lunedì 27 luglio 2015

LOUD AT LEAST - Dirty Review

Release: 24 Luglio 2015


Tracklist:
01. Kill The Dragon
02. I Am
03. Burning My Heart
04. Ride On Me
05. Fire And Ice
06. Dirty
07. Anything
08. Warm Rain
09. Love At First Bite
10. Heaven Is Calling
11. Hell To Fuck
12. The Island I Know
13. Up On Stage


Dopo un periodo un po' turbolento fatto di cambi di line up e qualche piccolo accorgimento, i Loud at Least tornano con il loro secondo album in studio che promette di intrattenerci per tutta la sua durata.

Dirty presenta una sezione ritmica vibrante e chitarre virtuosistiche che sono la miscela perfetta per un disco, soprattutto per uno che suona con gli echi di un hard rock classico capace di richiamare alla memoria gli Scorpions o i Ghottard, nomi che creano immagini e suoni nella nostra mente e, forse, perfino nei cuori di chi è particolarmente legato a questo genere.

Assoli fiammanti, riff energici, grande entusiasmo e freschezza non solo nelle intenzioni ma anche nelle sonorità, fanno delle tredici tracce che compongono il disco un prodotto assolutamente gradevole, un po' come una corsa sulle montagne russe: varia, ricca, capace di mantenere alta l'attenzione e mai scontata.

I pezzi si alternano in modo sfaccettato, stratificato e puntano molto sull'emozionalità delle singole tracce che, forse, mancano solo un po' di quel guizzo tipicamente rock che ci aspetterebbe in un disco simile.

Il sound più aggressivo di "Kill the Dragon", sa anche ammorbidirsi per lasciare il posto a melodie più rilassate e di grande trasporto come "Burning my Heart""Up on Stage", lasciandoci quel sentore di trovarci imprigionati in un luna park della musica dal quale non vorremo mai dovercene andare.

7/10
Dora