giovedì 23 luglio 2015

XANDRIA - Fire & Ashes EP Recensione

Fire & Ashes


Release: 31 Luglio 2015

Tracklist:

01.  Voyage Of The Fallen
02.  Unembraced 
03.  In Remembrance 
04.  I'd Do Anything For Love (But I Won't Do That) (Meat Loaf Cover)
05.  Ravenheart (Remake)
06.  Now & Forever (Remake)
07.  Don't Say A Word (Sonatica Arctica Cover)



Il vecchio che incontra il nuovo, il classico che abbraccia il moderno, tracce del passato che si riversano in un lavoro fresco di rilascio pronto a stupire i fan della prima guardia, ma ancor più capace di accoglierne di nuovi tra le proprie fila, cover e remake... l'EP degli Xandria, che segna anche il carismatico ingresso della magnifica voce di Dianne Van Giersbergen, è la perfetta sintesi di tutto questo, uno stupendo flusso che sembra arrivare dal passato e che, allo stesso tempo, spinge con vitalità e grandiosa potenza verso un futuro che spiega le sue ali, pronto a volare lontano.

Fire & Ashes è l'araba fenice che sempre si rinnova dalle sue stesse fiamme, che da quelle ceneri ormai diventate polvere trae nuova linfa vitale per risorgere ancora più forte e bella e i ragazzi tedeschi non potevano scegliere un'analogia migliore per presentare questo disco, carico di sfaccettature capaci di rispendere come un cristallo screziato da mille tonalità, dove ogni elemento tratteggia un arabesco di suoni e colori cangianti come l'arcobaleno.

Si inizia con tre tracce inedite. La prima, "Voyage of the Fall", mette in risalto le potenzialità vocali della versatile cantante, le cui corde vocali sanno vibrare in modo convincente ed emozionante, accompagnandoci con un volo ad ampio respiro su riff dal gusto classico e su una batteria martellante che non può nulla contro la voce di stampo operistico di Dianne, forte e matura fin dalla prima nota.

"Unembraced" offre un nuovo spunto di riflessione; non è la solita traccia barocca ed opulenta, ricca di sfarzi e di orpelli, ma più un esperimento, ben riuscito tra l'altro, che fonde in sé uno spirito classico simboleggiato dalle dolci note pulite di un pianoforte che amoreggia con una parte più metal sforando poi in un territorio techno alquanto inedito, ma perfettamente riuscito, capace di semplificare ed alleggerire un genere che molto spesso viene tacciato per essere troppo ricco e carico di uno sfarzo che lo appesantisce e lo schiaccia.

Gli inediti si concludono con la ballata "In Remembrance" che sembra costruirsi su due tempi, il primo con una batteria meno prepotente, quasi rilassata, dolci note di un malinconico pianoforte e una triste chitarra che sembra essere pizzicata da lacrime lontane, tutto a beneficio della voce pulita ed estremamente sinfonica; la seconda più potente ed incisiva, ma comunque in perfetta armonia con la parte precedente.

Per quanto riguarda le due cover, il duetto "I'd do Anything For Love (But I Won't Do That)" dei Meat Loaf (a suo tempo vincitrice di un grammy) pare sicuramente molto meglio riuscita rispetto a "Don't Say a Word" dei Sonatica Arctica che, effettivamente, è un po' troppo carica, al limite del caotico per poter essere apprezzata fino in fondo.

"Ravenheart", brano tra i preferiti dei fan tratto dall'omonimo disco del 2004, poco si discosta dalla registrazione originale e mantiene lo spirito della gemella mostrando sostanzialmente la bravura della cantante; a lasciare qualche dubbio è "Now & Forever" che di certo ammalierà i nuovi fan riuscendo a stregare anche quelli della vecchia guardia.

Il disco è una tavolozza di sfumature tutte diverse, tutte ugualmente apprezzabili: ogni elemento è perfetto, non c'è nulla che sovrasta il resto e ogni più piccola gradazione delle note può essere ampiamente apprezzata perché non c'è nulla che viene messo in secondo piano, nonostante la vera punta di diamante sia la presenza della nuova cantante che, però, si presta benissimo a giocare con gli altri componenti del gruppo dando ad ognuno il giusto risalto.

Per chi già amava gli Xandria, questo album non è altro che una prestigiosa e magnifica conferma, ma chi ancora non li conosceva potrà innamorarsene in sole sette, ottime tracce.

8/10
Dora


Vocals: Dianne van Giersbergen 
Guitar: Marco Heubaum
Guitar: Philip Restemeier
Bass: Steven Wussow
Drums: Gerit Lamm

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Photo Credit:  Tim Tronckoe