venerdì 8 maggio 2015

Steve’n’Seagulls - Farm Machine recensione

Farm Machine

Label: Spinefarm Records/Universal

Release: 12 Maggio

01. Grand Opening
02. Black Dog
03. Thunderstruck
04. The Trooper
05. Ich Will
06. Paradise City
07. Nothing Else Matters
08. Over The Hills And Far Away
09. Seek And Destroy
10. Holy Diver
11. Run To The Hills
12. You Shook Me All Night Long
13. Cemetery Gates





In una fattoria sperduta nel magnifico paesaggio finlandese esiste un fienile e in questo fienile si sono riuniti quattro ragazzi con l'intento di fare musica. Il quartetto ha iniziato a suonare una versione estremamente personalizzata di "Thunderstruck", un classico degli AC/DC e hanno pensato bene di filmarsi, di mettere su internet questo video che, nel giro di pochissimo tempo è diventato un fenomeno virale, arrivando a toccare le dieci milioni di visualizzazioni.

No, non è l'inizio di un bel racconto moderno, di quelli che narrano le avventure di quattro ragazzi come tanti che fanno musica e che, forse perfino per caso, diventano un vero e proprio fenomeno. Questa è una storia vera, loro sono molto più che reali, quella fattoria, quel fienile e quegli strumenti con i quali hanno iniziato a suonare esistono e hanno dato vita sul serio ad un progetto musicale innovativo, spiritoso e davvero piacevole da ascoltare. 

È facile prendere pezzi storici di band che praticamente tutti, almeno una volta nella vita, hanno ascoltato o che anche solo vagamente hanno sentito nominare. Non è altrettanto semplice prendere queste canzoni e annullarle completamente, rivoltandole quasi come se fossero un calzino di lana, per restituire un qualcosa di assolutamente diverso dal prodotto originale. Quello che hanno fatto gli Steve’n’Seagulls con le tredici canzone che compongono il loro debutto discografico Farm Machine, in uscita per Spinefarm Records il 12 maggio, è esattamente questo: si sono appropriati delle canzoni di altri cantanti e ne hanno fatto qualcosa di diverso.

Con l'aiuto di un benjo, una fisarmonica e poco altro, il quartetto finlandese ha dato nuova vita ai brani degli Iron Maiden, a quelli degli AC/DC, dei Pantera, dei Led Zeppelin e di molti altri artisti di fama internazionale, innovando in maniera perfino inaspettata il rock e il metal, facendo diventare questi stessi pezzi musica nuova, che quasi si stenta a riconoscere e che potrebbero addirittura passare per brani originali, salvo poi accorgersi che fanno parte della tradizione di generi che hanno fatto storia.

Se siete dei puristi del genere, se il folk proprio non fa per voi, se il richiamo palese al country rischia di farvi venire l'orticaria al primo attacco di benjo che sentite, se nemmeno il lontano accenno ad un tango d'altri tempi possono convincervi delle potenzialità di questo disco, allora è meglio che vi asteniate dall'ascolto, perché è questo quello che sentirete appena schiacciato il tasto play del vostro stereo: puro, sano, divertentissimo, leggero e scanzonatissimo blues, un freschissimo swing capace di farvi schizzare fuori di casa per andare a comprare cappelli di paglia, camicie a quadri e stivaloni da cowboy per potervi mettervi a ballare proprio lì, in quel fienile in cui è cominciato tutto e dove forse continuerà questa bella storia.

8/10
Dora

Members: Irwin Remmel 
Pukki Kaalinen 
Puikkonen, Hermann 
Wild Till Hiltunen