martedì 1 settembre 2015

BENEATH THE STOM "Devil’s Village" recensione

 Devil’s Village

Release: 01 settembre 2015

Label: Argonauta Records

Track List: 
01 - The Curse Of Elizabeth
02 - The Witches' Sabbath
03 - At The Hour Of 13
04 - Starting The Ritual
05 - Whitewood
06 - Burn The Witch
07 - Tonight Begins The Ritual (Bonus Track, CD ONLY)
08 - Moonlight Through The Trees (Bonus Track, CD ONLY)






Nel giorno che ha visto la scomparsa di una grande regista come Wes Craven ci rendiamo conto di quanti, dopo di lui, abbiano provato ad imitarlo, finendo per confezionare solo interminabili minuti di urla strazianti e budella marcescenti che nuotano in un mare di ketchup.

A volte, l'emulazione nella musica funziona più o meno allo stesso modo. 
Così, questo misterioso artista proveniente dalla Slovenia, al secolo Beneath The Storm, arriva alla sua terza pubblicazione, destando non poche perplessità.

Non ce ne vogliano i cultori del genere, ma se pensiamo all'eredità di band come Thergothon o Skepticism, ecco che un album come “Devil’s Village”, nonostante l'interessante concept sui cult movie degli anni '60 e '70 come “City Of Death”, spesso si risolve in un guazzabuglio d'inquietanti quanto estenuanti strepiti distribuiti su una base funeral doom volutamente oppressiva e claustrofobica.

Una scelta deliberata e rispettabile, che però ottiene il risultato controproducente di strappare all'ascoltatore un unico gemito: quello della sofferenza fisica.

Le chitarre distorte indugiano senza coinvolgere, contorcendosi tra una sequenza di riff oscuri ed elementari che si propagano per l’intero album, quasi girando in tondo senza arrivare mai al punto. Funzionano molto meglio gli impulsi sludge e le solenni atmosfere post metal che gratificano il nostro apparato uditivo, salvando l’estetica musicale dalla pura deformità.

Senza nulla togliere al gran lavoro che sicuramente sta dietro un'opera così difficile e disturbante, a nostro giudizio Devil’s Village è un album da rimettere dentro la sua custodia e dimenticare su qualche scaffale.

Proprio come quelle pellicole di culto che, una volta guardate, spiegano meglio di mille parole perché nessuno le conosceva prima.

5/10
Michela

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