giovedì 23 aprile 2015

HARDCORE SUPERSTAR: "HCSS" - recensione

HARDCORE SUPERSTAR: "HCSS"


Etichetta: Gain Music / Sony

Pubblicazione: 27 aprile 2015




Track list:
Don't Mean Shit
Party 'Til I'm Gone
The Cemetary
OFF With Their Heads
Fly
The Ocean
Touch The Sky
Growing Old
Glue
Messed Up For Sure






La lunga estate…

Dopo aver pubblicato qualche album qualitativamente buono, ma non abbastanza da essere annoverato fra i migliori della band, gli Hardcore Superstar hanno deciso di aprire il baule dei ricordi e riportare alla luce quelle sensazioni e quei suoni che li ha spinti a formare una band. 

L'auto celebrativo “HCSS” torna con la mente all'estate del 1994, quando carismatici Axl Rose ed Vince Neil avevano già insediato nelle menti dei giovani rockers il seme della follia.

Senza minimamente voler riscrivere la storia del rock, “HCSS” è un disco velleitario dove l’anima sleaze viene accarezzata da suggestivi tocchi blues, che scopriamo soprattutto nella seconda parte in canzoni come FlyThe Ocean - Touch The Sky, che vanno addirittura ad omaggiare i californiani Jane’s Addiction.

Grazie anche al prezioso contributo tecnico di Joe Barresi (Slipknot QOTSA, Soundgarden, ecc), alla produzione, otteniamo un orientamento molto più melodico rispetto al passato, dove i pesanti riff sono stati sacrificati in virtù di un suono più commerciale ed immediato anche dal punto di vista radiofonico.

Sfortunatamente il disco non riesce a mantenere per tutta la durata il buon livello qualitativo, andando a colmare dei vuoti con arzigogolati arrangiamenti slegati con il cantato.

Possiamo comunque dire che “HCSS” ha sicuramente delle buone potenzialità per rimettere in pista un gruppo che sembrava aver perso lo smalto, ma meritevole di essere annoverato tra le chicche di questo primo trimestre.

Voto 7/10
Michela