mercoledì 11 marzo 2015

Sinners Moon - Atlantis Recensione

SINNERS MOON - ATLANTIS

Release: 10 Aprile 2015

Label: Inverse Records

01. Inner Demons
02. Memento Mori
03. Buried
04. Pray for the Child
05. Falls of the Neverland
06. My Servant feat. Toni Kakko
07. Fly to the Moon
08. Dark Episode
09. Sinner Moon
10. Atlantis
11. Upon a Star



Parlare di metal sinfonico è quasi più complesso che disinnescare una bomba. Questo perché è da sempre un genere ben identificabile, una sorta di marchio e, come ogni marchio, a volte rischia di fuorviare l'ascoltatore, rimandando sempre a determinati tipi di prodotto, a quelli ormai entrati nella storia e nell'immaginario collettivo dei numerosissimi fan che questo genere può vantare ma che, proprio per questo, non possono esimersi di fare paragoni.

Che i Sinners Moon appartengano indubbiamente a questa sfera musicale è indiscutibile, oltre che innegabile. Gli ingredienti per un metal sinfonico ci sono tutti: voce potente, con quel gusto a metà strada tra il classico e l'operistico, chitarre ritmate, un basso che rende il suono omogeneo, tastiere ben strutturate che elevano le sonorità e una batteria martellante che mantiene viva l'attenzione cadenzando il tempo.

Ma allora cosa rende diversi e speciali i Sinners Moon? Di certo non basta avere una base che rimandi ad un genere, ci vuole quel guizzo di originalità, quella personalità capace di far emergere una band, l'innovazione dietro un progetto e, ascoltando bene Atlantis, è possibile scovare tutto questo. C'è lei, Simona, voce da sirena capace di guidare i navigatori dispersi per il mare verso la terraferma, là dove si nasconde la speranza. E poi c'è lui, Derick, che con il suo growl graffiante, quasi animalesco, sembra essere il kraken, un'altra creatura mitologica, ma questa volta pericolosa, infida, crudele, capace di affondare quella stessa nave in balia della tempesta, salvo poi non resistere davanti alla bellezza della sua controparte femminile, arrendendosi al suo incantesimo, lasciando andare le sue prede oltre il muro di acqua e fulmini, proprio lì dove nasce il sole.

Atlantis è tutto questo. È la lotta tra luce e ombra, la battaglia tra bene e male. È la continua ricerca della via di casa di chi crede di essersi perso per sempre. È quel messaggio di speranza rinchiuso in una bottiglia di vetro, affidato ai flutti in tumulto con la preghiera di riuscire a trovare la salvezza.

L'album si apre con Inner Demons, un inizio forse un po' in sordina, quella quieta prima della tempesta che, però, non dura poi molto. Già Memento Mori si impone subito dopo, definendo quello che poi è lo standard di tutto il disco, sempre in bilico su quel campo di battaglia entro il quale si snodano tutte le restanti tracce.

È una continua giostra, un crescendo potente e molto ben costruito che ci riserva anche una bella sorpresa, molto gradita a chi è amante del genere condito con quel pizzico di power metal che non guasta mai. In My Servant la voce di Toni Kakko, leader dei Sonata Arctica, inizia a danzare con quella di Simona offrendo una traccia mirabile e piacevole.

Sinner Moon e Atlantis, i brani che portano il nome della band e del disco, si apprestano a chiudere l'album, una con un ritmo deciso, veloce, incalzante e potente, l'altra che sembra invitare all'headbanging nella prima parte, diventa poi più dolce e malinconica verso il finale, con quel suono di onde che, insieme alla voce parlata, conduce ad Upon a Star, la traccia finale, quasi una preghiera lasciata al cielo o, forse, su una stella cadente.

7/10
Dora

Line-up:

Simona – vocals
Derick – growl
LukeN – guitars
Jarthuusen – keys
Viktor – bass
Mort – drums