venerdì 15 maggio 2015

VOODOO - “The Human Eater Turbine" recensione

“The Human Eater Turbine"

Release: 19/02/2015

Produzione: V3 Recording

01. The Human Eater Turbine
02. When You Were a Kid
03. His Sorrow
04. Hurt Ourselves Inside
05. The Invisible Boy
06. Over the Red Fields
07. Moonlight
08. The Place
09. Cannibals




E' come è accaduto a Dorothy Gale: è passato un uragano, solo che non mi sono ritrovata nel mondo di OZ, ma catapultata indietro nel tempo, più precisamente negli anni Settanta, quando la musica suonava di libertà e dannazione, quando i diavoli del blues punteggiavano di una certa malinconia i brani che si riempivano di tutti i sentimenti che una band si portava dentro, inneggiando al cielo ideali che forse oggi sono ormai diventati polvere.

In realtà non è passato alcun uragano, ma una band di Casale Monferrato, i Voodoo, che con "The Human Eater Turbine" presentano il loro primo lavoro musicale completo (hanno pubblicato solo un EP nel 2013 intitolato "Everybody Has To Go Someday").

Il disco appare subito un gradevole e variegato aperitivo pieno di assaggi musicali dove quasi ogni gusto viene accontentato, pur ovviamente rimanendo nella coerenza di un progetto ben strutturato che si snoda principalmente su sonorità che attingono ispirazione soprattutto dal rock anni '70 e dal blues, spaziando dal folk fino all'alternative metal, arrivando anche all'hard rock.

Quello che stupisce di più è sicuramente la voce di Vike che si colora di toni molto caldi ed avvolgenti, ma che sa anche essere graffiante quando serve, senza mai strafare o esagerare, puntuale e precisa come la chitarra, il basso e la batteria, ai quali si aggiunge, di tanto in tanto, la presenza di un solenne organo che rende il suono corposo, a volte perfino imponente.

"His Sorrow" è una traccia variegata, resa particolare anche da quelle incursioni elettroniche che la rendono perfino un po' diversa ed interessante, ma è "Hurt Ourselves Inside" a monopolizzare la scena, nonostante anche "The Invisible Boy", con quella sua sonorità da ballata folk, sia un brano assolutamente piacevole e degno di nota, di sicuro uno tra i migliori dei nove proposti.

In questo disco d'esordio la materia prima c'è e si sente. La cosa che fa davvero piacere è che anche in Italia si possono trovare prodotti di ottima qualità non solo tecnica, ma fatti con il cuore e con la passione di chi ha voglia di emergere e di distinguersi.

7.5/10
Dora



Members:
Vittorio “Vike” Giorcelli - voce, chitarra
Stefano “Teto” Cavaliere - organo, synth, basso
Stefano Bollo - batteria