen,
Drums: Glenn Sobel
Bass: Bruce Witkin
Programming: Tommy Henriksen
Background Vocals: Bob Ezrin
Cold Turkey:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Joe Perry, Johnny Depp, Tommy Henriksen
Drums: Glenn Sobel
Bass: Bruce Witkin
Programming: Tommy Henriksen
Background Vocals: Alice Cooper, Tommy Henriksen
Manic Depression:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Joe Walsh, Johnny Depp, Tommy Henriksen
Drums: Zak Starkey
Bass: Bruce Witkin
Piano: Bob Ezrin
Itchycoo Park:
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Johnny Depp, Tommy Henriksen
Drums: Glenn Sobel
Bass: Bruce Witkin
Programming: Tommy Henriksen
Background Vocals: Alice Cooper, Tommy Henriksen, Bob Ezrin
School’s Out / Another Brick In The Wall pt.2:
Vocals: Alice Cooper, Brian Johnson
Guitar: Slash, Joe Perry, Johnny Depp, Tommy Henriksen, Bruce Witkin
Drums: Neal Smith
Bass: Dennis Dunaway
Background Vocals: Kip Winger, Bob Ezrin
Dead Drunk Friends:
(Johnny Depp, Bruce Witkin, Tommy Henriksen, Alice Cooper, Bob Ezrin)
Vocals: Alice Cooper
Guitars: Johnny Depp, Bruce Witkin,
Drums: Glenn Sobel
Programming: Tommy Henriksen
Bass: Bruce Witkin
Piano: Bruce Witkin, Bob Ezrin
Background Vocals: Alice Cooper, Johnny Depp, Tommy Henriksen, Bruce Witkin, Bob Ezrin.
Release date: 21 agosto 2015 Label:Inverse Records Tracklist: 1. Child of Matricide 2. Long Drop 3. Breaking Wheel 4. River Blindness 5. Interficio Panton 6. Iapetus 7. Martyr 8. Veil on the Throng 9. Uxoricide
Ciò che ci presenta oggi l’occhio vigile ed attento dell’etichetta finlandese Inverse Records è un album complesso, uno di quelli che deve la sua morfologia prevalentemente alla fusione di molti elementi classici, Carcass, Napalm Death, Medicine Hat, ad un più moderno sound che trascende dal semplice suonare metal.
Swine Race, che sarà disponibile nei negozi a partire dal prossimo 21 agosto, è il primo vero lavoro dei Barrows, giovane formazione dello scudo metal canadese che ha cercato di trovare la propria identità mischiando con astuzia e maestria grindocre e noisecore, chiamandolo più comunemente “wargrind”, ovvero frammenti della vecchia scuola noise che è andata sviluppandosi e modificandosi nel corso del tempo come un ghiacciaio che erode la montagna che gli ha dato vita.
Le chitarre stimolano la prosecuzione dell’ascolto, pezzi come "Long Drop e Breaking Wheel" ne esaltano le lyrics, molto curate sia in fase di creazione che di produzione. Gradualmente andiamo incontro ad un suono più compresso e cupo, la versatilità della voce di Lee Newton punta verso l’alto colpendo per il suo squilibrato equilibrio dimostrando che non c’è nessuna intenzione di farci prendere fiato. Gli assoli appaiono e scompaiono in un lampo, evitando con un perfetto gioco di prestigio la retorica del “già sentito”.
Crediamo ciecamente nella risposta positiva del pubblico, come ogni nuova band dovrà lottare per il proprio piccolo spazio, ma la vetta non sembra essere così lontana.
7,5/10 Michela Line up:
Lee Newton- Vocals Owen Matz- Guitars Joey Stannard- Drums
Quando si legge metal melodico è molto facile storcere il naso, forse troppo abituati ad un'etichetta che svia e che crea determinate aspettative in chi si avvicina ad un disco.
Oggi la definizione si apre ad una varietà di interpretazioni che, forse, amplificano il concetto stesso di musica, elevandolo all'ennesima potenza, rendendolo sempre più sfaccettato, ricco, pieno di declinazioni che sono in grado di superare anche le categorie stesse della musica, ma questo se la band che si approccia a questo mondo sa davvero come fare per rendere ogni singola traccia qualcosa di più che un semplice pezzo di un metal reso melodico da una voce che ben si presta a questo scopo.
Non tutti sono capaci e l'impresa non è tra le più semplici: essere nuovi, fare qualcosa di davvero particolare e speciale è sempre più un'impresa titanica, ma c'è chi cattura l'essenza di un genere, lo plasma anche grazie alle capacità intrinseche di ogni membro del gruppo e lo lascia maturare, disegnando nuovi contorni con un tratto particolareggiato, unico e ben definito.
E' questo quello che è accaduto con Towards The Light dei finlandesi Crimson Sun, capaci di tingere del cremisi di un sole infuocato ben 10 canzoni ricche di innumerevoli particolari, il cui mastering è stato curato non meno che da Jacob Hansen (Epica, Volbeat, Amaranthe, Primal Fear).
I suoni sono uno schiaffo in faccia, una scarica di adrenalina pura, un torrente in piena fatto di note energiche ed orecchiabili, ma capaci anche di essere dure e pesanti in quel perfetto connubio che è proprio del metal melodico: una punta di cattiveria che si nasconde sotto il viso dolce ed angelico di una musica che finge soltanto di essere leggera e pacata, ma che al di là di un velo quasi trasparente si comporta più come una famme fatale che un angelo del focolare.
Già dalle prime battute di "The Storm" è ben chiara la linea interpretativa del quintetto di Kotka, pronti a scatenare gli animi attraverso riff subito chiari e diretti, una batteria martellante, ma soprattutto una voce solida e perfetta, ammaliante come quella di una sirena, decisa come una roccia dura in balia delle onde di un mare in tempesta.
Escono bene anche le tastiere, che tra incursioni più elettroniche, una tra tutte "Eye of the Beholder", ed altri passaggi che richiamano un pianoforte classico asservito al grande gioco della modernità come in "Towards the Light", arricchiscono il suono rendendolo frizzante, sempre nuovo, mentre le chitarre e il basso si scatenano e colpiscono duro senza mai darci un attimo di tregua.
Il disco è sicuramente ben curato, vario e pieno di spunti interessanti che sapranno senza dubbio catturare l'attenzione di un pubblico più che vasto, colorando di rosso un'estate infuocata al ritmo di una musica che nasce dalle viscere di un cuore pulsante, vivo come non mai.