martedì 16 febbraio 2016

Thornbridge - What Will Prevail Review

"What Will Prevail"


Release: 19 Feb 2016


Genre: Power Metal

Hometown: Germany

Tracklist:

01. Intro
02. Blow Up The Gates Of Hell
03. The Dragon's Reborn
04. What Will Prevail
05. Coachman's Curse
06. Symphony Of The Battlefield
07. Eternal Life
08. Neverwinter Nights
09. Under The Ice
10. Tower Of Lies
11. Galley Of Horror

Prendete un bel respiro e non abbiate fretta di lasciarlo andare perché vi servirà per i prossimi quarantacinque minuti di ascolto dell'album di debutto dei ThornbridgeWhat Will Prevail.

Avete incamerato abbastanza aria? Molto bene, era quello che volevo: la cavalcata power metal teutonica qui presentata non lascia spazio ad alcun ripensamento, non aspetta nessuno, non si ferma davanti a niente. Siete stati avvisati: il carosello medievale non ha momenti morti, tutto è sangue, sudore e lotta e chi non ha il fisico per certe cose, chi tentenna o ha anche solo un secondo di incertezza è davvero perduto, forse per sempre.

I quattro ragazzi tedeschi ci raccontano una storia che ha un sapore e uno stile lontano, quel power metal che arriva direttamente dalla tradizione più antica e profonda del genere, abbracciando le sue radici europee attraverso l'omaggio ad eccellenze come i Blind Guardian, gli Orden Ogan e gli Stratovarius prima maniera.

Il risultato forse non brilla per originalità o innovazione: i Thornbridge raccolgono quello che è già stato seminato durante tutti gli anni Ottanta, se ne impossessano, magari lo rimaneggiano un po' in modo da adattarlo alla loro personalità, ma alla fine lasciano che le vestigia del power metal restino intatte, immutate, un perpetuo flusso di memoria e ricordo che riecheggia nell'aria in tutta la sua tonante e belligerante potenza.

Trattandosi di un album di debutto si può anche soprassedere e chiudere un occhio dato che, nonostante il potenziale limitativo sembra limitato, è ben percepibile una certa grinta, un buono slancio e perfino la voglia di imparare, purché questa non diventi una scusa per adagiarsi e sedersi sulle glorie e gli allori che già altre band hanno portato a questo genere.

Ritornelli orecchiabili e grandiosi, voce epica da bardo d'altri tempi che si fa protavoce di una storia millenaria che brama di essere narrata, riff di grande impatto e una buona organizzazione d'insieme che fa nascere slanci di grandi emotività nell'interpretazione di ogni brano, fanno del disco un buon modo di iniziare a percorrere la strada del power metal, ma il percorso è lungo e pericoloso e anche dalle migliori intenzioni possono nascere epiche distrazioni!

7/10
Dora


Line - up:
Jörg "Mo" Naneder - Vocals, Guitar
Patrick "Pat" Rogalski - Guitar
Patrick "Burghi" Burghard - Bass
Maximilian "Lucky" Glück - Drums

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