giovedì 2 aprile 2015

TURBOWOLF: "Two Hands” review

TURBOWOLF: "Two Hands”

Pubblicazione: 7 aprile
Etichetta: Spinefarm/Universal

Track list:
1 Invisible Hand
2 Rabbits Foot
3 Solid Gold
4 American Mirrors
5 Toy Memaha
6 Nine Lives
7 Good Hand
8 MK Ultra
9 Twelve Houses
10 Rich Gift
11 Pale Horse



E’ nata una stella.


Quello che, all’inizio, sembrava un piccolo puntino luminoso nello sfavillante panorama musicale inglese, oggi ha assunto le sembianze di una stella che si mostra in tutto il suo splendore.

“Two Hands”, che vedrà la luce il prossimo 7 aprile per l’etichetta Spinefarm Records, si insinua nelle nostre menti con l’impiego di strumenti elettronici minimalisti, ma orecchiabili quanto basta da pulsare nel nostro cervello.

Richiamando lo style rock dei primi anni 2000, la band di Bristol sfugge prepotentemente dall’etichetta di dandy nonostante la radiofonica voce di Chris Georgiadis arrivi dritta come una saetta, mentre quel retrogusto hardcore che suona tanto come una retrospettiva più intima dei vecchi At The Drive In  risulta essere il vero punto di forza dell'album.

Arrivare alla fine di queste 11 tracce sarà estremamente facile, grazie anche ad una perfetta sincronizzazione degli strumenti che scivolano leggeri esplorando gli angoli più reconditi della musica con un’esplosione di ritmo ed una capacità compositiva capace di intrappolare chiunque apprezzi il rock veloce.

Un album vitale che può già vantare di essere classificato fra le piccolissime stelle nascenti del recente panorama musicale.

7.5/10
Michela