venerdì 29 gennaio 2016

Wolfhorde - Towards The Gates of North review

"Towards the gates of North"


Release date: on 22nd January 2016 (international)


Genre: Folk Metal

Country: Finland

Track list: 
1. Vegvísir 
2. Fimbulvetr 
3. Taivaankappaleiden Kato 
4. Death Long-Due 
5. The Retribution 
6. Unyielding 
7. Boundless Agony 
8. Lycomania 
9. The Gates of North 

  
A chi non è mai capitato di comprare un album a scatola chiusa, causa folgorazione mistica da copertina? Ecco, se mi fossi imbattuta casualmente in Towards The Gates of North fra gli scaffali di un negozio, sono certa che avrebbe attirato la mia attenzione. Il motivo? La “nordicità” che trasuda fin dalla prima occhiata e che per qualche strana ragione mi ha fatto subito pensare agli Immortal. 

Dopo aver ascoltato l’album, posso dire di aver azzeccato il primo punto ma totalmente sbagliato il secondo: i Wolfhorde hanno con Abbath ed (ex) soci una relazione paragonabile a quella dei Dream Theater con gli Arch Enemy. 
Tradotto in parole povere, Towards The Gates of North farà molta più gola agli amanti di Finntroll e Korpiklaani che non ai black metaller duri e puri. "Tavivaankappaleiden Kato", "Death Long-Due" e "Boundless Agony" ne sono gli esempi più riusciti, mentre su "The Retribution" e "Unyielding" i nostri si perdono un po’ per strada.  

L’apice della “nordicità” si ha però con quelle che a mio avviso sono le tre tracce migliori. In primis l’opener "Vegvísir", brano strumentale da ascoltare chiudendo gli occhi ed immaginando di essere seduti sulle rive in un fiordo circondati dal silenzio più assoluto, rotto soltanto dall’infrangersi dell’acqua sulla riva. In "Fimbulvetr" l’atmosfera si fa molto più tesa, proprio per rendere l’idea del “terribile inverno” in cui la luce del sole sarà per lungo tempo solo un lontano ricordo. "The Gates of North" riprende questo tema, chiudendo malinconicamente questo viaggio musicale in paesaggi intrisi di miti e leggende. 

Con questo primo full-length i finlandesi ottengono un risultato più che soddisfacente, dimostrando buone capacità sia nel songwriting che nel miscelare adeguatamente le sonorità viking e folk senza scadere nella banalità eccessiva. 
Da tenere d’occhio per il futuro.  

Voto: 7,5/10
Bene the Sentinel  

Line-up: 
Werihukka – Guitar and other instruments 
Hukkapätkä – Vocals and drums 
Nuoskajalka – Bass 
  
Links: