venerdì 4 settembre 2015

Uncle Acid & the Deadbeats: "The Night Creeper" recensione

"The Night Creeper"


Label: Rise Above Records
GSA Release: 04. September 2015
European Release: 07. September 2015

Track list:
1. Waiting For Blood
2. Murder Nigths
3. Downtown
4. Pusher Man
5. Yellow Moon
6. Melody Lane
7. The Night Creeper
8. Inside
9. Slow Death
10. Motorcade


Ph. Credits: Ester Segarra


Che ne dite di un bel concept album dalle fosche tinte noir, ispirato al film giallo italiano degli anni 60'-70', ma di stampo più slash e violento, impregnato di LSD e mescalina, che ammicca al sound dei Black Sabbath con accenni a MC5, Beatles, Led Zeppelin e Doors?

Intrigante, vero? Bene The Night Creeper degli Uncle Acid & The Deadbeats ormai è prossimo all'uscita per la Rise Above Records. Il quarto album della cult psychedelic band di Cambridge, dal titolo inquietante e misterioso, è stato registrato presso i Toe Rag Studios e può vantare anche l'apporto del sound engineer Liam Watson (Electric Wizard, White Stripes, tanto per intenderci).

La vocalità di Kevin Starr ricorda molto quella dello zio Ozzy, ma con tratti più acidi e rochi, mentre i giri di chitarra sono indubbiamente figli di Iommi.

La traccia d'apertura ha tratti Sabbathiani talmente distinti che non si può sbagliare, sia nel ritmo cupo e cadenzato, sia nei riff delle sei corde. Come inizio, niente male, direi. "Murder Nights" è più ossessiva e lisergica, ah, a proposito, l'ossessività è il tratto distintivo di tutto l'album, vuoi anche proprio per il genere trattato, tuttavia, a volte, ho l'impressione di una ridondanza e di una ripetitività troppo marcate. Ma proseguiamo con "Downtown", più lenta, che minaccia di volerti restare decisamente piantata nella testa, con quel giro di chitarra e quegli accenni melodici dati dai cori, un po' più brit-pop, ma sempre in acido. Con "Pusher Man" si cominciano ad aprire le porte della percezione e il trip, se non era già iniziato dalle prime note dell'album, ora è arrivato di sicuro. Ma se questa track vi ricorda i Doors, la successiva strumentale "Yellow Moon" non può non riesumare ricordi zeppeliniani. 
"Melody Lane", invece, rapisce le sinapsi e se le porta via, sappiatelo. La title track è la settima canzone che ci avvolge e ci trasporta in una spirale di fumi neri infernali, dalla cui coltre è davvero un'impresa liberarsi e scivolare nella traccia successiva non sarà di aiuto, anzi. Finalmente, si fa per dire, una "Slow Death" ci attende quasi in dirittura di arrivo, lenta e suadente, con quel suo sapore vintage dei più psichedelici anni 70'. 
"Motorcade" chiude quest'avventura in maniera inaspettatamente dolce e quasi sussurrata, come a non volerci ridestare brutalmente dal trip in cui siamo caduti track by track. 
Che ne dite, anche se quasi tutti siamo già rientrati dalle vacanze, ce lo facciamo un altro viaggio?

Voto: 7,5
Margherita Realmonte (Meg) 

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giovedì 3 settembre 2015

Thundermother: Intervista a Giorgia Carteri!

                                                         ( Ph. Credits Daniel Falk)

Capita a volte di poter parlare in italiano anche con chi ormai vive all'estero, in questo caso in Svezia, patria delle giovani e grintose Thundermother, cinque ragazze che a breve pubblicheranno il loro secondo lavoro discografico e che sono davvero pronte a conquistare
il mondo.

Noi di Les Fleurs du Mal abbiamo avuto l'opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Giorgia, una delle chitarriste della band, a proposito del gruppo e del loro percorso discografico ed ecco cosa ci siamo dette!

Les Fleurs du Mal: Ciao Giorgia e grazie di questa bella opportunità. Tu sei italiana, trapiantata in Svezia... cosa ti ha portato su al nord?
Giorgia: Ciao Dora e grazie a tutti voi per l’accoglienza! Si sono originaria della Valpolicella (provincia di Verona) e mi sono trasferita in Svezia 5 anni fa. Principalmente fu la passione per la fantastica scena death metal melodica e Rock’N’Roll a spingermi ad esplorare le terre nordiche negli gli anni precedenti. Volevo capire da cosa attingevano l’ispirazione musicale tutte queste band di successo e fama internazionale e poi inspiegabilmente ho sempre sentito una sorta di legame con la Svezia. Tutto non succede per caso, e durante il mio primo viaggio in Svezia nel 2004 (a Göteborg) incontro il redattore di Close-Up magazine, la rivista Metal n.1 in Svezia e inizia una collaborazione lavorativa. Premetto che io sono una creativa grafica pubblicitaria, nel giro di qualche anno ottengo un contratto full time e quindi finalmente espatrio!

LFdM: Cosa ti ha affascinato di Stoccolma? Ognuno di noi segue il suo sogno, il tuo era quello di essere una chitarrista: quali opportunità hai trovato che qui in Italia ti sono state precluse?
Giorgia: Stoccolma è una città meravigliosa, artistica e vibrante, piena di attrazioni giovanili, e’ frenetica ma pulita e ordinata, una metropoli immersa nel verde delle foreste e parchi naturali e il blu del mare che la attraversa. A due passi da ogni fermata metro ti puoi ritrovare in un bosco o in un parco o su un’isola del bellissimo arcipelago. Non e´strano fari incontri ravvicinati con cerbiatti e lepri in pieno centro cittadino quando aspetti la metro di ritorno da un concerto per esempio :) questo mi ha affascinato parecchio! Ma preferisco Göteborg, che è la seconda città più grande della Svezia, sulla costa ovest sull’Oceano e dove vivo attualmente.
Il mio sogno sin da bambina e´sempre stato quello di diventare una chitarrista. Ho suonato in diversi gruppi sin da adolescente ma non ho mai avuto grandi aspettative. In Italia la carriera di musicista (soprattutto rock metal) non viene presa seriamente. Mi ricordo la frase tipica delle mie parti: “Tajate i cavei e va a laorar!” tradotta “Tagliati i capelli e trovati un lavoro”. Ecco direi che questo spieghi molte cose...
Mentre in Svezia se suoni in una band ti considerano un modello da seguire! Ad esempio il mio vicino di casa, cantante di un famosissimo gruppo Death metal faceva l’insegnante alle elementari, tutti i giorni usciva con la sua bicicletta e valigetta 24ore e a scuola era l’idolo dei bambini e dei genitori!
Quando noi Thundermother suoniamo a festival e sagre paesane spesso ci sono famigliole e a fine concerto i bambini vengono con i genitori a chiederci autografi e foto. Una dei complimenti più belli che mi riempiono di gioia e motivazione è: Mio figlio/a è rimasta molto colpita da te sul palco e ora vuole imparare a suonare la chitarra!” Ecco poter ispirare le nuove generazioni e´un’opportunità fantastica!

LFdM: Com'è avvenuto il tuo incontro con Filippa Nässil, la fondatrice delle Thundermother? Cosa ha fatto scattare la scintilla che poi ti ha portato a far parte di questo progetto?
Giorgia: La mia amica Mia, cantante delle Crucified Barbara, mi presentò Filippa nel 2010 durante una festa privata. Filippa stava cercando un grafico che le facesse il logo della sua nuova band Thundermother. Al momento non aveva ancora componenti, ma era molto determinata a trovarli. Si era trasferita da sola a Stoccolma dal profondo sud della Svezia solo per inseguire il suo sogno. La scintilla tra noi due fu inevitabile! Entrambe sognatrici, determinate, visionarie, creative, festaiole e una gran passione musicale! Dopo qualche sbronza insieme mi sono ritrovata a fare un'audizione e venni presa! E assunta per fare il logo pure haha!
Ricordo ancora le sue parole: “sai la mia idea originale era quella di creare una band formata da 4 persone: voce, chitarra solista, basso e batteria ma ripensandoci gli ACDC hanno due chitarre e Malcolm e´il migliore di tutti! Tu sarai il Malcom delle Thundermother”!

LFdM: Oltre a te, anche Clare Cunningam, la vostra cantante, ha seguito un sogno approdando a Stoccolma dalla bella Irlanda; si potrebbe dire che le Thundermother sono una band internazionale... il vostro background quanto influisce sul vostro lavoro?
Giorgia: Si siamo 5 ragazze provenienti da tutte le parti del mondo con background e culture molto diverso l’una dall’altra e con altrettante diverse influenze musicali! Sin da subito si è creata un’ armonia e alchimia perfetta tra di noi e questo influisce molto sul nostro lavoro musicale, abbiamo un sound tutto nostro e lo si può sentire nei nostri album ma soprattutto provare dal vivo! Siamo una live band molto energetica e divertente da vedere!

LFdM: E proprio parlando di lavoro: come sono nate davvero le Thundermother? A proposito, ottima scelta di nome: per me riassume appieno il vostro stile!
Giorgia: Grazie! Filippa (chitarra solista) fondo´ le Thundermother nel 2010 e per farlo si trasferì a Stoccolma dal profondo sud della Svezia per trovare componenti e realizzare il suo sogno e trovò me (chitarra ritmica). Dopo alcuni cambi di line-up e varie ricerche trovammo il resto delle componenti, Linda, Clare e Tilda ragazze meravigliose, piene di talento, determinazione, coraggio, e senso di unione e sacrificio per intraprendere questa avventura chiamata: Rock’N’Roll!

LFdM: La vostra particolarità è quella di essere una band totalmente al femminile, è difficile far carriera o comunque anche solo imporsi nel mondo della musica che, a ben vedere, sembra più legato ad un mondo maschile?
Giorgia: Si. “It's a Man's World!” Ma noi siamo qui per cambiare le regole e fare conoscere al mondo il nostro Hard Rock! E sono certa che questo ispirerà giovani ragazze a mettersi alla prova, a dedicarsi ad uno strumento con passione e soprattutto coraggio!

LFdM: Veniamo ora a Road Fever, il vostro nuovo disco pronto ad accendere il nostro settembre musicale. Come descriveresti questo lavoro?
Giorgia: Siamo immensamente felici ed orgogliose del nostro secondo album. Il migliore a nostro parere e non vediamo l’ora che possiate ascoltarlo!

LFdM: Ricordiamo a chi ci legge che questo è il vostro secondo album in studio, quali sono le differenze e i punti in comune con Rock'n'Roll Disaster?
Giorgia: Road Fever rispetto a Rock’N’Roll Disaster è più grintoso e dinamico! Un sound molto più anni ‘70 e i riff sono più pesanti, veloci e molto orecchiabili! Diciamo che questo album è più ancorato alle basi tradizionali del Classic Rock ma con un attitudine molto piu “Badass”!

LFdM: Immagino che per voi le canzoni abbiano tutte un valore particolare, ma c'è una traccia in Road Fever che meglio riassume quello che è il vostro percorso fatto fino ad oggi?
Giorgia: La traccia che ci rappresenta è l’ultima dell’album e si chiama Rock’N’Roll Sisterhood! L’abbiamo scritta insieme, parla di noi la “sorellanza Rock’N’Rroll”, del nostro percorso fatto insieme fatto di gioie e dolori... perché si sa, “It’s a long way to the top if you wanna Rock and Roll” (.cit)

LFdM: "It's Just a Tease" è il singolo che avete scelto per aprire le danze, per farci conoscere Road Fever. Come si sceglie la traccia giusta per farne un singolo e come mai avete scelto proprio questa?
Giorgia: Di solito facciamo un brainstorming e scegliamo un pezzo per votazione. Chiediamo consiglio anche ai nostri più stretti amici e famigliari. “It’s just a tease” è stato scelto come primo singolo perché è un pezzo che abbiamo suonato spesso ai nostri show come anticipazione del nuovo album e i nostri fans lo aspettavano impazienti.

LFdM: Com'è stato girare il video?
Giorgia: Personalmente un esperienza bellissima e divertente! Qualche settimana prima di trovarci tutti sul set ho scritto il copione, ho reclutato attori e comparse tra i miei amici di Göteborg (tra i quali Adde degli Hardcore Superstar) ho scelto come location casa mia e il pub vicino casa dove dopo ho scoperto che hanno girato video anche gli In Flames e i Soilwork. E poi ho contattato il fantastico Direttore Rene´U Valdes (Greenworks Television) il quale ha saputo magicamente dare vita alle mie idee in stile Tarantiniano!

LFdM: Il vostro è uno stile puro, semplice, molto immediato, un rock'n'roll di altri tempi che molto deve alla storia di questo genere. Come delle ragazze così giovani come voi arrivano a maturare tanta consapevolezza rispetto ad uno stile (oltre che appunto ad un genere)?
Giorgia: Siamo cresciute tutte ascoltando principalmente Rock, quindi un po´lo dobbiamo ai nostri genitori che ci hanno trasmesso la loro passione musicale! Abbiamo tutte diverse influenze musicali che spaziano tra il Classic Rock, il Blues e il Metal e ci troviamo tutte d’accordo che l’Hard Rock con i suoi riff semplici ma grintosi sia il genere più divertente e accattivante!

LFdM: Altra vostra caratteristica è quella di essere una band estremamente energica: dove prendete tutta questa grinta?
Giorgia: Correre sul palco e in mezzo la gente, fare headbanging sfrenato, interagire col pubblico e vedere la gente divertirsi ai nostri show! Il Rock’N’ Roll è puro divertimento e questo è la nostra fonte di energia!

LFdM: Ascoltando l'album è chiara una certa influenza che spinge verso mostri sacri come gli AC/DC, ma da chi altri traete ispirazione per creare la vostra musica?
Giorgia: Siamo ispirate da Thin Lizzy, Jimi Hendrix, Deep Purple, Led Zeppelin, Janis Joplin, Chuck Berry ma anche Judas Priest, Motörhead, Hellacopters, Airbourne, Danko Jones..

LFdM: Oltre alla matrice chiaramente rock, è possibile sentire anche l'eco di qualcosa che rimanda al blues, ho ragione?
Giorgia: Esattamente! “Il blues è l'anima della musica, la fonte alla quale si torna sempre ad abbeverarsi, motore e linfa vitale di ogni ispirazione"
(.cit)

LFdM: Fin dagli esordi avete suscitato enorme interesse di diversi personaggi noti nel mondo della musica. Avete affascinato Danko Jones, Frederick Akesson degli Opeth, ma anche i Turbonegro e gli In Flames che hanno speso per voi parole di enorme apprezzamento. Come ci i sente ad essere sotto lo sguardo di queste personalità così influenti della scena musicale? È più una fardello da portare, giacché tutti si aspettano molto da voi, o solo grande motivo di orgoglio che vi spinge a migliorare e a dare sempre il massimo?
Giorgia: Direi la seconda! E´davvero emozionante quando arrivano questi feedback e supporto dai nostri colleghi dei “piani alti”. Alcuni di loro sono stati fonte di ispirazione ed idoli musicali quindi siamo enormemente grate del loro rispetto.

LFdM: Dal 2010 ad oggi avete tenuto una svariata gamma di concerti che hanno contribuito a farvi conoscere un po' ovunque. Che tipo di esperienza è per voi suonare live?
Giorgia: Un esperienza emozionante ed indescrivibile da tanta è l’adrenalina e il divertimento! Poi dipende ovviamente da show a show, ma generalmente
ci divertiamo sempre sia a suonare nei pub piccolini che ai festival davanti a migliaia di persone!

LFdM: E i vostri fan? Come si rapportano ai vostri concerti?
Giorgia: I nostri fans sono incredibili! Alcuni prendono aerei per venirci a vedere, ci supportano calorosamente, cantano e ballano sotto il palco e vengono sempre a salutarci a fine show. Li adoriamo!!! Una volta un fan di Oslo si è presentato prima dello show per regalarmi una chitarra con il mio nome scritto sulla paletta... una sorpresa incredibile! Io pensavo che queste cose accadono a personaggi tipo Slash...

LFdM: Potendo scegliere, c'è una band per cui vorreste aprire ad un concerto? E perché proprio questa?
Giorgia: Vorremmo aprire per gli AC/DC in primis, ma anche Motörhead e Airbourne perché il loro è un Rock energetico che si avvicina al nostro e i loro fans gradirebbero!

LFdM: Sempre parlando di live, come sarà la promozione di Road Fever? Avete già programmato i concerti? Quando potremmo vedervi qui in Italia?
Giorgia: Al momento abbiamo confermato un tour spagnolo in ottobre e uno europeo agli inizi di settembre, ancora non e´ufficiale ma sembra che verrà aggiunta una data italiana durante questo Tour quindi tenetevi pronti!

LFdM: Avete già dei progetti a lungo termine, magari perfino idee per un nuovo album o per adesso vi godete il momento in attesa del fatidico giorno in cui Road Fever sarà finalmente disponibile nei negozi?
Giorgia: Ovviamente non vediamo l’ora che l’album esca, siamo cosi´elettrizzate che questa attesa sembra infinita haha! Abbiamo già 4 canzoni nuove in cantiere per il prossimo album, dobbiamo lavorare sugli arrangiamenti ma per il momento possiamo accantonarle per un po' e goderci Road Fever!

Aspettando con impazienza di potervi accogliere nuovamente qui in Italia, Les Fleurs du Mal vi augura buona estate ma soprattutto un grande in bocca al lupo per la vostra carriera. Ancora grazie di questa chiacchierata!


Giorgia: Grazie a te Dora e a voi seguaci di Les Fleurs du Mal, speriamo di scendere in italia presto! oh e crepi il lupo!!

          
                                                                     (Ph. Credits Alex Ruffini Music Photographer) 

Interview by Dora
Here our "Road Fever" review 

THUNDERMOTHER: Road Fever - Recensione

"Road Fever"


Release: 4 Settembre 2015


Tracklist:
01. It's Just A Tease
02. FFWF
03. Alright Alright
04. Deal With The Devil
05. Give Me Some Light
06. Roadkill
07. Enemy
08. Vagabond
09. Thunder Machine
10. Rock'N'Roll Sisterhood


Se vi dicessero che esistono cinque ragazze il cui cuore batte al ritmo del rock'n'roll più puro, quello che ha fatto storia e che tanto deve agli AC/DC dei quali potrebbero essere perfino le figlie, se non reali almeno putative, ci credereste mai?

Bene, noi ve lo diciamo e voi dovete fidarvi della nostra parola, perché le svedesi Thundermother, che tra le loro fila annoverano una chitarrista italiana e la cantante irlandese, sono esattamente questo: una sintesi in gonnella, o forse sarebbe più corretto dire in chiodo di pelle e jeans stracciati, dell'anima più vera di un rock d'annata, con un gusto molto classico e senza tempo che ha fatto di questo stile musicale uno dei generi più amati di tutti i tempi. 

Preparatevi a sfrecciare sulle note di Road Fever, un album composto da dieci brani energici ed accattivanti, che davvero devono molto alla storia del rock e che attingono a piene mani da un genere che tutti hanno imparato ad amare e conoscere, facendolo diventare il re indiscusso del mondo musicale.

E se il rock è il re, loro sono le regine, dato che hanno riscosso un enorme successo in tutta Europa, riuscendo perfino ad ottenere parole di stima da numerosi artisti, non ultimi gli Opeth, i Motörhead e Danko Jones, per citarne qualcuno.

La loro prossima tappa è la conquista del mondo e, siamo sicuri, non sarà tanto difficile per loro riuscire nell'impresa dato che il primo singolo che anticipa l'uscita dell'album, "It's Just a Tease", ha già totalizzato visualizzazioni record, racimolando critiche positivi dai quattro angoli del pianeta.

Le tracce proposte dalla cinque ragazze sono una potente e fantasiosa cornucopia di sonorità e di brillanti slanci capaci di far muovere al ritmo di musica anche quelli con i piedi piantati per terra, lasciando scorrere la strada sotto i nostri passi al ritmo di un rock'n'roll che solca l'asfalto sulle ruggenti ruote di una Harley-Davidson fiammante.

Per gli amanti del genere, questo è sicuro, ma anche per chi ha voglia di qualcosa di nuovo con una voce piacevole, un sound frizzante con quel piacevole eco di una storia mai passata che sembra essere capace di rinnovarsi ogni volta.

8/10
Dora

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mercoledì 2 settembre 2015

Black .44 - "No Blanks" recensione

No Blanks

Release: 28 agosto

Label: Inverse Records

Tracklist:
1. Overcome
2. Hometown Murderer
3. The Red Saint
4. Into the Grace
5. Born Wrong
6 .The Outlaw
7. The Eyes Above
8. Shit Hits The Fan
9. From Right to Wrong




Se il loro obiettivo era quello di sputare fuori riff brutali ed altrettanto orecchiabili, la band di Helsinki ha decisamente colto nel segno.

Lo scorso 28 agosto i finlandesi Black.44 hanno fatto il loro debutto nella società musicale con “No Blank” pubblicato per Inverse Records. 

Le chitarre cesellano poche essenziali quanto abissali note, scandite da sordi rintocchi di batteria che in pochi minuti fanno prendere corpo ad una struttura granitica e compatta che tra una serie di parti melodiche e potenti accelerazioni confezionano un album ipnotico.

I brani proseguono a ritmi martellanti, spediti e diretti come treni di sola andata per gli inferi, l’ugola dilaniante di Jason fa da tappeto ai momenti di calma che riportano l’album su un binario più lineare.

Senza concederci un attimo di tregua il ritmo riprende, gli scambi non troppo amorevoli tra basso e chitarra disorientano chi fino a questo momento aveva creduto di essersi abituato allo scenario. 

Sfreccia veloce il treno, tra una pioggia fittissima di accordi ed interminabili minuti di tecnicismo denso come la nebbia, portando l’album cosi fino alla fine, in una tempesta di strumenti che sbattono contro i finestrini annichilendo ogni cosa al loro passaggio.

Da un' inizio prettamente metal ad una fine quasi hard rock, sembra quasi inutile dire che anche questi ragazzi hanno fatto il loro debutto in società in grande stile… … Se son rose…

7/10
Michela

Members:
Jason – Vocals & Guitar
Antti – Lead Guitar  
Pete – Bass  
Mikko – Drums  

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martedì 1 settembre 2015

BENEATH THE STOM "Devil’s Village" recensione

 Devil’s Village

Release: 01 settembre 2015

Label: Argonauta Records

Track List: 
01 - The Curse Of Elizabeth
02 - The Witches' Sabbath
03 - At The Hour Of 13
04 - Starting The Ritual
05 - Whitewood
06 - Burn The Witch
07 - Tonight Begins The Ritual (Bonus Track, CD ONLY)
08 - Moonlight Through The Trees (Bonus Track, CD ONLY)






Nel giorno che ha visto la scomparsa di una grande regista come Wes Craven ci rendiamo conto di quanti, dopo di lui, abbiano provato ad imitarlo, finendo per confezionare solo interminabili minuti di urla strazianti e budella marcescenti che nuotano in un mare di ketchup.

A volte, l'emulazione nella musica funziona più o meno allo stesso modo. 
Così, questo misterioso artista proveniente dalla Slovenia, al secolo Beneath The Storm, arriva alla sua terza pubblicazione, destando non poche perplessità.

Non ce ne vogliano i cultori del genere, ma se pensiamo all'eredità di band come Thergothon o Skepticism, ecco che un album come “Devil’s Village”, nonostante l'interessante concept sui cult movie degli anni '60 e '70 come “City Of Death”, spesso si risolve in un guazzabuglio d'inquietanti quanto estenuanti strepiti distribuiti su una base funeral doom volutamente oppressiva e claustrofobica.

Una scelta deliberata e rispettabile, che però ottiene il risultato controproducente di strappare all'ascoltatore un unico gemito: quello della sofferenza fisica.

Le chitarre distorte indugiano senza coinvolgere, contorcendosi tra una sequenza di riff oscuri ed elementari che si propagano per l’intero album, quasi girando in tondo senza arrivare mai al punto. Funzionano molto meglio gli impulsi sludge e le solenni atmosfere post metal che gratificano il nostro apparato uditivo, salvando l’estetica musicale dalla pura deformità.

Senza nulla togliere al gran lavoro che sicuramente sta dietro un'opera così difficile e disturbante, a nostro giudizio Devil’s Village è un album da rimettere dentro la sua custodia e dimenticare su qualche scaffale.

Proprio come quelle pellicole di culto che, una volta guardate, spiegano meglio di mille parole perché nessuno le conosceva prima.

5/10
Michela

Band infos:
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GHOST n. 8 nella classifica americana Billboard Top 200

I GHOST debuttano al n. 8 nella classifica americana Billboard Top 200  - Meliora entra nelle classifiche di tutto il mondo


Meliora, il terzo sacro salmo dei Ghost ha debuttato nella Top 10 della classifica americana Billboard Top 200. Entrato all’ottavo posto, l’album ha venduto oltre 29.000 copie nella prima settimana di uscita, rappresentando uno dei debutti metal più forti dell’anno. Inoltre il disco è al secondo posto della Current Rock Chart ed è al primo posto dell’Independent Retail negli USA. Questo trionfo segue quello di Infestissumam del 2013 che era entrato al 28° posto.

Meliora domina inoltre le classifiche di altri Paesi:

Svezia No. 1
Finlandia No. 1
Norvegia No. 2
Olanda No. 6
Canada No. 9
Francia No. 17
Germania No. 19
Australia No. 20
UK No. 23
Belgio No. 24
Portogallo No. 42.

Al momento non è dato sapere quale sarà il risultato nelle classifiche italiane poiché il disco è stato pubblicato una settimana dopo l’uscita internazionale.

Il disco può essere acquistato qui

I Ghost porteranno il loro Black To The Future Tour il 23 novembre al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI). Le prevendite sono disponibili qui 

 “Grazie a Meliora, i Ghost non intimoriscono l’ascoltatore con fattezze mostruose e fiamme sulfuree, ma stuzzicano i suoi desideri inconfessabili realizzando in vita quella beatitudine che nessuno merita per l’eternità”. (9,5/10) Rock Hard

"The band has done more to bring blasphemous, religion-skewering devil rock to the mainstream masses than perhaps any act since Marilyn Manson rose from the swamps of Florida to declare himself the Antichrist Superstar." Rolling Stone

“One of the most exciting bands on the worldwide hard rock stage” Entertainment Weekly

"A wild, theatrical and blasphemous ride" Guitar World

"Ghost is back cracking skulls.” Noisey

"All hail Ghost and its masterwork, Meliora." Metal Injection

"A perfect occult Metal mass" (7 out of 7) Metal Hammer
  
"Rock music doesn't have this kind of edge anymore. Ghost make things dangerous again. Get ready for Meliora to haunt you, in the best possible way." ARTISTdirect


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DIEMONDS - "Never Wanna Die" Review

NEVER WANNA DIE

Label: Napalm Records

Release: 4 September 2015

Tracklist:
01. Never Wanna Die
02. Hell Is Full
03. Over It
04. Ain’t That Kinda Girl
05. Secret
06. Better Off Dead
07. Forever Untamed
08. Wild At Heart
09. Meet Your Maker
10. Save Your Life



Never Wanna Die è il terzo full-lenght album dei canadesi Diemonds che sembrano ormai essere pronti a conquistare il grande pubblico di tutto il mondo ora che la Napalm Records, unitamente agli sforzi del premio Juno Eric Ratz (Monster Truck, Billy Talent) che ne è il produttore, hanno preso questa band sotto la loro ala protettrice, restituendo a tutti noi un sound fresco e vitale, moderno e divertente che ben si adatta all'hard rock giovane e di impatto dei cinque ragazzi di Toronto.

I ritornelli delle dieci tracce proposte sono tutti molto orecchiabili, dinamici, pieni di brio e la voce della cantante sembra essere nata apposta per canzoni come "Never Wanna Die" o "Over It", allegre e scanzonate, ottime per svuotare la mente o anche per ricaricarla, perfette se ascoltate in macchina dopo una lunga giornata di lavoro mentre si torna a casa, a cui si affiancano una più ruvida "Ain’t That Kinda Girl" o addirittura l'arrabbiata "Better Off Dead".

Gli elementi per rendere l'album gradevole e d'effetto ci sono tutti: riff incisivi, chitarre che si atteggiano con una certa arroganza, un basso che sa il fatto suo e una bella batteria energica, ma purtroppo alcune canzoni sembrano non essere all'altezza e scivolano via quasi schiacciate, o più semplicemente sovrastate, dalle altre che meglio sanno descrivere un sound, un modo di vivere e lo spirito che anima questa giovane band capace di ricordare a tratti gli Hardcore Superstar o i Backyard Babies.

Un disco da ascoltare per spezzare la monotonia di una giornata grigia e noiosa, capace di donare una nota di colore e un sorriso a tutti.

6.5/10
Dora




Membri: Priya Panda - vocals 
C.C. Diemond & Daniel Dekay - guitars 
Adam Zlotnik - bass 
Aiden Tranquada - drums

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