giovedì 9 luglio 2015

MIST - Inan' EP Recensione

INAN'

Release: 08 Maggio 2015


Trackilist:

01. Inan'
02. Frozen Velvet
03. Under the Night Sky
04. Phobia







Quando il doom metal si tinge di rosa, accogliendo nelle sue file ben quattro su cinque membri femminili, accade una cosa strana e alquanto piacevole: i suoni, i riff, gli assoli e l'anima più vera di un genere che è sempre stato appannaggio dei soli uomini si tinge di tinte diverse, di sensazioni e di una certa sensibilità che forse solo la voce di una donna può riuscire a toccare, diventando così non solo uno di quei generi classici al quale siamo ormai abituati, ma perfino qualcosa di nuovo, di inatteso.

La band slovena Mist, nata proprio come un progetto unicamente femminile per poi evolversi nel corso del tempo fino ad inserire un membro maschile che completa la line up attuale, sembra proprio essere l'altra faccia di una medaglia che da sempre si è fregiata di grandi nomi ormai noti nel panorama musicale ma che, forse, non hanno avuto il coraggio o l'ardire di spingersi un po' oltre i soliti schemi, chiudendosi a riccio in quell'universo privato e sempre uguale a se stesso.

La classe e l'eleganza quasi classica della band emerge con grande enfasi in Inan', EP che non è altro che un ritorno alle origini, un ripercorrere i loro passi nella musica attraverso un disco composto da tre nuove canzoni più una quarta, cavallo di battaglia del loro precedente lavoro del 2013, mischiando sapientemente vecchie influenze con nuove istanze, capaci di donarci un lavoro omogeneo e ben congegnato, dal sapore sì rétro, carico di ricordi legati al periodo dei Black Sabbath o dei Saint Vitus pur mantenendo una propria identità di fondo netta e precisa, rafforzata non da ultimo dalla voce di Nina Spruk, perfetta con quel suo timbro decadente e drammatico.

Introspettivo e sofferente, l'album si apre con "Inan'" che evoca lo stile compositivo dei Pentagram, una cifra stilistica si ripete poi anche nelle successive tracce, ottimamente curate, prive di fronzoli ed orpelli, libere da sperimentazioni moderne e tutte incentrate su quell'amore per uno stile classico e senza tempo che sembra essere la carta vincente dell'intero EP, che si tinge di sonorità più mature e delineate con "Frozen Velvet", arrivando ad evocare atmosfere rituali in "Under the Night Sky", chiudendo poi il cerchio con "Phobia", punto di inizio del loro sound, ma ideale e quasi metaforica chiusura del disco.

Punto di forza o insormontabile debolezza? Solo il tempo saprà dirci se questo amore per uno stile che ha fatto epoca farà dei Mist un nuovo nodo cruciale nella storia del doom, oppure se ne decreterà la sconfitta. La vera virtù sta nell'attingere dai grandi nomi del passato, senza però farsi schiacciare dalla loro monolitica presenza rischiando di diventare solo delle macchiette senza nulla di profondo da dire.

Aspettiamo sviluppi!

7/10
Dora 


Line-up:
Nina Spruk - lead vocals
Ema Babošek - rhythm guitar & backing vocals
Blaž Tanšek - lead guitar
Neža Pečan - bass
Mihaela Žitko - drums




Tour Dates:
09.07. Trieste (IT), (secret location) w/ Saturnine, Ooze
10.07. Trieste (IT), Rock Out w/ Hadal
22.07. Tolmin (SLO) - MetalDays w/ Accept, Death Angel, Unearth, Audrey Horne,...
24.10. Leeuwarden (NL) - Into The Void Festival w/ Sólstafir, Mono, Ufomammut, My Sleeping Karma, Christian Mistress, Wucan,...