lunedì 7 marzo 2016

REVERIES END - Edge of Dark Waters Review

"Edge of Dark Waters"


Label: Sliptrick Records

Release: 28 February 2016

Hometown: Tampere (FIN)

Genre: Melancholic Metal

Tracklist:

01. A Thousand Facets
02. Unwind
03. Mute
04. Descent
05. Tomorrow's Fool
06. Hamartia
07. Scales of the Night
08. Reveries End






La voce di una malinconica sirena si alza da turbolente e scure acque del ricordo, dove lacrime di eterno dolore vengono conservate fin dall'inizio dei tempi per poi essere centellinate con sapienza e maestria negli occhi di chi, per tormento o per una strana sorta di malinconia, ha bisogno di versarne così da riuscire a risalire la china o, magari, per sprofondarci una volta per tutte, sospesi su quel filo del tempo che si immerge in un mare di inchiostro per non farne più ritorno.

La Finlandia sembra riuscire meglio di tanti altri paesi a tratteggiare questi sentimenti oscuri, penetranti, densi come il loro lungo e freddo inverno, pastosi come una neve che non smette mai di scendere da un cielo che piange ghiaccio e anche questa volta non restiamo delusi da un disco che si presenta con un vestito perfettamente cucito addosso alla pelle dei Reveries End, che con Edge of Dark Waters vogliono fare il grande salto e portare così ad un più grande pubblico la loro musica, il loro stile e tutti quei sentimenti che, a volte, sembrano parlare per una terra intera, descrivendo i moti di un'anima che cerca incessantemente di strappare quel velo di melanconica solitudine per sbocciare poi come il fiore più bello di tutti, delicato certamente, ma non per questo meno complesso e profondo.

E di complessità ce n'è molta in queste otto tracce, così come non manca la profondità del suono, capace di spaziare in diverse direzioni, da un gotico pulito e ben limato, arrivando poi ad un progressive più pungente e moderno, giocando poi con un doom melodico dalle tinte fosche in un'armonia di sonorità stratificate e ben legate tra loro da una voce leggiadra, sfuggente, impalpabile come il cielo di dicembre che minaccia neve di una cantante che è davvero il punto focale di tutto il disco.

Ad influenzare tutto l'album sono certamente band come i Ghost Brigade e i Katatonia che, di tanto in tanto, fanno delle incursioni tra i riff delle chitarre, tra il battere e il levare della batteria e soprattutto nelle parti più intime e personali che di certo non mancano in tutte le tracce, sorrette da una buona qualità del suono che arriva limpido e preciso, forte e dirompente come il mare di sentimenti che poco a poco si agita nelle nostre anime.

Forse la pecca più evidente, ma sicuramente migliorabile, è uno screem maschile non totalmente convincete che va a sporcare un po' la performance vocale: poteva essere un ulteriore punto a favore di un disco ben fatto, semplice e di grande impatto, ma al momento si rivela solo un ostacolo da limare e superare, anche se facilmente risolvibile.

7/10
Dora




Line-up:

Sariina Tani [Vocals]
Veli-Matti Olkinuora [Guitar]
Kristian Valjakka [Guitar]
Timo Klinga [Drums]
Jaakko Oksanen [Bass]

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