giovedì 7 maggio 2015

NIBIRU - Padmalotus Recensione

Padmalotus 

Release: 18 Maggio 2015


Tracklist:
1. Krim
2. Ashmadaeva
3. Trikona
4. Khem


Tra le band che hanno suscitato maggior interesse nella scena underground italiana degli ultimi anni, i Nibiru sono ai primi posti. I torinesi ancora una volta mettono a segno un album viscerale, "Padmalotus", il terzo in studio dopo “Caosgon” e “Netrayoni”, che sarà presentato al mondo il prossimo 18 Maggio per Argonauta Records.

Ascolta. La musica non è solo rumore, ma è un flusso di vibrazioni costanti che sanno parlare all'anima, quella profonda, quella latente, a quel residuo di coscienza che non sempre siamo abituati ad interrogare, ma che fa parte della nostra essenza più vera, che forse ha perfino a che fare con gli dei.

Ascolta ancora. Ci sono suoni che arrivano direttamente dalla terra, come un caos inafferrabile, indecifrabile e parole che parlano nel codice del tempo, di riti pagani, di atmosfere incomprensibili, inafferrabili, di spazi infiniti che si aprono in molteplici sfaccettature davanti ai tuoi occhi allibiti ed attoniti, come quelli di un bambino che ha scoperto la bellezza dell'universo, che ne ha toccato i confini per poi rendersi conto che quelle non erano altro che le porte dell'infinito.

Stai ascoltando, vero? Non smettere di farlo, perché nel tripudio di suoni che senti c'è la matrice di qualcosa che forse non si può davvero comprendere, ma che non puoi fare a meno di amare, perché tocca corde che nemmeno tu sei mai stato in grado di far vibrare. Sono note che si rivolgono a te, proprio a te, fanno danzare le molecole del tuo corpo, ti elevano alla potenza e ti scaraventano giù, sempre più giù, in un abisso fatto di musica, la più autentica, quella che ti ammalia con dolci note, che ti schiaffeggia in faccia con altrettanta violenza, che non si risparmia e che non risparmia nemmeno te, ormai soggiogato, incantato, stregato.

Quattro tracce che succhiano dalla linfa vitale della psichedelia anni ‘60, un suono soffocato che trascina verso confini inesplorati con la forza e la grazia di un serpente d'acqua, che striscia sulla superficie di una lacrima salata quasi fluttuando su di essa.

I Nibiru sono quel serpente. O forse è la loro musica ad avere quel potere attraverso un gioco infinito di suoni distorti e perfetti che si intrecciano alla corteccia celebrale rimanendo legati a te per sempre. Non ci sono generi, a che servirebbe classificarli? Loro sono maestri nello psych ritual sludge, ma ha davvero importanza tutto questo? Lasciamo che sia la musica a parlare per una volta almeno, senza distinzione, senza etichette: la musica nella sua unicità, nella sua totalità e forse, per una volta, ci renderemo conto che è sempre bastato solo questo.

Continua ad ascoltare. E' una spirale, un infinito cerchio senza andata né ritorno. E' la sezione aurea della musica e, per una volta, è tutta italiana.

Non perdetevi i Nibiru dal vivo durante il primo Argonauta Fest domenica 10 Maggio al Live23 - Rock The Night di Bosco Marengo, quale migliore occasione per ascoltare davvero?

8.5/10
Dora

Line-up:
Ardath – Chitarra e Enoch
Siatris – Batteria
Ri – Basso