venerdì 19 giugno 2015

Machinista – “Garmonbozia” recensione

Machinista – “Garmonbozia”

Release date: 15 giugno 20015

Label: Analogue Trash Records

Tracklist:
Battered
Brandbergen Stockholm_via_Kalmar_till_Malmo
Dark_Heart of Me
Ghost
In Between & Above It All
Picture Frame Eternity
Surprised by Death
The Bombs
Train
We Are Rockets






Come perfette macchine studiate da entità aliene, le 10 tracce sfrecciano veloci spostandosi da un livello all'altro di un universo parallelo al nostro.

E’ davvero pericoloso mandare ad una come me un disco simile, perché c’è il serio rischio che possa perdere completamente il senso della realtà.

Ascoltare Garmonbozia per molte generazioni sarà come rispolverare la vecchia Super 8 dello zio e far vivere i ricordi, e poco importa se saranno un po’ ingialliti e con qualche imperfezione avranno lo stesso un impatto emotivo impressionante.

Superato lo shock iniziale, il disco si presenta ben costruito dalla band svedese che facendo proprie le forti influenze di band come Alphaville, Seaborn -  ha ricreato a propria discrezione un suono a tutti gli effetti moderno, arioso e capace di raggiungere il proprio pubblico con risultati eccellenti.

Capitano di un mondo ultraterreno Richard Flow sintetizza il monolitico suono frammentandolo in tanti piccolissimi punti luminosi che vibrano nell’aria indicando al viaggiatore la propria strada - Il risultato sono dieci bellissimi brani, dalla consistenza liquida, un vero e proprio diluvio di effetti che privilegiano la voce John Lindqwister con un gioco radiofonico studiato alla perfezione grazie anche alla sua capacità compositiva dei testi.

Garmonbozia non sarà solo un album per collezionisti o fanatici del synth, ma un’occasione per le nuove generazioni di apprendere la parte più creativa di un genere che se il dio della musica vorrà non tramonterà mai.

7,5/10
Michela

Members:
John Lindqwister: voce testi
Richard Flow: synth e beat

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