giovedì 23 aprile 2015

Nomans Land: Last Crusade Recensione

Last Crusade

Label: Massacre Records

RELEASE DATE: 24.04.2015

TRACK LIST
1. Right To Luck
2. Sons Of The Nord
3. Victory Horns
4. Strain At The Oars
5. Dragons
6. Last Crusade
7. Warrior’s Path
8. Bereza





A quanto pare il viking metal è di casa anche in Russia, a San Pietroburgo per la precisione, città natale dei Nomans Land, pronti a conquistare la scena musicale attraverso il loro quinto album "Last Crusade", in uscita per Massacre Records a distanza di ben sei anni dall'ultima pubblicazione.

Le melodie orecchiabili, i passaggi vocali puliti e maestosi, intrecciati ad uno scream che suona come la voce dei fuochi fatui di chi è morto in battaglia, uniti ad una notevole strumentazione di tutte le tracce creano la perfetta atmosfera per un album che mostra molte delle sue potenzialità, forse anche grazie all'ottima produzione di cui si fregia il disco, avvenuta presso i rinomati Sevik Audio Studio finlandesi dove il sound grandioso e ricco è stato plasmato nel migliore dei modi.

L'album ha tutti gli ingredienti tipici di questo genere musicale: non mancano grandi cori epici, melodie magniloquenti, un suono accattivante e profondo, oltre che al tema vichingo che, in certi casi, non guasta mai, condendo tutto di quella punta di slancio eroico che non fa che arricchire l'atmosfera rendendola perfetta per il contesto nel quale si colloca.

Quelle di "Last Crusade" sono otto canzoni perfette per riassumere al meglio il genere di appartenenza e sembrano anche essere molto coerenti con la storia della band, mostrando una certa continuità nel suono e nell'arrangiamento, concreto e ben bilanciato, forse privo di grandi passaggi tecnici, magari perfino un po' semplice nella struttura musicale, ma non sempre la semplicità deve essere vista come un punto a sfavore di un gruppo, soprattutto se nel virtuosismo non si nasconde altro che una mancanza di sostanza alla quale si cerca di sopperire con arzigogolati passaggi privi di altro.

L'energia non manca di certo, l'eroismo sembra il pane quotidiano masticato dai protagonisti delle tracce ed è soprattutto "Strain At The Oars" a riassumere alla perfezione tutto il percorso fatto dalla band, teso alla ricerca di un suono personale che possa rispecchiare pienamente la loro anima e il loro modo di fare musica. Più in generale, però, le canzoni sono tutte nella media, non spiccano, ma sono piacevoli da ascoltare, confinando l'intero album in una prigione che potrebbe essere facilmente abbandonata, ma che forse non si ha il coraggio di lasciare.

Una menzione d'onore va certamente a "Breeza", traccia conclusiva dell'album, quella che più di tutte parla della Russia, anche perché è un adattamento di una canzone popolare della loro terra capace, proprio per questo, di canalizzare l'attenzione, di elevare gli animi grazie a quel coro solenne, alla chitarra ottima nel suo assolo e alla batteria ritmata e martellante che non cessa di tenere il ritmo.

Forse i Nomans Land dovrebbero concentrarsi di più su un approccio di questo genere per le loro canzoni invece che cercare di conformarsi alla massa, provando ad essere solo e soltanto la classica band vicking metal come tante ce ne sono in giro.


6.5/10
Dora




LINE-UP
Hjervard - Vocals, Bass
Ainar - Drums
Sigurd - Guitar, Clean Vocals
Alex - Guitar, Clean Vocals

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