mercoledì 17 febbraio 2016

RAUBTIER - Bärsärkagång review

 "Bärsärkagång"



Release: 19 February 2016

Hometown: Sweden

Genre: Industrial Metal

Tracklist:

01. Bärsärkagång 
02. Bothniablod 
03. Den Sista Kulan 
04. Levande Död 
05. Tropaion 
06. Brännmärkt 
07. Hymn 
08. Förvildad 
09. Praetorian 
10. Genom Allt 
11. Röd Snö 
12. Lejonhjärta

Una batteria che sembra simulare il suono di proiettili che si infrangono contro i corpi di combattenti che hanno avuto l'ardire di giocare al troppo realistico gioco della guerra; una voce marziale che sembra quasi urlare ordini come un capo militare che impartisce il ritmo, che non permette la ritirata, che impedisce ai suoi fedeli soldatini succubi del suo potere di fuggire dall'orrore della battaglia.

Non è un caso se il nuovo disco degli svedesi Raubtier s'intitoli "Bärsärkagång", ovvero frenetico, combattimento furioso perché è esattamente questo che ci propongono nelle dodici tracce che lo compongono: una guerra di suoni e voci, un immensa opera musicale dalla cruenta metafora militare che, però, non si dimentica di dare uno sguardo alla vita e alla natura, ma soprattutto all'amore per questi due elementi apparentemente in antitesi con la tematica della guerra, ma forse più connessa ad essa di quanto si posso immaginare.

La guerra distrugge, rade al suolo, spezza vite e infrange sogni, ma quando ci rendiamo conto che quella stessa vita e la natura che ci circonda sono preziose ed incedibili? Proprio quando rischiamo di perderle e allora forse le due tematiche non sono poi così lontane o sconnesse, forse possono davvero essere un tutt'uno anche se ci sembra quasi impossibile legarle.

Amatissimi nella loro terra natia che li ha osannati, celebrati e che ha fatto vincere loro perfino dischi d'oro su dischi d'oro facendo il tutto esaurito per tutte le date dei live che toccavano la loro amata Svezia, i Raubtier sembrano voler spingere ancora di più il piede sull'acceleratore del loro carrarmato musicale per conquistare tutti i paesi che ancora non sono stati assoggettati al loro potere e in una grandiosa battagli al risiko delle note, cercano di mescolare un metal palpitante di velleità industrial, la chiave del loro successo e la forza più grande della loro personalità.

Un disco per chi non si spaventa a scendere in campo e ha voglia di mettere alla prova le sue orecchie cimentandosi con uno svedese graffiante, crudo e crudele che ferisce mortalmente e non lascia prigionieri.

7/10
Dora


Line - up
Hulkoff - voice, guitar
Kjellgren - Bass
Buffeln -  Drum

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