venerdì 5 giugno 2015

Mark Tremonti - Cauterize Recensione

Cauterize


Release: 9 Giugno 2015

Tracklist:
1. Radical Change
2. Flying Monkeys
3. Cauterize
4. Arm Yourself
5. Dark Trip
6. Another Heart
7. Fall Again
8. Tie The Noose
9. Sympathy
10. Providence


Mark Tremonti è un musicista d'eccellenza, uno di quelli che non hanno bisogno di lunghe presentazioni. Ex Creed e ancora oggi negli Alter Bridge, unanimamente considerato tra i migliori chitarristi in circolazione, è arrivato al suo secondo progetto solista. Dopo “All I Was” del 2012, tra pochi giorni sarà la volta del più maturo “Cauterize”, per Fret12 Records, prodotto dall’amico e collaboratore di lunga data Michael Baskette. L'album può contare sulla partecipazione di Eric Friedman (chitarra), Wolfgang Van Halen (basso) e Garrett Whitlock (batteria), mentre lo stesso Tremonti è alla chitarra e alla voce, cosa per lui un po' inusuale.

Cauterize è un album di forte impatto, le cui 10 tracce sono una meglio dell'altra.

Partiamo da “Radical Change”, per esempio: sezione ritmica impressionante, notevolmente potente, forse anche grazie al contributo di Van Halen. Una voce calda, coinvolgente e chitarre, tiratissime, ci convincono che il cambiamento cui si riferisce il titolo sia decisamente radicale.

Nella traccia successiva le “Flying Monkeys”, a ritmo incalzante, ci invitano a disfarci del passato e a vivere nell'eterna menzogna con le parole“Throw the past away, oh yet again, Hold the lie inside until the end”, mentre la title track dell'album spicca anche per un breve intermezzo solista, leggermente malinconico. “Arm Yourself” è un'altra traccia che pesta, ma viene seguita da un pezzo molto più intimistico e più simile a una ballad, con assoli di chitarra ipnotici, mentre la voce di Mark rimane abbastanza invariata, fino a che il “Dark Trip” non parte sul serio e allora osa anche su note più alte, sebbene non riesca a eguagliare gli acuti del sublime giro melodico della sua sei corde. Con il sesto pezzo siamo alla resa dei conti, “Another Heart”, che è anche il primo singolo dell'album, uscito da un po' con tanto di video su youtube; si impone tra le altre track grazie a un lungo assolo dalle scale arabeggianti che decora il ritornello amaro, che rimane piantato in testa. “Hard on the brain, Tear at the walls to find it, Toss it away, Find me another heart”. E' anche, a mio avviso, uno dei pezzi in cui si riconosce un po' del sound degli Alter Bridge. 

“Arm Yourself”, devastante, con ritornello e ritmo da headbanging violento, dal vivo credo farà esplodere il forum, con tanto di cappello all'immenso duo Van Halen e Whitlock, che lascia un marchio importante a segnare tutti i pezzi dell'album. E ora veniamo al pezzo che preferisco in assoluto “Fall Again”, dall'atmosfera struggente con ritornello e giro di chitarra pazzeschi, da brividi e un testo in cui, a pensarci bene, ci ritroviamo un po' tutti. “Tie The Noose” ci riporta a un ritmo incalzante e pressante. “Symphaty” sancisce la crescita compositivsa della band di Tremonti, con cambi melodici e ritornelli accattivanti ma per nulla banali, come quelli che, assieme alle schitarrate potenti, impreziosiscono “Providence”, ultima traccia dell'album, un gran pezzo, la cui epicità lo innalza, se possibile, di una spanna su quasi tutti gli altri, in un album che non esiterei a definire davvero ricco di “chicche”. Non ci resta che godercelo live a breve in quel di Milano, con i Limp-Bizkit.

8,5/10
Margherita Realmonte (Meg)