venerdì 15 maggio 2015

HANDS OF ORLAC INTERVISTA

HANDS OF ORLAC -  INTERVISTA





Questa band nasce nel 2009 a Roma e dopo alcuni live finalmente nel 2010 riescono a far uscire il loro primo demo autoprodotto "Vengeance from the Grave"


Fortemente influenzati dai maestri dell'horror Goblin  abbiamo voluto scandagliare le loro tenebre ed addentrarci nel loro mondo fatto di ombre e sagome che danzano nell'oscurità.

QUI la nostra recensione di "Figli Del Crepuscolo" (Horror Records/Terror from Hell)


LFdM: La musica degli Hands of Orlac affonda palesemente le sue origini in quell'universo romantico di stampo Ottocentesco, ma anche in quella che è la letteratura horror del primo Novecento. Anche il nome è evocativo di questo background culturale che la band sembra aver abbracciato in toto, quasi assimilandolo. Ci potete raccontare qualcosa del processo che vi ha portato a definirvi come band?
HoO: Nell'estate del 2009 abbiamo deciso di dare forma ad un gruppo che rappresentasse le nostre necessità musicali. I rintocchi di  campana di Black Sabbath e l'affissione della maschera sul volto di Barbara Steele hanno dato vita a questo processo.

LFdM: "Les Mains d'Orlac" è un romanzo di Maurice Renard pubblicato nel 1921, altra riprova del vostro amore per una determinata estetica, per un certo tipo di mondo. Come mai avete scelto questo genere, che cosa vi ha colpito tanto da desiderare di tradurre in musica un così particolare filone letterario?
HoO: Sebbene appassionati di horror in tutte le gradazione, il nostro scopo è sempre stato quello di usare tinte sfumate e tendenti allo scuro, senza linee nette. Abbiamo quindi deciso di percorrere un sentiero non direttamente visibile  per le ombre che lo celano. Per quanto riguarda il nome ci siamo però ispirati al film muto di Weine del 1924 che incarnava meglio la nostra intenzione da tradurre in musica piuttosto che il riadattamento degli anni '60 che nonostante Christopher Lee non la rispecchiava affatto.

LFdM: Romani trapiantati in Svezia. È stato un cambiamento difficile da affrontare o la necessità che vi ha spinto a riunire tutti i membri in un solo luogo ha avuto la meglio su qualsiasi altra cosa?
HoO: Quando nel 2011 la line-up è diventata mista è iniziato il processo, dopo essere stati molte volte in visita, che ha portato alla fine del 2012 al trasferimento degli ultimi due membri italiani rimasti. Di certo essere tutti nello stesso paese ha reso le cose più facili per il gruppo piuttosto che dover prendere l'aereo per potersi riunire. Tale passaggio non è stato completamente facile e indolore ma ha permesso la realizzazione di Figli del Crepuscolo.

LFdM: I paesi scandinavi sono famosi per il loro clima inclemente, per i lunghi mesi di luce perenne alternati a quelli in cui il buio più totale la fa da padrone. Come si accorda tutto questo con il vostro genere musicale?
HoO: Vivendo tutti nel sud della Svezia (anche Stoccolma si trova nel terzo inferiore del paese),  la differenza non è così intensa come potrebbe essere all'estremo nord. Non vedere il sole per dei mesi a causa del cielo coperto può influire parzialmente su ciò che si produce musicalmente rispetto ad un clima tropicale ma nel nostro caso il disco che ne è risultato è molto più "italiano" rispetto al disco precedente.

LFdM: Quanto il nuovo ambiente circostante ha avuto una parte nei testi del vostro ultimo lavoro discografico?
HoO: I testi sono sempre di stampo orrorifico, tratti da film e racconti o scritti ad hoc. Nel caso dell'ultimo disco il testo di Noctua è stato ispirato dall'ambiente circostante al lago di Arrie dove il disco è stato per la maggior parte ideato.

LFdM: “Figli del Crepuscolo” è pregno di tantissimi spunti di riflessioni che toccano non solo quelli già citati fino ad ora, come un certo retaggio letterale, un'estetica crepuscolare forse dettata anche dal luogo in cui ora tutti vivete, ma è anche saturo di riferimenti cinematografici. Cosa e quale genere cinematografico vi attira di più?
HoO: Il gruppo è molto influenzato dal classico del gotico italiano e dai film della Hammer. Non ci interessava di affrontare un discorso più diretto di horror come ad esempio il genere slasher che non riteniamo compatibile con la nostra musica nonostante siamo fruitori di tutto ciò che di qualità offre il genere. 

LFdM: Chi ha curato l’aspetto grafico? Che non è mai da sottovalutare dato che è un po' come un biglietto da visita per il disco.
HoO: La copertina è stata realizzata da Julia Edetun che ha saputo rendere perfettamente quello che avevamo in mente per rappresentare il contenuto. Il resto dell'aspetto grafico è stato curato invece da noi stessi della band.

LFdM: L'impressione che subito si ha della vostra band è quella di una grande coesione a livello musicale. E’ tutto meravigliosamente coerente e ben concepito. Come si arriva a instaurare un rapporto di questo genere tra persone che arrivano da mondi diversi?
HoO: Nella attuale incarnazione della band abbiamo trovato, sebbene con punti di provenienza ed idee differenti, stili complementari che convergono verso una direzione comune.

LFdM: Se è molto facile inquadrare la matrice letteraria e cinematografica che si nasconde dietro al vostro lavoro, più complesso è rintracciare con estrema chiarezza le vostre influenze musicali alle quali attingete per la vostra musica.  Ci sono band imprescindibili alle quali non potete non volgere lo sguardo quando componete?
HoO: Molto dobbiamo ai Black Sabbath e alla NWOBHM di Witchfynde e Angel Witch ma è inevitabile che ci sia una forte influenza delle nostre radici italiane sia nel Dark Sound che nel Rock Progressivo Italiano, primi fra tutti i Goblin.

LFdM: Quanto lavoro fate per mantenere integra la vostra identità personale?
HoO: Non facciamo un particolare lavoro per mantenerla. Manteniamo la direzione che vogliamo seguire senza essere soggetti ad interferenze esterne, ma perseguiamo il nostro percorso con un idea chiara di dove vogliamo andare essendo influenzati da ciò che incontriamo sul cammino.

LFdM: La vostra musica ha un sapore retrò, purtroppo oggi si parla spesso di mode e non di riscoperta di certi valori, avete un particolare tipo di pubblico al quale volete arrivate?
HoO: Pensiamo che chi è interessato ad un certo genere di musica è più facile che possa apprezzare la nostra band non abbiamo un target specifico.

LFdM: L'ultima domanda di rito è quella che ha a che fare con i vostri progetti per la promozione di “Figli del Crepuscolo”. Avete in programma un tour che, magari, toccherà anche l'Italia?
HoO: Stiamo lavorando all'organizzazione di concerti nella seconda metà del 2015, possibilmente suonando anche  in Italia. Per essere al corrente riguardo ai movimenti futuri inerenti al gruppo ci si può aggiornare su handsofevil.blogspot.se

LFdM: Vi ringraziamo enormemente per la vostra disponibilità e per averci dato la possibilità di ascoltare “Figli del Crepuscolo”. In bocca al lupo per la vostra carriera e per il vostro futuro!
HoO: Grazie a te per lo spazio concessoci e per l'interesse nella nostra band.

Dora per Les Fleurs du Mal

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