venerdì 17 luglio 2015

GHOST COLLABORAZIONE CON WHOYOUARE, DI B. ÅKERLUND, STILISTA GIÀ AL LAVORO CON MADONNA, BEYONCE, RIHANNA, E ALTRI





“È un grande onore essere stata prescelta dal grande Papa Emeritus III per questa collaborazione", dichiara B. Åkerlund. "I Ghost sono oscuri, controversi e dolci allo stesso tempo. Proprio come me… Esemplificano lo spettacolo di arte e sovversione. È stato eccitante potenziare la loro inarrestabile visione creativa e aggiungervi la mia idea di fashion, fonte dello straordinario talento del mio collettivo WHOYOUARE. I designer che ho scovato hanno lavorato al meglio. Il designer Michele Berandi è stato una scelta naturale per il suo background dark rock’n roll e Majesty Black ha realizzato guanti iconici per completare il look per la rinascita del Papa del nuovo album dei Ghost”. 

WHOYOUARE è un collettivo sia digitale che fisico di creativi che danno vita a collaborazioni tra moda e spettacolo.

L'interfaccia digitale e la residenza fisica (con sede a Los Angeles) supportano non solo quei talenti sparsi in tutto il mondo e difficili da scovare, ma fungono anche da piattaforma che mette in mostra quegli stessi talenti su scala internazionale. B. Åkerlund, una creativa essa stessa, ha deciso di dare a questi creativi un luogo dove essere scoperti, creare connessioni, lavorare e di essere quello che sono in qualsiasi punto del pianeta. Attraverso la banca dati on line, i professionisti del settore possono scovare quei talenti nascosti semplicemente premendo un pulsante oppure possono visitare The Residency di WHOYOUARE per toccare con mano i più ricercati prodotti che B. Åkerlund ha raccolto finora.

La svedese B. Åkerlund è un’attivista della moda e disegnatrice di costumi conosciuta per il suo stile innovativo e superiore, che ha influenzato il settore da oltre venti anni. Ha vestito personaggi stimati come Beyonce, Madonna, Lady Gaga, Rihanna e Britney Spears e si muove liberamente tra moda, cinema, musica e arte. Il suo amore per i dettagli e la libertà di sperimentare le hanno fatto conoscere il successo, così come la capacità di esprimere chi è. Con la sua creatività, Åkerlund è in grado di trasformare le visioni in realtà e ha il potere di fare esprimere una certa personalità attraverso uno stile ben preciso.


 


I Ghost pubblicheranno il loro terzo sacro salmo "Meliora" il prossimo 28 agosto da Spinefarm Records/Universal.


A settembre prenderà il via il loro tour da headliner “Black To The Future” in Nord America. Subito dopo arriveranno in Europa.


giovedì 16 luglio 2015

TRACER - Water for Thirsty Dogs Recensione

Water for Thirsty Dogs 

OMN Label Services

Release: 24 July 2015

Track list:
1. Water For Thirsty Dogs
2. We`re Only Animals
3. Us Against the World
4. Lazy
5. Astronaut_Juggernaut
6. Halfway To Zero
7. The Machine
8. Homeward Bound
9. Owe You Nothing
10. Tremors




Ci sono storie destinate a non concludersi mai, racconti che entrano in una spirale, in una specie di vortice infinito e perpetuo che non vedrà mai quel punto che porrà fine al loro percorso decretandone la conclusione. Nella musica è il Rock'n'Roll a detenere questo record, ad essere il genere che meglio di tutti è capace di riecheggiare nel tempo, continuando a cadenzare a ritmo sempre costante le nostre vite riempiendo gli spazi vuoti, facendo muovere i nostri corpi nelle calde estati soleggiate, riscaldandoci nei freddi e gelidi inverni, accompagnandoci sempre stagione dopo stagione. 

Il Rock'n'Roll è la storia che tutti amiamo narrare e che ci piace ci venga narrata; è il libro da cui leggiamo in modo quasi famelico, la colonna sonora della nostra vita e, band dopo band, ogni gruppo si sforza di aggiungere sempre un nuovo capitolo a questa storia infinita, a volte integrando al meglio paragrafi che resterebbero altrimenti scarni, altre volte riuscendo solo a metà in questo difficile e oneroso intento di perpetrare quella che ormai sembra essere diventata una sorta di tradizione.

C'è chi ci riesce, c'è chi invece resta solo un'appendice di questo enorme racconto e gli australiani Tracer non sono certo una di quelle note a margine destinate ad essere scordate tanto presto.

Attraverso un sound pulito, dal sapore quasi classico e sempiterno, il loro terzo album Water for Thirsty Dogs ha tutte le carte in regola per far parte del grande libro del R'n'R perché è un album capace di catturare la vera essenza di questo genere, andando dritto all'anima, puntando proprio lì dove batte il cuore.

Dieci tracce, tutte estremamente colorate, ricche, divertenti ed eterogenee, ognuna delle quali si tinge di innumerevoli livelli di lettura capaci di soddisfare ogni tipo di ascoltatore. Ed ecco che la vivace "We`re Only Animals" non ha paura di cedere il passo ad una più elegante e quasi malinconica "Lazy", per poi rimescolare ancora una volta le carte in tavola con nuove sonorità e ottimi spunti in pezzi come "The Machine", quasi futuristica nel suo arrangiamento, o una più classica "Homeward Bound".

Mescolando influenze che toccano l'hard rock blues, pizzicando corde che muovono quelle dello stoner rock per poi arrivare perfino al grunge, i Tracer ci regalano quello che il loro disco meglio riuscito, capace di raccontare la storia della loro passione, della loro dedizione e di quell'amore per la musica che da sempre ha alimentato i loro animi.

Un altro capitolo è stato scritto e noi non dobbiamo far altro che leggerlo, magari godendo della loro esibizione live il 29/10/2015 all'Alcatraz di Milano dove apriranno per i finlandesi Apocalyptica.

8/10
Dora





Michael Brown: voce, chitarra
Dre Wise: batteria
Jett Heysen-Hicks: basso


mercoledì 15 luglio 2015

BULT - Traitors Recensione

Traitors

Label: HoboRec.

Release: 24 Luglio 2015

Tracklist:

Side A
1 A Crude Awakening
2 The Merciless Zero of Indifference
3 The Deluge
4 Shattered

Side B
1 The Unbreakable Barrier
2 Obliteration
3 Nebula
4 A Burnt Out Shell

Brutali, energici, cattivi come pochi altri ce ne sono, un suono che non lascia tanto all'immaginazione e che sembra appartenere più all'incontenibile forza della natura che a degli esseri umani che fanno musica. 

I Bult, band svedese attiva dal 2009 con un primo EP che ha fatto conoscere i quattro ragazzi di Gothenburg al vasto pubblico, tornano oggi con un full-lenght che concentra in sé tutta quella cattiveria e quell'odio viscerale che si cela dietro le migliori band che hanno il progressive alternative death metal nel sangue.

Forza, potenza, incisività, un suono crudo e diretto che ti schiaffeggia come chicchi di grandine in piena faccia, ferendoti e lasciandoti sanguinare in mezzo alla strada. Questo è il filo rosso che unisce tutte le tracce di Traitors, un disco che sembra essere stato forgiato direttamente da Odino in persona, che suona come le più cruenti battaglie che uomini e dei abbiano mai visto combattere; riff infernali che fanno ribollire il sangue nelle vene, che pulsano come se in esse scorresse lava incandescente; martellanti innesti di batteria che ti aprono il cranio in due per lasciar entrare una voce tagliente come mille coltelli, capace di frustarti ad ogni ritornello, al ritmo di ogni strofa.

Se vi piacciono le cose pesanti, martellanti e spacca-timpani che sembrano ripetersi all'infinito, giusto per il gusto di farti scuotere la testa finché non ti si stacca dal collo, questo è certamente il disco che fa per voi e, sicuramente, è anche il prossimo live al quale vi consigliamo di partecipare!

7/10
Dora 


Membri: 
Martin Andreasson: Guitar 
Emil Rolof: Bass 
Cristian Sigurdson: Drums 
Jonas Udd: Vocals

martedì 14 luglio 2015

TAXI DRIVER SUMMER FEST

Taxi Driver è un negozio di dischi di Genova, in Via Macelli Di Soziglia 40r. Aperto nel 2009 è specializzato in musica indipendente stoner, doom, heavy psych, sludge, ma anche un vasto assortimento di rock alternative, metal (black / death / thrash), soul, funk, hip hop, colonne sonore di genere.

Taxi Driver è anche etichetta discografica indipendente, nata per promuovere band della scena locale underground e metterle in comunicazione con il resto del mondo, attraverso la pubblicazione e distribuzione di cd e vinili in edizione limitata, con particolare cura verso packaging e artwork.

Sabato 18 Luglio Taxi Driver vuole offrire alla città di Genova e a tutti gli ospiti che avranno piacere di partecipare da fuori, una festa gratuita presso i Giardini Baltimora (Giardini di Plastica) a partire dal primo pomeriggio fino a mezzanotte: il TAXI DRIVER SUMMERFEST, con musica dal vivo e una bella occasione per vivere molti aspetti della nostra realtà underground, con il patrocinio del Comune di Genova.

Vi invitiamo a visitare il sito dell'evento, dove teniamo molto a raccontare ogni singolo aspetto dell'evento. Qui di seguito, una breve descrizione di tutto quello che succederà al fest

Per quanto riguarda i live, dal pomeriggio (a partire dalle 17.00) si terranno showcase di band dell'etichetta Taxi Driver Records su un palco alla "generation party" al centro del prato dei Giardini Baltimora sul PALCO TAXI DRIVER RECORDS.
Potrete godere della musica a ridosso delle band o stando sdraiati sull'erba della collinetta, con:

FLYING DISK (Fossano)
noise rock alla vecchia fatto da giovani

occult rock

SATOR (Genova) 
sludge doom psichedelico

FABIO CUOMO (nuovo progetto solista del batterista e mente di due noti gruppi genovesi: Eremite e Mope)
synth kraut trip

Sul MAIN STAGE per godere appieno dello spettacolo, (dalle 21.30), i due headliners americani, entrambe band di culto della scena underground internazionale:

MOS GENERATOR (Port Orchard, USA)
semplicemente heavy rock! 

ELDER (Boston, USA)
per noi di Taxi Driver il nuovo disco, intitolato "Lore" degli Elder è il disco dell'anno. Difficile fare di meglio! 

STAND DISCHI
All'interno del festival, oltre allo stand Taxi Driver sarà presente un'area dischi con distro italiane scelte da noi e dai due media partner del festival: Iyezine e Doommabbestia. Due webmagazine amici che condividono il nostro modo di vedere la scena underground e do it yourself. 

SFIDA DI ILLUSTRAZIONE
Verranno anche a farci visita alcuni valorosi illustratori a cura del laboratorio di serigrafia genovese ZeroZeroBit, che per l'occasione hanno coinvolto un bel gruppo di artisti locali e non (Alessandro Ripane, Badyr Askandar, Gianluca Sturmann, Kabuto, Saetta Parodi, Luca Marcenaro, Luca Tagliafico, Silvia Robertelli, Valeria Nieves, Priscilla Jamone e Jessica Rassi). 

CASTING PER FILM HORROR!
Ci saranno anche il regista Alberto Bogo e lo sceneggiatore Andrea Leonetti, autori di un b-movie di recente successo, la horror metal comedy “Extreme Jukebox” (starring Maurizio Lastrico, Pino Scotto, Guglielmo Favilla, Alex Lucchesi, Alessio Cherubini, Trevor Sadist e molti personaggi e comparse conosciute nell'ambito underground cittadino), di cui la casa di produzione e distribuzione americana Troma Entertainment ha acquistato di recente i diritti. I due allestiranno una piccola area dando la possibilità al pubblico di fare dei provini video per i loro prossimi progetti.

RADIO GAZZARRA E BALCONY TV!
Taxi Driver durante l'anno collabora con varie realtà locali, tra cui la webradio Gazzarra di Arci Liguria, dove Massimo tiene a cadenza settimanale un programma dedicato alle sonorità stoner, doom, heavy psych chiamato "Fruit of the Doom". Per festeggiare assieme a Taxi Driver, Radio Gazzarra sarà presente con una lunga diretta per tutta la durata del fest. E sarà ospite anche Balcony TV, circuito internazionale di live music shows su webTV introdotto a Genova a partire da quest'anno da Michele Ferrero.

Area bambini (perchè buona parte dei nostri clienti sono dei bravi genitori rocker!), ottime birre a cura del Checkmate RockClub, e non mancheranno panini e gelati! Vi consigliamo di venire in bici: saranno presenti le rastrelliere per le biciclette! Una giornata molto dinamica e coinvolgente, con tante realtà underground da scoprire, e aperta a tutti!

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DEBAUCHERY – F**K HUMANITY Recensione

F**K HUMANITY

Label: Massacre Records

Release Date: 10.07.2015

Art-work by Adrian Smith

Track List:
1. My Religion Is Hate
2. Ironclad Declaration Of War
3. Kneel Before The Dragon Gods
4. Gorezilla
5. German Warmachine
6. Murderbrute Minotaurs
7. Fuck Humanity
8. For The Emperor
9. King Of The Killing Zone
10. The Horror Of The Forest
11. Zombie Extermination Crusader
12. To Hell


Digipak Bonus CD 2
1. Menschenhass
2. Heilige Drachen
3. Blut Für Den Blutgott
4. Der Schrecken Des Waldes
5. Deutsche Kriegsmaschine
6. Für Den Imperator
7. Eisenkrieger
8. Töten Verkrüppeln Verbrennen
9. Mörderbestien Minotauren
Digipak Bonus CD 3
1. Painkiller (Judas Priest Cover)
2. Ironclad Declaration Of War
3. German Warmachine
4. Gorezilla
4. King Of The Killing Zone


Il rock ‘n roll alla corte dell' oscuro Signore.

I Sacerdoti del death metal tedesco DEBAUCHERY si riaffacciano al grande pubblico con un triplo digipack dopo un lungo periodo di assenza.

Se da una parte il rock ‘n roll è sinonimo di festicciole alcoliche con tanto di giovani fanciulle dal petto over size, dall’altra abbiamo un fiume di sangue che sgorga dalle viscere della terra di nessuno e che se non viene bilanciato a dovere corre il rischio di esondare.

F**K HUMANITY è un disco che rimane per lo più con il freno tirato fino alla fine, dove le chitarre con la loro carica ipnotica e malata sono le uniche a farsi carico di tutto il fardello, cercando per quanto possibile, di sottrarre l’ascoltatore da un probabile massacro uditivo.

Senza gridare al miracolo, i passaggi obbligatori alla scena horror anni ’70 sono l’unica vera boccata di ossigeno, con delicate parti melodiche che distendono i polmoni e risuonando nella mente come flashback degli inizi della loro carriera.

Un classico del death metal che, nel complesso, inanella una sequela di note che finiscono per danzare vorticosamente e senza sosta davanti al loro messia, lasciandoci con la malsana sensazione che ciò che stiamo aspettando non arriverà mai e costringendo i fedeli sostenitori in un giudizio (s)passionale sul songwriting pro bona pacis.

6/10
Michela




Line-Up:
Mr. Kill - Sonic Blasters
Mr. Blood - Blastmaster Bass
Mr. Death - Drums of Doom
Mr. Debauchery - Sonic Blasters & Voices of War

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lunedì 13 luglio 2015

SATORI JUNK - Intervista

Il disco dei Satori Junk è uscito a febbraio per Taxi Driver e ha tutte le carte in regola per far diventare questi ragazzi lombardi gli eredi degli Electric Wizard. Abbiamo avuto la possibilità di parlare con loro riguardo al progetto musicale ed ecco che cosa ci siamo detti!

Les Fleurs du Mal: Ciao, prima di tutto volevo ringraziare Voi per questa opportunità di far conoscere e farvi conoscere a chi ogni tanto capita per caso sulle nostre pagine e Sara di Taxi Driver (che spero leggerà questa intervista) per i contatti.
E ora, finiti i convenevoli, veniamo a noi. Quando vi ho scritto nella mail “Malsana passione” era vero, nel senso che guardando come stanno andando le cose nel mondo oggi sento spesso gente dire “ma non hai qualcosa di più serio a cui pensare?” e cosi mi chiedo: è veramente malsana la passione per la musica?
Chris: Senza dubbio la passione per la musica può essere qualcosa di morboso, ma è comunque una droga senza effetti collaterali. Se poi c’è gente che dal pulpito è convinta di avere di meglio da fare, come portare la pace nel mondo, beh… glielo lasciamo fare. Non è un problema nostro.

LFdM: Chi sono i Satori Junk e soprattutto come nascono?
Chris: siamo quattro allegri mattacchioni a cui piace divertirsi facendo musica, senza avere la pretesa di essere dei veri musicisti. Quello che facciamo lo facciamo con cuore e passione. E’ un sentimento che abbiamo sempre condiviso sin dall’inizio. Non ci siamo mai fatti illusioni, mai messi nelle condizioni di fare il passo più lungo della gamba. Chi si fa troppi castelli in aria spesso si trova schiacciato dalla frustrazione. Noi cerchiamo solo di andare avanti facendo quello che più ci piace.
Siamo nati così, per caso. E’ bastato mettere un annuncio su internet ed aspettare un po’ di tempo per trovare le persone giuste. Una jam dopo l’altra i pezzi hanno preso forma, abbiamo iniziato a suonare in giro, riscuotendo i primi consensi. La conseguenza diretta di questo lavoro è stata, ovviamente, la registrazione del nostro primo album.

LFdM: Come ho scritto nella recensione il vostro album è stata una piacevole sorpresa, avete avuto buone critiche al riguardo, siete soddisfatti per adesso?
Chris: Siamo molto soddisfatti. Quando sei al debutto e cerchi d’inserirti in una scena musicale è sempre un’incognita. L’attenzione della critica a riguardo ci ha dato davvero una marcia in più. Adesso siamo davvero convinti di poter continuare.

LFdM: E’ sempre difficile dare un giudizio obiettivo quando si tratta di un genere musicale che vanta uno stuolo di artisti di immenso valore, basti pensare a Black Sabbath, Electric Wizard, ma malgrado questo avete avuto a mio avviso una ottima intuizione inserendo delle parti che lo hanno notevolmente modernizzato senza snaturarlo, cosa ci potete dire al riguardo? A chi va il merito?
Chris: La cosa che più adoro di questo genere è la sua sconfinata apertura alle contaminazioni. Abbiamo cercato di seguire l’istinto, senza forzature. L’uso delle tastiere ha sicuramente contribuito a dare un colore diverso al sound. Certi suoni sono un’eredità degli anni 70, adoriamo quei suoni e volevamo che diventassero parte integrante della nostra musica. Credo che il merito vada a tutte quelle band che sono arrivate prima di noi e che ci hanno lasciato qualcosa. Noi abbiamo solo cercato di fare nostro quello che altri in passato avevano proposto.

LFdM: Rispetto all’EP del 2012 questo album è più incisivo, più fluido e meno aggressivo, siete ancora in una fase di rodaggio dal punto di vista tecnico o la sperimentazione è comunque qualcosa che va assolutamente messa in atto ogni volta che si prova a fare pezzi nuovi?
Chris: Nel 2012 siamo entrati in studio con poche risorse, registrando in un solo giorno tutto il materiale a nostra disposizione. Quello che volevamo era semplicemente farci un’idea del nostro lavoro ed ottenere qualcosa di ascoltabile da passare in giro per avere l’opportunità di suonare.
Con l’album è stato diverso: avevamo le idee ben chiare sin dall’inizio, ma nonostante tutto non si smette mai di sperimentare. Alcuni dei campioni presenti nelle registrazioni sono stati recuperati solo la sera prima d’inserirli nel mixaggio, il nostro brano d’apertura, TTD,  non è mai stato suonato davanti ad un pubblico fino alla sera prima di partire per Bologna a registrare.

LFdM: Sempre leggendo qua e là, mi piace l'idea di "intrappolare l'ascoltatore nel vostro mondo distorto" la trovo intrigante Ci possono essere numerose analogie con alcuni vecchi film horror classici o splatter anni 70’, tra l’altro rivisitati recentemente anche da alcuni artisti musicali in modo eccellente. Vi sentite un po’ registi e sceneggiatori in questo caso?
Chris: Non abbiamo la presunzione di sentirci registi, ma quello che piace di più al nostro Luke quando scrive i testi è raccontare delle vere e proprie storie. La matrice horror in questo caso aiuta, perché è un’eccellente fonte d’ispirazione, ma non si può mai sapere cosa esce fuori dal cilindro: ci piace improvvisare con le idee del momento, senza stare troppo a pensarci. E’ quello il bello, è un trip!

LFdM: Ricorre spesso l'idea del sogno o dell'incubo, esattamente che cosa significa per voi?
Chris: Che siano sogni, incubi, o semplicemente stati alterati, è da lì che parte tutto il nostro lavoro, sono lì che si condensano tutte le nostre atmosfere. Come dicevano i Black Sabbath: Behind The Wall Of Sleep.

LFdM: Esiste lo stile perfetto per una band o artista che dir si voglia?
Chris: non credo che si possa definire lo stile perfetto. La natura stessa è imperfetta e mutevole, come si può pensare che possa esserlo la musica?

LFdM: E' stata dura entrare nel mondo della musica?
Chris: di sicuro portare avanti l’attività di una band comporta molti sacrifici di tempo e denaro, non è una cosa facile. Molto spesso non si raccoglie nemmeno quello che si semina. La passione in questi casi è l’unica forza motrice che ti spinge ad andare avanti. Nel mio caso è proprio un’esigenza fisiologica e mentale. Non è difficile entrare nel mondo della musica, è molto più difficile restarci.

LFdM: E adesso? Il vostro è un genere molto apprezzato in sud America, avete qualche programma a livello internazionale o preferite ancora sondare il terreno nazionale ed europeo?
Chris: E adesso proseguiremo un passo alla volta. E' davvero troppo presto per pensare di sdoganare la nostra musica oltreoceano, il Sud America poi… non mi è sembrato così recettivo nei nostri confronti. Una cosa è certa, ci stiamo adoperando per suonare fuori dall’Italia. Ci sarà parecchio da divertirsi!

Grazie mille e a presto.

Michela @Les Fleurs Du Mal Webzine 

Se vi siete persi la nostra recensione, eccola QUI

venerdì 10 luglio 2015

SUDDEN DEATH - Monolith Of Sorrow Recensione

Monolith Of Sorrow

Label:  Killerpool Records

Release Date: 6 Luglio 2015

Tracklist:
1. The New Strategy Of Terror
2. Bloodwings
3. Cancer Of A World Condamned To Die
4. Monolith of Sorrow
5. Toxic Devourment
6. Inhuman lycantropic
7. Vomit
8. Re-animator
9. Dressed by Flesh to Cover the Darkness




Sempre più incisivo, il death metal italiano si abbatte sulle nostre teste con la stessa intensità di un tornado in piena estate. E’ dal 1998 che i Sudden Death si stanno preparando, e adesso è arrivato il momento che la natura faccia il suo corso.

L’opener ha lo stesso impatto delle folate di vento che si alzano prima di un violento temporale, gli strumenti arrivano come echi lontani che prendono sempre più consistenza man mano che si avvicinano. L’intero album è un susseguirsi di esaltanti combinazioni tecniche fedeli per lo più allo standard musicale della terra delle grandi opportunità, mentre concettualmente i suoni si impregnano dell’odore acre della legna bruciata dei boschi del nord Europa.

"Monolith of Sorrow" e "Toxic" sono un vortice di riff assordanti e brutali che ti mantengono ancorata al suolo, fino a quando non entri nell’occhio del ciclone e vieni sobbalzata via. Poche ed essenziali note vengono scandite dai rintocchi granitici della batteria, mentre la voce ipnotica ed ossessiva brama la sua voglia di uscire da quel turbinio senza fine.

Il gioco tra chitarra e voce non perde mai di intensità, lasciando dietro di sé una scia indistinta di macerie che viene bagnata dal sudore della nostre fronti come una pioggia dirompente.

Monolith of Sorrow non rappresenta solo un gradito ritorno di questa band, ma anche una tessera importante che si va ad aggiungere ad un mosaico death metal molto più vasto.


7,5/10
Michela