giovedì 10 settembre 2015

HOLLYWOOD VAMPIRES - "Hollywood Vampires" recensione

"Hollywood Vampires"

Label: Universal

Release date: 11/09/2015

Track list:
1. The Last Vampire
2. Raise the Dead
3 My Generation
4. Whole Lotta Love
5. I Got A Line On You
6. Five To One/Break On Through (To The       Other Side)
7. One /Jump into Fire
8. Come And Get It
9. Jeepster
10 Cold Turkey
11. Manic Depression
12. Itchycoo Park
13.School's Out/ Another Brick In The Wall pt 2
14. My Dead Drunk Friends

Immaginate una super mega rock band, una di quelle capaci di spaccar natiche, una di quelle capaci di farvi sudare e ballare all'infinito, ebbri di quel buon vecchio rock'n'roll sound così tanto old school che continua a scorrervi nelle vene, una di quelle band capaci di proporvi sia un paio di squisiti pezzi originali sia un bel po' di cazzutissime covers che vi riportino alla mente i bei tempi andati e grandissimi artisti che purtroppo oggi non ci sono più... Impossibile, direte. E invece no, immaginate, perché potete! 

Si tratta degli Hollywood Vampires, band nata a LA nel 1972 in uno storico club sul Sunset Strip grazie ad Alice Cooper che, a tal proposito, racconta la storia così: “Per entrare nel club, bastava bere più di tutti gli altri membri. In una sera normale, avrei potuto farmi una passeggiata e trovare lì John Lennon, Harry Nilsson, Keith Moon, travestiti come al solito da cameriera o da chauffeur. La settimana successiva avrebbero potuto esserci Bernie Taupin, Jim Morrison e Mickey Dolenz”. Praticamente la storia del rock. 

Ebbene, nel 2012, proprio per omaggiare e ricordare i musicisti scomparsi e per spassarsela un po' con tanta bella gente, grazie agli dei ancora viva e vegeta, Alice e alcuni suoi amici, il produttore Bob Ezrin (Lou Reed, Alice Cooper, Kiss, Pink Floyd, Peter Gabriel, Deftones e Thirty Seconds to Mars) Johnny, sì, quel Johnny, proprio lui, il tenebroso, affascinate, talentuoso attore feticcio di Tim Burton, idolo incontrastato di generazioni di cinefili, hanno deciso di riesumare il mitico gruppo, facendolo diventare un fantastico crogiuolo di collaborazioni con veri e propri mostri sacri del calibro di Joe Perry, Dave Grohl, Sir Paul McCartney, Joe Walsh, Slash, Brian Johnson, Perry Farrell, Robbie Krieger, Zak Starkey, Kip Winger, Marilyn Manson e di sicuro ho pure dimenticato di citare qualcun altro.

Il self titled album, che vedrà la luce alla fine della prossima settimana, raccoglie ben 14 pezzi, di cui un paio di tracce originali, la seconda, Raise The Dead e l'ultima, My Dead Drunk Friends (gran bel pezzo davvero, con un tiro e delle chitarre pazzesche) mentre le altre sono tutte cover, che rendono tributo a band come Doors, Who, Pink Floyd, Led Zeppelin, T-Rex, Beatles, colpite dalla perdita di meravigliosi musicisti; non mancano pezzi di Jimi Hendrix, Harry Nilsson, Randy California e dei meno celebrati Marriot e Lane dei Majik Mijits. C'è anche una sorprendente chicca, la prima traccia, una sorta di intro alla seconda, su cui è registrata la voce di Christopher Lee, incisa poco tempo prima che ci lasciasse.

Non vi scrivo una recensione delle solite stavolta. Quest'album, secondo me, i cultori del rock non possono farselo scappare. Io non vedo l'ora di vantarlo nel mio palmares. Devo confessare che amo anche il packaging, una figata assurda, firmata dal celebre stilista John Varvatos, che l'ha confezionato in stile vintage sotto forma di libro antico. E poi, come se tutto questo non bastasse, c'è un motivo in più per non farsi mancare Hollywood Vampires nella nostra collezione: tutti i proventi andranno alla fondazione MusiCares, che fornisce supporto finanziario, personale e sanitario ai musicisti in difficoltà.

Se poi vi capita di riuscire a beccarli live, non perdeteveli per nulla al mondo, perché in un colpo solo vedreste in azione la leggenda Alice Cooper con Johnny Depp e Joe Perry alle sei corde e gli ex Guns'n' Roses Duff McKagan e Matt Sorum al basso e alle percussioni. Che volete di più?

Margherita Realmonte (Meg)